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ALTA TENSIONE

"M5s spalleggia i delinquenti, Ferrero si dimetta"

Dopo gli scontri con i No Tav al corteo del Primo Maggio proseguono le polemiche tra Pd e grillini. Il segretario Carretta: "Vedere la vicepresidente del Consiglio tra quegli esaltati mi dà il voltastomaco". Critiche anche per le parole di un esponente dem

Non si placano le polemiche dopo gli scontri al corteo del Primo Maggio tra No Tav e Pd. A ventiquattr’ore di distanza dai fatti, il segretario torinese del Pd Mimmo Carretta chiede formalmente le dimissioni della vicepresidente del Consiglio comunale, Viviana Ferrero, esponente del Movimento 5 stelle che si trovava, assieme ad alcuni colleghi nello spezzone dei No Tav. “Ok abbiamo la scorza dura - scrive Carretta su facebook – ma una cosa, tra le tante, non riesco a mandare giù: vedere consiglieri pentastellati spalleggiare questi delinquenti è davvero troppo. Ma soprattutto – accusa – vedere la vicepresidente del Consiglio comunale Ferrero in mezzo a questi esaltati fa venire il voltastomaco”. Da qui la richiesta: “Si dimetta e vada a casa e continui da lì la sua becera rivoluzione”.

Parole alle quali è stata la stessa Ferrero a replicare via social. “Chi manifesta ha il diritto di farlo, anche il Pd. Il pugno me lo son preso, nel dirimere con i consiglieri comunali Lavolta e Lo Russo un tafferuglio” afferma Ferrero. “La rivoluzione – prosegue – la fai nelle piccole cose come i comportamenti e nel cambiare il modello intaccando un sistema ingiusto che apre sempre di più la forbice sociale. In piazza ci sarò sempre per salvaguardare i diritti affinché nessun cittadino debba mai più essere picchiato alle manifestazioni”. Sul tema torna anche il consigliere M5s Damiano Carretto che, sempre sul social, evidenzia che "in diversi momenti io e altri colleghi consiglieri (M5s e Pd) ci siamo trovati a frapporci tra i manifestanti No Tav e militanti e servizio d’ordine Pd per cercare di calmare gli animi. E posso affermare che nessun esponente o militante 5 Stelle ha aggredito, né verbalmente men che meno fisicamente, esponenti o militanti del Pd. Chiunque affermi il contrario mente spudoratamente”. Anche su quanto accaduto in via Roma – la carica di polizia per ritardare l’ingresso in piazza dello spezzone No Tav del corteo – spiega – “io e altre persone ci siamo posizionate a mani alzate tra lo striscione No Tav e il cordone di polizia per cercare di impedire che vi fossero scontri. Dopo pochi secondi, senza alcuna motivazione comprensibile, è partita la carica” conclude Carretto ribadendo le critiche alla gestione della piazza.

In mattinata erano state le parole di un altro esponente del Pd, Joseph Gianferrini, a scatenare una gazzarra sui social. “Poi è arrivata la polizia che gli ha fatto assaggiare i #manganelli.. finalmente!” ha scritto sul suo profilo twitter. L’autore del tweet è vicepresidente del Pd torinese per Urbanistica, Infrastrutture e Trasporti ed è collaboratore di un consigliere regionale uscente in Piemonte. La frase oggetto di nuove polemiche è alla fine di un tweet che si apre con un’accusa all’area antagonista e No Tav: "I soliti teppisti No Tav con Askatasuna (centro sociale torinese, ndr) accompagnati da una nutrita flotta di consiglieri comunali e regionali dei cinquestelle hanno partecipato al corteo del Primo Maggio con un unico scopo: far abbandonare il corteo al Pd”. Il tweet di Gianferrini ha raccolto già numerosi commenti di critiche e insulti, mentre secondo il senatore di Leu Francesco Laforgia “questo signore andrebbe allontanato dalle Istituzioni”.

Un intervento, quello di Gianferrini, stigmatizzato anche dallo stesso Pd. “Il Partito democratico – si legge in una nota – non gioisce per manganellate, repressioni, o altre forme di violenza. Ci dispiace essere stati oggetto di intimidazioni, insulti organizzati, e tentativi di rompere il nostro spezzone del corteo del Primo Maggio. Non potremmo per questo rallegrarci per nessuna altra forma di violenza che si sia potuta verificare durante la manifestazione. Ci permettiamo di richiamare tutti quanti alla sobrietà e alla responsabilità che ci ha sempre contraddistinto. Nessuno di noi ha portato bandiere SITAV per evitare che venissero lette come una provocazione. Nessuno di noi ha preso un megafono per rispondere alle continue provocazioni dello spezzone No Tav. Nessuno di noi ha auspicato che la polizia facesse ‘assaggiare i manganelli’ a nessuno, ci aspettavamo, questo sì, che venisse riconosciuto il nostro diritto a manifestare in pace”. In serata arrivano anche le scuse di Gianferrini: "Sono stato tradito dall'emotività".

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