PALAZZO CIVICO

Appendino silura Montanari

Smentendo l'ipotesi di un ridimensionamento soft del suo vice, la sindaca ha scelto una soluzione drastica: il professore non ha accettato di fare un passo indietro e viene messo fuori dalla giunta. Ribelli sul piede di guerra, dibattito in Consiglio

“Questa mattina ho sollevato il prof. Guido Montanari dal suo ruolo di vicesindaco e revocato le deleghe che aveva in capo. La decisione segue le frasi pronunciate sul Salone dell'Auto che non hanno visto smentita”. Lo annuncia su twitter la sindaca di Torino, Chiara Appendino. “Una scelta non facile dal punto di vista umano ma che ho ritenuto necessaria nell'interesse della Città e della sua immagine - prosegue la prima cittadina - . Al prof. Guido Montanari va il ringraziamento per il lavoro svolto in questi tre anni”. Montanari, nel corso di un’assemblea pubblica, aveva detto: “Fosse stato per me, il Salone al Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori”.

Una scelta drastica dettata dall’indisponibilità del suo vice a fare un passo indietro. “C’è una differenza politica tra le dimissioni e la revoca delle deleghe” sarebbe stato il ragionamento dell’ormai ex numero due della giunta, il quale non avendo, a suo giudizio, nulla da rimproverarsi ha preferito lasciare alla sindaca l'onere e la responsabilità della scelta. “Sono stato un capro espiatorio, sarebbe stato più semplice se la sindaca Appendino avesse espresso una volontà politica nuova nelle riunioni di maggioranza o giunta”, spiega l’ ormai ex vicesindaco dopo la revoca delle deleghe decisa dalla sindaca. “Credo di aver svolto un buon lavoro come elemento di mediazione operativa tra i movimenti e l’amministrazione in completa adesione al programma di governo con cui Appendino è stata eletta”. Per quanto riguarda il futuro, Montanari ha osservato che a suo giudizio “se il M5s rinuncia alle due posizioni iniziali, come quelle su Tav e acqua pubblica accettando decisioni calate dall’alto è destinato a concludere la sua esperienza politica”.

Con l'uscita di Montanari sono tre gli assessori liquidati in questa prima metà di mandato da Appendino (in precedenza era toccato a Stefania Giannuzzi, Ambiente, e Federica Patti, Istruzione) cui vanno aggiunti i "licenziamenti" dei suoi due più stretti collaboratori, il capo di gabinetto Paolo Giordana e il portavoce Luca Pasquaretta.

Resta da capire, a questo punto, chi sostituirà Montanari e soprattutto come prenderà questa decisione l’ala più intransigente della maggioranza M5s in Sala Rossa, che ha sempre avuto in lui un punto di riferimento politico. La defenestrazione di Montanari è innanzitutto un segnale a loro, alla base No Tav e benecomunista, a quei consiglieri che nell'ultimo anno - a partire dal braccio di ferro vinto sulle Olimpiadi - hanno ottenuto uno spazio politico d'azione sempre maggiore, alzando il tiro su Tav (vedi la mozione approvata in autunno), ambiente, patrimonio (la battaglia sul Motovelodromo) e altre questioni più o meno di bandiera e identitarie del Movimento 5 stelle.

Che la strada per la sindaca sia tutt’altro che in discesa lo dimostrano le parole affidate questa mattina ai social da Damiano Carretto: “Per quel che mi riguarda non posso far altro che ribadire il mio pieno sostegno al vicesindaco Montanari. In questi tre anni il lavoro di Montanari ha sempre cercato di rappresentare il programma elettorale del Movimento 5 Stelle (al netto di alcune scelte, però condivise, forzate dai vincoli di bilancio) e non si è mai sottratto al confronto pubblico (anche al posto di altri) e interno con il gruppo di maggioranza. Inoltre, in questi tre anni ha dato sempre modo alla partecipazione dei cittadini di trovare voce e ascolto”.

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