VAFFA DAY

"Siamo come tutti gli altri", la rabbia della base M5s

Il voto che ha concesso l'immunità a Salvini è per molti consiglieri una sorta di "perdita dell'innocenza" grillina. "Manca solo più il via libera alla Tav". La forlaniana Appendino e il silenzio del capo Bono e del candidato governatore Bertola

Sono quelli che si sono spesi di più perché non venisse concessa l’immunità a Matteo Salvini, dopo l’autorizzazione a procedere chiesta dai magistrati sul caso Diciotti, e ora a vedere l’esito della controversa votazione sulla piattaforma Rousseau sono sbalorditi, disorientati, certamente arrabbiati. Il via libera al processo contro il leader della Lega era stato condiviso da tutta la maggioranza grillina in Sala Rossa, dalla capogruppo Valentina Sganga all’ala più movimentista guidata da Daniela Albano e Maura Paoli: hanno perso. “Mi rimangono davvero poche parole, se non quelle per chiedere scusa a chi sperava che fossimo diversi. Non lo siamo” scrive su facebook il consigliere torinese Damiano Carretto. “Spero solo che quel 59% un giorno possa rendersi conto di quello che ha fatto – prosegue –. E con loro, anche chi ha pilotato la votazione formulando un quesito con lo scopo evidente di manipolare il risultato. Ora manca solamente che da Roma autorizzino il Tav e avranno compiuto il delitto perfetto”.

Accuse pesanti al vertice del Movimento 5 stelle e in particolare a Luigi Di Maio e alla Casaleggio, autori di un quesito quantomeno fuorviante. Si affidano invece alla musica l’ex presidente della Sala Rossa Fabio Versaci che cita Gaber, “non ho paura di Berlusconi in sé, ho paura di Berlusconi in me”, e la consigliera regionale Francesca Frediani la quale sceglie le parole di Vasco Rossi: “E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia. Erano giorni di grandi sogni sai, erano vere anche le utopie. Ma non ricordo se chi c’era aveva queste facce qui...”.

Una votazione giunta nei giorni in cui il rapporto tra Torino e il governo “amico” risulta più critico che mai. Con i tagli romani agli enti locali che costringono Chiara Appendino a vendere quote delle sue partecipate per tenere in piedi il bilancio, con il congelamento del contributo per le Atp Finals di tennis, con l’atteggiamento quantomeno ambiguo che l’esecutivo sta tenendo sulla Tav. La maggioranza a Palazzo Civico è in fibrillazione ed è forte la sensazione che in pochi mesi siano stati traditi, se non tutti, gran parte dei valori fondativi del MoVimento.  “Oggi accetto tutte le critiche da chi mi ha sempre detto, siete come gli altri” dice Antonio Iaria, altro consigliere comunale. La delusione si estende anche a parlamentari come Alberto Airola che parla di un voto “Salvinifico”, mentre l’ex senatore Marco Scibona si limita a un amaro “Polvere di stelle”. Non passa inosservato, invece, il silenzio del candidato alla presidenza della Regione Giorgio Bertola e di Davide Bono, colui che è considerato il leader dei Cinquestelle in Piemonte.

I social sono il luogo virtuale in cui si sfoga la base. Fioccano le accuse di aver “tradito” e con esse le richieste di dimissioni. Sulla bacheca di Daniela Albano compare un post: “Non dico di fare cadere il Comune.. ma un bel appoggio esterno tuo e di altri, uscendo da questo Movimento del cazzo?”. Un post come tanti non fosse per il like della diretta interessata, quasi a lasciare intendere una imminente scossa tellurica. L’occasione potrebbe arrivare a breve, se il consiglio di amministrazione di Telt, in programma oggi a Parigi, dovesse sbloccare i bandi per la Tav. A quel punto, c’è chi preconizza “potrebbe succedere qualunque cosa”.

Appendino non soffia sul fuoco e fa appello al rispetto delle regole: “Se accetti di far parte di un movimento che decide di porre in votazione dei quesiti, devi anche accettare l’esito di quel voto. Bisogna ricompattarsi e continuare a lavorare. Questo è il mio auspicio”. “La democrazia funziona così - ha aggiunto la sindaca di Torino - ci si danno delle regole, si è scelto di votare online. L’esito è quello che abbiamo visto tutti e si rispetta. La questione è chiusa si lavora per il bene della nostra comunità a livello locale, il governo continuerà a lavorare per il bene del Paese. Per quanto mi riguarda è un esito che deriva da un voto e quindi come tale va rispettato”. Ma nei commenti al suo post la delusione della base emerge in tutta la sua virulenza.

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