UNITA' IN DEFICIT

Torino finisce nel “buco” di Italia 150

La Regione terrà fede a tutti gli impegni presi, garantisce l'assessore Coppola. Il rosso, di 3,5 milioni, sarà parte della trattative tra Comune e Fondazione Crt per l'acquisizione delle Ogr

Al 31 dicembre 2011 il disavanzo del Comitato Italia 150 era di 7.854.000 euro e ad oggi restano ancora 3,5 milioni di debiti “scoperti”, come aveva anticipato a suo tempo Lo Spiffero, di cui dovrà farsi carico il Comune di Torino: e questa è la novità. Lo ha affermato durante i lavori della V Commissione in Regione, l’assessore alla Cultura Michele Coppola, che ha illustrato i conti dell’ente presieduto da Alberto Vanelli, precisando che la Regione adempirà a tutti gli impegni presi e che il buco di bilancio del Comitato diventerà parte della trattativa tra Palazzo Civico e la Fondazione Crt per la vendita delle Officine grandi riparazioni.

 

Diversamente da quanto previsto inizialmente, il Comitato ha proseguito la sua attività anche nel 2012, limitandosi a gestire la mostra Fare gli italiani e il luogo che la ospita, le Ogr i cui spazi liberi sono stati affittati a privati interessati all’organizzazione di eventi come la trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano, "Quello che non ho", e la presentazione della 500, avvenuta nel mese di luglio. «Nessuna di queste attività – ha proseguito Coppola – rientra nelle competenze economiche della Regione Piemonte, dal momento che il Comitato ha proseguito la propria attività sulla base dell’impegno, da parte del Comune di Torino, di sobbarcarsi tutti gli oneri economici connessi». Gli altri soci fondatori - Regione Piemonte, Provincia di Torino, Fondazione Crt, Compagnia di San Paolo - che pure hanno continuato a sedere nel Cda, non dovranno contribuire, se non al fine di onorare gli impegni presi per il 2011.

 

Sempre secondo la relazione di Coppola, gran parte del buco è dovuto al ritardo dei finanziatori a contribuire per quanto di loro responsabilità. Nello specifico, piazza Castello aveva destinato alla comunicazione degli eventi 1.966.000 di euro di cui è stato versato solo un milione, mentre i restanti 966 mila euro sono già stati deliberati e determinati. Così come hanno già trovato copertura anche i 700 mila euro che il governatore Roberto Cota si era impegnato a versare per coprire i costi delle tappe piemontesi del Giro d’Italia, il cui ritardo aveva provocato anche un’ingiunzione di pagamento avanzata proprio da Rcs nei confronti del Comitato Italia 150. «Tutto risolto – aveva annunciato nei giorni scorsi l’assessore allo Sport Alberto Cirio – peraltro senza doverci far carico dei 40 mila euro di more previsti in un primo tempo». Altri 400 mila euro corrispondono alle quote associative dovute dalla Regione Piemonte per il 2010 e del 2011. Di questi 200 mila sono stati deliberati e determinati. Ne restano da versare 200 mila di competenza dell’assessorato alla Cultura. Infine i 122 mila destinati a Biennale Democrazia, che ora sono stati deliberati e determinati dal Comune di Torino. Mancano all’appello 500 mila euro, che non sono stati ancora versati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), ma che, anche in questo caso, sono stati deliberati e determinati.

 

Al netto di tutti questi fondi restano, però, 3,5 milioni di scoperto. Due milioni erano stati promessi dal Governo «ma l'impegno – dice Coppola - non è stato onorato». Inoltre, vanno conteggiati 2 milioni di mancate entrate da biglietteria. Insomma, se ci limitiamo a calcolare le mancate entrate da biglietteria e quelle che a tutt'oggi ancora non risultano certe - i 2 milioni promessi dal Governo- il disavanzo corrisponde a euro 4.166.000 che con i recuperi delle quote 2012 e con alcune economie già effettuate scendono a 3,5 milioni. Il ripianamento di ammanco è stato inserito nella trattativa attualmente in corso con la Fondazione Crt, determinata ad acquistare le Ogr e a conservarle al ruolo attuale di importante polo della cultura.

 

Sulla vicenda sono intervenuti anche il consigliere del Pdl Giampiero Leo e la capogruppo della Fds Eleonora Artesio, che in modo bipartisan hanno espresso la richiesta «di avere un confronto urgente, attraverso un’audizione, per trattare due argomenti di estrema importanza: la situazione debitoria del Comitato 150 e la questione della Reggia di Venaria».

print_icon