ECONOMIA DOMESTICA

Torino perde la gigafactory. Tavares: "Sarà a Termoli"

L'annuncio dell'ad di Stellantis all'evento sulle strategie del gruppo per l'elettrificazione. A nulla è servito il pressing di politica, sindacati e industriali per avere il grande hub delle batterie elettriche a Mirafiori. Cirio e Appendino: "Tradita una città e l'intera regione"

La Gigafactory di batterie per le auto elettriche non sarà realizzata a Torino ma a Termoli. Lo ha detto l'amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares, aprendo l'Ev Day dedicato alla strategia del gruppo per l'elettrificazione. A nulla, dunque, sono serviti gli appelli della politica, dei sindacati e pure degli industriali affinché l'insediamento fosse a Mirafiori, la più grande fabbrica automobilistica in Europa.

“Torino, con i suoi 120 anni di storia è la sede naturale” avevano scritto Chiara Appendino e Alberto Cirio, in una lettera congiunta a Mario Draghi. Evidentemente premier e azienda non la pensano allo stesso modo. In calce alla missiva anche le firme dei vertici di Confapi PiemonteUnione industrialeConfindustria PiemonteApi TorinoCamera di Commercio, oltre alle organizzazioni sindacali Fiom CgilFim Cisl e Uilm: insieme avevano chiesto al governo di “adoperarsi in maniera concreta e fattiva per sostenere la candidatura del capoluogo piemontese”. E ora sono proprio gli stessi Appendino e Cirio a prendersela con l'esecutivo: “Questa decisione tradisce Torino. Tradisce il Piemonte, la sua storia, i suoi lavoratori, le sue Università e in generale una terra che ha inventato l’auto, ha investito, ha rischiato. Una terra che ha un credito enorme verso questa azienda e verso questo Stato”. “Oggi ci sentiamo traditi – continuano sindaca e governatore – e chi è tradito prova rabbia. Una rabbia che chi, come noi, ha responsabilità istituzionali deve trasformare in una azione. Attendiamo di avere parole chiare da Roma per capire su che basi questa scelta sia stata condivisa con il Governo. Convocheremo già domani tutte le Istituzioni piemontesi”.

In una nota ufficiale, Stellantis ha fatto sapere che investirà oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 nell’elettrificazione e nel software mantenendo un’efficienza esemplare per il comparto automotive, in particolare con un’efficienza degli investimenti del 30 per cento superiore rispetto alla media del settore. L’obiettivo è che i veicoli elettrificati arrivino a rappresentare oltre il 70 per cento delle vendite in Europa e più del 40 per cento di quelle negli Stati Uniti entro il 2030.

Per la Gigafactory italiana si parla di un investimento da 1,5 miliardi di euro in cui anche il Governo farà la sua parte in termini di finanziamento. Nei giorni scorsi il presidente di Stellantis John Elkann si era recato a Roma per discutere della questione con alcuni esponenti dell’esecutivo di Draghi, in particolare i ministri Roberto Cingolani (Transizione ecologica) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) dai quali avrebbe ricevuto una indicazione chiara: l’insediamento sarebbe meglio fosse in un’area in crisi. E oggi Torino non è così in crisi come altri siti in Italia, a partire proprio da Termoli.

“Da viceministro dico bene che sia stata scelta l’Italia. Da piemontese esprimo rammarico per la decisione di Stellantis di non collocare a Torino il distretto delle batterie: una scelta che non tiene in considerazione il vantaggio di avvalersi delle potenzialità del territorio in termini di competenze scientifiche, infrastrutture e professionalità esistenti, dalle Università alle imprese, alle lavoratrici e ai lavoratori” afferma il viceministro dello Sviluppo economico, Gilberto Pichetto. Poi aggiunge: “Mi auguro adesso che quando sarà affrontata la questione della programmazione del luogo di produzione di Stellantis in ambito nazionale venga previsto un sostanziale incremento della produzione nell’impianto torinese, oltre a quanto già comunicato nell'annuncio di oggi”.

“L’annuncio di Stellantis lascia i piemontesi con l’amaro in bocca” affermano in una nota congiunta i parlamentari piemontesi, in rappresentanza dei loro gruppi: Luca Carabetta (M5s), Federico Fornaro (Leu), Silvia Fregolent (Iv), Stefano Lepri (Pd), Elena Maccanti (Lega), Augusta Montaruli (FdI) e Claudia Porchietto (FI) . “Siamo delusi che non si sia voluto condividere un progetto per il rilancio di un territorio che ha fortemente contribuito a costruire la credibilità industriale italiana. Ora però Stellantis e il Governo trovino il modo per dare a Torino un ruolo industriale forte. Culla e capitale per decenni dell’automobile italiana, da troppo tempo e' vittima di scelte e incentivi economici che avvantaggiano altri territori, fino a renderla oggi un’area di crisi industriale complessa. Come parlamentari piemontesi, continueremo insieme questa doverosa battaglia”.

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