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Il fallimento del centrosinistra

Maria Antonietta al confronto di Fassino era una dilettante. Com'è noto, la sovrana francese avrebbe invitato il popolo affamato di pane a mangiare brioche. Ma la maggioranza torinese di centrosinistra fa anche peggio: prima ne combina di tutti i colori, e poi per rimediare ai propri disastri deruba in svariate forme i cittadini torinesi.

 

Esagerato? Proviamo a mettere in fila solo le ultime mirabolanti conquiste del "sinistro" blocco di potere che da troppo tempo governa Torino. Prima indebitano la Città fino al collo. Poi, siccome c'è un limite a tutto, e la polvere che sono abituati e nascondere sotto il tappeto delle partecipate è ormai troppa e rischiano seriamente di mandare in dissesto Torino tra poco tempo, fanno un disperato tentativo di raccattare soldi con (s)vendite affrettate, a quanto pare anche a costo di forzare le procedure (vedi vendita Gtt). E naturalmente ricavano molto meno di quel che speravano.

 

Per di più, queste svendite sono in molti casi delle vere prese in giro: vendere a Iren (una società che come azionista di larga maggioranza ha la finanziaria della Città di Torino) è solo il classico gioco delle tre carte, ovvero un modo per spostare fuori bilancio debiti propri della Città. Il che non è solitamente una grande idea, perché così facendo i debiti non scompaiono realmente, ma vengono soltanto nascosti, e prima o poi saltano fuori. Devono aver imparato durante le Olimpiadi, ahinoi causa prima di questa situazione: c'erano un sacco di cantieri non finiti a Torino? Pazienza, un bel po' di  nastro rosso e si nasconde tutto. Peccato che poco ci manca che quei cantieri non siano chiusi ancora oggi. Coi debiti fanno lo stesso, e Iren è il nastro rosso. Ma la sostanza verrà fuori, e molto prima di quanto vorrebbero, perché dal 2014 un provvedimento del governo Monti dovrebbe impedire che questo trucchetto possa essere praticato, obbligando i Comuni a redigere un bilancio consolidato comprensivo anche delle partecipate.

 

Sempre nel disperato tentativo di raccattare risorse, rendendosi conto che anche le svendite potrebbero non bastare, stanno cercando allora una leggina che proroghi i tempi per il rientro nel patto di stabilità. E qui, per quanto uno si sforzi, non si capiscono due cose: una, perché quand'era Berlusconi a farsi le leggi a suo uso e consumo il centrosinistra gridava (giustamente) allo scandalo, e ora che invece fa comodo a lei mandare in vacca la certezza del diritto per il proprio tornaconto, tutto va bene.

 

L'altra cosa oscura è perché mai due senatori di centrodestra (Pichetto Fratin e Scarabosio) dichiarino di voler spingere per questo emendamento salva-Torino. Ma ci sono o ci fanno? Salva-Torino l'emendamento non lo è in alcun modo: non è che dare due mesi in più faccia magicamente migliorare una situazione ormai compromessa e sparire il debito-monstre, che le svendite non vanno comunque a intaccare in modo sostanziale.

 

In realtà, l'emendamento è soltanto salva-Fassino, e salva Pd: aver portato al default una città importante, che governano da tempo immemorabile, come Torino, non sarebbe un gran biglietto da visita per il partito del vecchio Bersani. E guarda caso l'emendamento congela la situazione fino a giusto una-due settimane dopo la data delle politiche, così intanto Bersani può farsi la sua campagna tranquillo e il Pd può andare a far fare all'intero Paese la stessa fine che ha fatto fare a Torino.

 

Che esponenti del centrodestra sostengano un tale sgorbio giuridico, aiutando Fassino e il Pd, ha dell'incredibile per noi che ancora pensiamo che l'opposizione dovrebbe appunto opporsi ai misfatti della maggioranza, non assecondarli entusiasta.

 

Ma in fondo anche nella vicenda Continassa il Comune si è comportato sempre allo stesso modo, arroccandosi sulle proprie posizioni e fregandosene di tutto e di tutti, all'insegna di quel menefreghismo così ben descritto mercoledì da Carlo Manacorda sullo Spiffero: prima fa un'operazione molto discutibile, calpestando la posizione di un imprenditore che aveva investito su quell'area. E poi va in cerca di gabole e cavilli per trovare un pretesto utile a fregarlo, e non dover sprecare altri milioni dei contribuenti a ripagare questo danno.

 

E che dire in conclusione del famigerato concorso da dirigente definitivamente annullato dal Consiglio di Stato qualche giorno fa? Prima fanno le porcate, poi dopo che il Tar li bastona loro spendono 200 mila euro NOSTRI solo per fare appello, e perderlo. E ora cosa sembrerebbero volersi inventare? Di riassumere senza concorso molte delle persone uscite vincitrici in un concorso irregolare, così tradendo subito in pieno lo spirito della sentenza.

 

La cattiva amministrazione del centrosinistra nei decenni è tale da aver generato un fallimento su tutta la linea (ora anche Ryanair se ne va). Il problema è che il loro fallimento diventa il nostro: per pagare (letteralmente) per i loro errori, i torinesi e tutti gli altri italiani sono costretti a versare cifre vomitevoli di IMU.

 

Ma un'IMU così vergognosa non sarà la soluzione. Impoverirà ancora di più i torinesi, e posticiperà la soluzione al problema. Che è uno solo, e si chiama centrosinistra, politiche sbagliate, e cattiva amministrazione.

 

Cose inaudite.

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