FIRME FALSE

Condannato il “pensionato” della Bresso

Irregolarità anche nelle sottoscrizioni della lista in appoggio all'ex presidente. L'autenticatore patteggia una pena di 1 anno e 6 mesi. Il centrodestra esulta per il "contrappasso" giudiziario al caso Giovine. Accettata la costituzione di parte civile

Un anno e sei mesi di reclusione. È questa la pena, esito del patteggiamento, inflitta dal giudice dell’udienza preliminare a Marco Di Silvestro per aver falsamente autenticato l’accettazione della candidatura di 13 esponenti della lista “Pensionati e invalidi per Bresso” alle scorse elezioni regionali. In qualità di pubblico ufficiale – era consigliere comunale di Salmour, piccolo centro in provincia di Cuneo – avrebbe certificato sottoscrizioni in realtà apposte in altra sede. Era accusato dal pm Patrizia Caputo di violazione delle leggi vigenti in materia elettorale: la proposta presentata dai suoi legali è stata accettata dal gup Felicita Bertinetti. E così, in quella che è ormai definita la “maledizione dei pensionati”, inciampa anche il centrosinistra che proprio nei confronti di Michele Giovine (condannato a 2 anni e 8 mesi), leader della lista in appoggio a Roberto Cota, ha impostato buona parte dei ricorsi contro l’esito delle urne.

 

Canta vittoria il centrodestra, giacché il tribunale oltre a punire il responsabile della manipolazione ha ammesso la costituzione di parte civile degli esponenti della maggioranza: «I nostri dubbi sulla regolarità della lista “Pensionati e invalidi per Bresso”, che alle elezioni regionali del 2010 ha sostenuto la presidente uscente, sono stati confermati», esulta Luca Pedrale, capogruppo del Pdl a Palazzo Lascaris. Va ricordato che la formazione guidata da Luigina Staunovo Polacco, la cui posizione potrebbe essere archiviata, non ottenne alcun eletto in Consiglio regionale.

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