POLITICA & GIUSTIZIA

"Fiducia nei magistrati, ma interventi gravissimi". Crosetto risponde al plotone d'esecuzione

"Ho aperto un tema. Scontro politica-magistratura deve finire, chi ha responsabilità deve essere terzo". L'intervento del ministro della Difesa alla Camera. Si tiene per un'altra occasione le "rivelazioni" più scottanti: "Citerò decine di frasi che mi preoccupano"

Respinge l’accusa di aver lanciato intimidazioni alla magistratura, ma Guido Crosetto riferendo in aula alla Camera sulla sua ormai intervista al Corriere della sera tiene il punto. Cita “il caso dei dossier” che lui stesso aveva denunciato ad agosto: “Mi hanno detto: sei un pazzo, farai la fine di Craxi, ti sei reso un obiettivo. Ma io non sarò un obiettivo di nessuno”.

Il ministro della Difesa risponde all’interpellanza di +Europa in merito alle sue dichiarazioni sull’“opposizione giudiziaria” come “unico pericolo” per la stabilità del governo Meloni di fronte a un emiciclo semivuoto, come tutti i venerdì. “Mi stupisco dell’intervento del capogruppo gruppo Pd Chiara Braga: tutto mi aspettavo tranne che qualcuno contestasse un ministro che risponde ad un’interpellanza. Fin dal giorno dopo l’intervista avevo dato disponibilità a riferire al Copasir, all’Antimafia, all’Aula”, ha detto Crosetto replicando alle dichiarazioni dell’esponente dem. “Mi è stata chiesta una cosa a cui ho detto no: di sostituire l’informativa sul Medioriente con quella della giustizia e ho detto no perché la ritengo importante”, ha continuato Crosetto. Per questo motivo si è detto “pronto” a confrontarsi con l’Aula su frasi che “non trovo gravi”. Probabile, quindi, che farà ritorno a Montecitorio.

L’interpellanza di +Europa è stata introdotta dal suo primo firmatario, Benedetto della Vedova: “Perché un’interpellanza su questo tema? Perché lei oggi, ministro Crosetto, non è più un membro dell’opposizione. Lei oggi è il ministro della Difesa, il capo dei Carabinieri, un esponente importante del partito della premier di Giorgia Meloni. Lei ora ha tutti gli strumenti anche di intelligence per indagare su quanto ha detto” ha attaccato il deputato. “Sono convinto – ha continuato – che voleva aprire una crisi istituzionale tra governo e magistratura. Lei ha detto che non ha fatto queste dichiarazioni a cuor leggero: a questo punto deve circostanziare un’accusa precisa, che non può essere un sentito dire”. Per questo motivo l’ex segretario di +Europa ha chiesto che gli siano mostrati i “fatti” e le prove della questione: “Le sto chiedendo i fatti di quello che dice. Se non ci sono fatti è ancora più grave l’accusa. E per fatti non mi riferisco al libro di Palamara, per esempio, che sono questioni di dominio pubblico. Se non ci sono, la sua accusa è gravissima. Se non riesce a dimostrare quanto dichiarato con dei fatti, che messaggio voleva mandare? Ci fornisca i dettagli, questa è la sua responsabilità da ministro della Difesa”, ha concluso il deputato.

Rilievi cui Crosetto ha risposto. “È necessario aprire una riflessione sul ruolo che, nella nostra Costituzione e in un paese democratico, deve avere la magistratura”, la premessa. “Sono profondamente colpito dal tentativo di mistificazione delle mie parole che, anche lei che conosco da decenni, sta cercando di mettere in piedi. Glielo rileggo, in italiano, per farle capire il significato”, ha continuato il ministro. «Io non ho mai attaccato la magistratura e quando c’è stata necessità di attaccare e denunciare un magistrato l’ho fatto. Ho totale fiducia nella magistratura ma so discernere, mi riferisco ad alcune cose pubbliche che ho sentito in cui qualcuno ha parlato di una magistratura che deve avere una “fisiologica funzione antimaggioritaria a tutela dei diritti”», dice ​il ministro citando stralci di un intervento pubblico di un magistrato​​​​​​. «Ho trovato alcuni magistrati - ho sentito esponenti di Area - che vedono nel governo un attacco alla magistratura, quasi che non voglia farla lavorare. C’è chi ha detto che il ruolo della magistratura deve essere quello di riequilibrare la volontà popolare. Ma chi ha responsabilità deve essere terzo: pensate se questa frase la avesse pronunciata un generale o un prefetto».

«Sarà un caso che dal 1992 tutte le volte che si è parlato di riforme della giustizia ci sia stato un sommovimento che ha tentato di bloccarle? Non penso che possa esistere una riforma della giustizia che non tenga conto della magistratura e che ci possa essere un conflitto permanente con la politica. Serve un dibattito sulle funzioni», ha proseguito l’inquilino di Palazzo Baracchini. Il problema, secondo il ministro, è quali sono le norme su cui fondiamo le regole costituzionali: «Non mi sottraggo al dibattito sul tema della ridefinizione dei ruoli dello stato e non credo che qualsiasi organo dello stato debba essere contraltare di un altro», ha spiegato. «Io apro, come cittadino, un tema di cui dobbiamo discutere: prima o poi questo scontro fra politica e magistratura dovrà finire», ha detto Crosetto. «In un Paese democratico la magistratura deve lavorare in pace e non deve esistere alcun pregiudizio», ha aggiunto. «Ho sollevato il tema della giustizia perché non ho paura di nulla e credo che sia fondamentale un dibattito È fondamentale che il parlamento ne parli e che non ci sia distonia. Il dibattito va al di là della riforma della giustizia». «In questi giorni – ha aggiunto – è stato messo un plotone d’esecuzione ad personam. Trasmissioni, insulti, interpretazioni malevole delle mie parole. Quando ho cose da denunciare non ho paura di farlo. Stia tranquillo Della Vedova appena ho elementi che confermano quanto ho detto sarò il primo ad andare alla magistratura a denunciare. La mia riflessione era molto più alta».

Della Vedova ha dichiarato di «non essere soddisfatto» dalla risposta di Crosetto e che in base all’articolo 138 del regolamento presenterà una mozione per continuare il dibattito. «Io sto facendo opposizione a questo governo e in virtù di ciò mi riservo di presentare una mozione. Anche poi per le sue parole iniziali, la sua venuta in Aula oggi – che ho molto apprezzato – non è esaustiva ne preclusiva di un dibattito su questo specifico tema legato all’intervista», ha concluso il deputato di +Europa.

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