Grillini secondo partito in Piemonte

Sondaggio in eclusiva. Dissolta la maggioranza di centrodestra: Pdl precipita al 15%, la Lega crolla al 4. Il M5s ottiene il 16%, superato solo dal Pd (29%). Cota oggi non sarebbe più presidente

RABBIA E DELUSIONE tra gli elettori

La maggioranza di centrodestra in Regione? Non esiste più, ridotta a una striminzita minoranza: 26%. Il Pdl si ferma al 15,5%, la Lega Nord crolla al 4%. Il centrosinistra sfiora il 50% dei consensi (49,5%)  e il MoVimento 5 stelle diventa il secondo partito in Piemonte: 16%. Sono questi in estrema sintesi i principali risultati del sondaggio sulle intenzioni di voto dei piemontesi, commissionato dallo Spiffero a Contacta, primaria società torinese, leader nel settore delle ricerche d’opinione e call center. Ma il dato più significativo è rappresentato dall’elevato numero di indecisi, delusi, arrabbiati che si sono rifiutati di rispondere alle domande: su 3.582 cittadini del campione, rappresentativo dell’elettorato, solo 1.056 sono le interviste convalidate dagli esperti e quindi utilizzate per l’analisi. Segno che la crescente disaffezione alle formazioni politiche tradizionali non solo non ha trovato argini di contenimento, ma che l’astensionismo sta assumendo caratteri di radicalità che potrebbero sfociare in manifestazioni al momento impensabili.

 

La lettura disaggregata dell’indagine, realizzata nel periodo compreso tra il 4 e l’8 giugno attraverso interviste telefoniche con il metodo Cati, presenta un quadro completamente rivoluzionato degli equilibri politici rispetto a poco più di due anni fa, quando le elezioni consegnarono la guida della Regione al centrodestra (che ottenne nel complesso il 46,93% dei voti) e incoronarono Roberto Cota presidente (con il 47,32%). Se si tornasse oggi alle urne sarebbe una ecatombe per gli attuali inquilini di piazza Castello: il Pdl precipita al 15,5% (era al 25,04%), la Lega sprofonda al 4%, un quarto di quel 16,73% incassato a marzo 2010. Tengono un poco le ali estreme: La Destra di Storace ottiene un lusinghiero 3,5%, formazioni minori (Pensionati e Verdi-Verdi) mantengono un complessivo 3%. La situazione potrebbe leggermente migliorare sommando le previsioni dell’Udc, anche se ufficialmente non è organicamente in maggioranza (poi, sottobanco, la cosa è diversa): il partito di Casini, infatti, quasi raddoppia i propri consensi, passando dal 3,92% di due anni fa al 6% odierno. Idem dicasi per la nebulosa del presidente Fini: Fli è attualmente quotata al 2,5%.

 

E se il dato più eclatante è, come abbiamo detto, l’inarrestabile performance dei grillini – dal 3,66% al 16% - sul fronte del centrosinistra si conferma il ruolo centrale dello schieramento del partito democratico. Il Pd, anzi, rispetto alle elezioni 2010 incrementa la propria consistenza, passando dal 23,21% al 29%. Buone le attese anche per gli alleati: Moderati (5%), Italia dei Valori e Sel (4% ciascuno). Se poi la coalizione dovesse riabbracciare anche la frangia comunista la dote aumenterebbe di un altro 3%. Insomma, se i piemontesi fossero oggi chiamati a esprimersi, magari dalla decisione dei giudici, riconsegnerebbero il comando della Regione al centrosinistra. Se nuovamente a Mercedes Bresso, questo è un altro paio di maniche.

 

 

 

%

Pd

29,0

MoVimento 5 stelle

16,0

Pdl

15,5

Udc

6,0

Moderati

5,0

Idv

4,0

Sel

4.0

Lega Nord

4,0

La Destra

3,5

Federazione della Sinistra

3,0

Fli

2,5

Verdi

1,5

Altri centrosinistra

3,0

Altri centrodestra

3,0

 

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