Monge
TRAVAGLI DEMOCRATICI

Pd alla battaglia di Novara

Scoppia il caos in vista delle regionali. Un ordine del giorno impone la consultazione degli iscritti per scegliere i candidati, sconfessando gli uscenti Ferrari e Rossi. La maggioranza dei circoli si ribella e minaccia l'ammutinamento

Da Torino a Novara, cambiano i protagonisti ma non i dissidi per le candidature del Pd alle prossime elezioni regionali. Sotto la cupola di San Gaudenzio, se possibile, il caos è ancora maggiore dopo che la direzione, unico caso in tutto il Piemonte, ha deciso a maggioranza di scegliere i propri cavalli attraverso una consultazione degli iscritti, mettendo di fatto in discussione i due “uscenti”, l’assessore al Welfare Augusto Ferrari e il presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi. Una decisione che già sta scatenando polemiche e sulla quale ora una parte degli iscritti invoca l’intervento del segretario regionale Paolo Furia. Non solo, a 24 ore dal pronunciamento della direzione si assiste pure all’ammutinamento di ben 17 segretari di circolo (su 22) che scrivono al partito regionale facendo sapere che “non intendiamo convocare nessuna consultazione tra gli iscritti in quanto metodo, tempi e motivazioni rappresentano un grave danno al bene del partito”.

A contendersi l'elezione, al momento, c'è, oltre a Rossi e Ferrari che ieri hanno ufficialmente confermato la propria disponibilità a ricandidarsi, l’ex presidente della Provincia Matteo Besozzi. Tre uomini in barba alle quote rose, ma allora come fare? È stato proprio Besozzi a presentare un ordine del giorno in cui prima ha invocato le primarie degli iscritti (il cui termine però sarebbe già scaduto) e poi una più generica consultazione, prevista il 21 o 22 marzo, per determinare i tre candidati in lista a Novara. Ma attenzione, per garantire l’alternanza di genere, solo due uomini potrebbero passare, il terzo componente, qualunque sia il responso della votazione, sarebbe una donna, anche se al momento nessuna si è fatta avanti. Conti alla mano uno tra Ferrari e Rossi in questo modo rimarrebbe quasi certamente fuori.

Per ottenere il via libera al documento di Besozzi  (13 voti favorevoli, 7 contrari, 2 astenuti) in direzione si sono saldate componenti storicamente antagoniste come quella dell’ex sottosegretaria Franca Biondelli, del giachettiano Giuseppe Genoni e dell’ala sinistra rappresentata appunto da Besozzi. Tutti contro Ferrari (e di risulta pure contro Rossi). Ma c’è chi è pronto a scommettere che dopo questo pasticcio il partito di Novara sarà costretto a tornare sui suoi passi. 

Qui il documento dei segretari di circolo del Novarese

 

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