GLORIE NOSTRANE

Sgarbi tiene sulla corda Meloni: "Dimissioni solo annunciate"

Fedele fino all'ultimo al suo personaggio, il critico d'arte spiega di essere ancora in carica come sottosegretario alla Cultura: "Devo negoziare la mia uscita col governo". Ma anche nella maggioranza di centrodestra c'è chi non vede l'ora di toglierselo di torno

“Non sono ancora un ex sottosegretario. Le dimissioni le ho solo annunciate ma le devo ancora negoziare con il governo. In questo momento sono ancora sottosegretario alla Cultura, sia pure con annuncio di dimissioni. La mia agonia sarà lunga”. Coerente con il personaggio il Vittorio Sgarbi tiene banco e sembra voler prendere ancora tempo prima di rendere effettiva la sua uscita dall’esecutivo di Giorgia Meloni. Il critico d’arte spiega la situazione all’emittente di Frosinone Teleuniverso a margine di un evento alla Bit di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo. C’è la richiesta di comunicazioni in parlamento avanzata dalle opposizioni, un appuntamento a cui molti nella maggioranza di centrodestra vorrebbero arrivarci con la definitiva sua uscita di scena. Sgarbi è anche sindaco di Arpino (Frosinone) dove, anche lì, l’opposizione chiede che le vicissitudini del sottosegretario siano oggetto di un confronto in Consiglio comunale. A Sgarbi, inoltre, si rimprovera di essere poco presente in città.

Sgarbi ha annunciato le dimissioni venerdì 2 febbraio “con effetto immediato”. Intervenendo dal palco dell’evento “La Ripartenza: liberi di pensare” organizzato a Milano, il critico d’arte aveva dichiarato: “Secondo l’avviso dell’Antitrust io non potrei parlare di arte per evitare il conflitto di interesse, quindi vorrei annunciare qui le mie dimissioni con effetto immediato da sottosegretario alla Cultura, nelle prossime ore lo comunicherò a Giorgia Meloni: preferisco essere libero di parlare di Michelangelo o di Dante e non fare il sottosegretario”.

Nell’annunciare il passo indietro, Sgarbi aveva puntato il dito contro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, reo a suo dire di aver inoltrato all’Antitrust le lettere anonime a lui inviate per denunciare il presunto conflitto di interessi tra le attività istituzionali e quelle extra-governative del sottosegretario: “Gli uomini che hanno dignità non accolgono le lettere anonime”, ha commentato, “le lettere anonime si buttano via”. “Il sottosegretario di Stato alla Cultura, Vittorio Sgarbi, ha esercitato attività professionali in veste di critico d’arte, in materie connesse con la carica di governo, come specificate in motivazione, a favore di soggetti pubblici e privati, in violazione della Legge Frattini sul conflitto di interesse”. È quanto si legge nel testo del provvedimento dell’Antitrust.

Su Sgarbi pesa anche l’accusa di riciclaggio di beni culturali per il caso del quadro “La cattura di San Pietro” attribuito al pittore Rutilio Manetti, che si suppone essere un’opera rubata e che è nella sua disponibilità. Una vicenda che aveva sollevato forti polemiche da parte delle opposizioni e la presentazione di una mozione di sfiducia che avrebbe dovuto essere votata alla Camera il 15 febbraio dopo un primo rinvio. Con Sgarbi che sarebbe pronto a ricorrere al Tar, con un incarico già affidato allo studio Bonelli Erede. Perché il provvedimento dell’Autorità alla concorrenza, a suo dire, va contro l’articolo 21 della Costituzione: che riconosce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola. 

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