SANITÀ & POLITICA

Minola al vertice della Sanità

Il manager, attualmente a capo dell'Aou di Novara, prende il posto del dimissionario Aimar alla direzione regionale. L'assessore Icardi e una parte della Lega fino all'ultimo hanno puntato su Sottile di Candiolo, giudicato però "inconferibile" dagli uffici

Fumata bianca per la direzione della Sanità. Sarà affidata all’attuale direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Novara Mario Minola. Dal camino del conclave di piazza Castello esce, però, anche qualche sbuffo grigio e pure qualche scintilla di tizzone ancora ardente. La decisione sul manager di lungo corso e di lunghissima permanenza all’ombra della cupola di San Gaudenzio, peraltro annunciata nei giorni scorsi dallo Spiffero come la più probabile, non è stata indenne da manovre in senso contrario e di frenate alle quali, alla fine, il presidente Alberto Cirio ha risposto anticipando in serata una nota formale per blindare la decisione che sarà formalizzata con l’atto di nomina soltanto martedì o mercoledì prossimo. Ad ulteriore rafforzamento oltre che per correttezza istituzionale il governatore dopo la giunta e appena uscito dal Duomo per l’Ostensione della Sindone ha chiamato i segretari regionali dei partiti di maggioranza, ottenendo il via libera su Minola. 

Un placet che, al contrario, è arrivato a denti stretti e dopo un po’ di discussioni da una parte della Lega all’interno della giunta. Non era un mistero la forte perplessità sul nome dell’attuale numero uno del Maggiore della Carità da parte dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi che pare avrebbe preferito Gianni Bonelli, già direttore generale a Biella e oggi all’azienda sanitaria varesotta dei Sette Laghi, feudo di Giancarlo Giorgetti. A storcere il naso di fronte al nome di Minola anche un altro assessore leghista, Fabrizio Ricca con dalla sua il partito torinese e dietro al quale più d’uno ha visto l’ombra lunga di Carlo Picco, attuale commissario dell’Asl Città di Torino e uomo di peso all’interno del partito piemontese sul fronte sanitario. Questa parte della Lega avrebbe dato l’impressione agli alleati di voler tenere in qualche modo ancora aperta la porta al direttore generale dell’Istituto tumori di Candiolo, Antonino Sottile, nonostante proprio questa mattina l’avvocatura regionale avesse stabilito con nettezza l’impossibilità giuridica della nomina alla direzione regionale. Tentativo di tenerlo in pista, a dispetto delle norme, per una convinta convergenza su di lui oppure una mossa tattica, per usare la questione al fine di allungare i tempi e provare a far saltare Minola? Va detto che lo stesso Icardi in questi giorni aveva richiesto un parere, sempre sulla conferibilità dell’incarico, all’Anac e che l’attesa del responso non certo rapidissimo è finita pure quella sul tavolo della giunta.

Anche in questo caso Cirio, che all’inizio sembrava puntare proprio sul manager portato a Candiolo da Andrea Agnelli e da questi (si presume) pronto ad essere accompagnato e sostenuto verso il nuovo incarico in corso Regina Margherita, ha cercato di tagliare la testa al toro: c’è il parere dell’avvocatura dal quale non possiamo prescindere e comunque – ha in sostanza spiegato – anche nel caso assai improbabile l’Anac desse il via libera ci sono altre ragioni che portano a fare una scelta diversa.  E la scelta è quella di Minola, con il quale Cirio aveva avuto un colloquio l’altro giorno, pur senza sbilanciarsi con il manager sull’eventuale nomina. In serata, è arrivato l’ok dell’assessore Icardi in un colloquio con il governatore.

Classe 1958, specialista di malattie infettive, Minola è ai vertici della sanità novarese, tra Asl e Aou, dalla fine degli anni Ottanta ed è uno dei direttori professionalmente più longevi del sistema sanitario piemontese, avendo attraversato sempre con incarichi apicali amministrazioni regionali di centrodestra e centrosinistra, senza incorrere in spoils system. Uomo di esperienza dirigenziale e consumate doti di mediazione, Minola a maggio avrebbe comunque dovuto lasciare il vertice dell’azienda ospedaliera per raggiunto limite di mandati. Lo farà tra pochi giorni, lasciando libero un posto molto ambìto e che si presume dovrà essere assegnato in tempi piuttosto brevi. Per quella poltrona si torna a parlare, tra gli altri, proprio di Bonelli. Resta da vedere se il manager di Casale Monferrato attualmente in Lombardia sarà compreso nella terna che dovrà essere condivisa con il rettore dell’Università del Piemonte Orientale Giancarlo Avanzi.

print_icon