FINANZA & POLITICA

Nel Pd lite per la Cassa (di Risparmio)

La designazione di un componente nella Fondazione Crt scatena gli appetiti (e la guerra interna) nel partito alessandrino. Il presidente della Provincia Filippi punta su Rutallo, ex margheritino gradito al segretario Gariglio. Ma i giochi sono apertissimi

Una poltrona per tre. È quella riservata al membro del consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino la cui nomina spetta alla Provincia di Alessandria. O meglio, al suo presidente Provincia l’indicazione la terna di nomi tra i quali in via XX Settembre verrà scelto quello del consigliere che occuperà il posto lasciato vuoto dal tortonese Massimo Bianchi, da mesi cooptato nel cda della Fondazione.  E se la nomina è prevista non prima della seconda metà di luglio già non mancano le fibrillazioni negli ambienti politici e, in particolare in casa democratica dove qualcuno ha già incominciato a mettere le mani avanti nel caso che sulla poltrona dovesse andare a sedersi quello che dei tre sembra essere il prediletto di Paolo Filippi, ovvero Bruno Rutallo, già sindaco del paesino di Sant’Agata Fossili, un passato da consigliere regionale della Margherita e attivissimo sostenitore di Valter Ottria, ovvero il candidato poi eletto a Palazzo Lascaris sostenuto dal presidente della Provincia alessandrina nonché dalla sindaca del capoluogo Rita Rossa.

 

“Nessuno pensi di poter spacciare la nomina di Rutallo (foto) come una compensazione per aver lasciato fuori Alessandria dalla giunta Chiamparino” e quasi certamente pure dalla vicepresidenza dell’emiciclo di via Alfieri. Un messaggio, neppure tanto in codice, quello inviato a Filippi, ma anche e soprattutto a Davide Gariglio, segretario dei democratici piemontesi e amico di vecchia data di Rutallo. Le decisioni di Filippi su come muoversi in campagna elettorale, dopo essere stato escluso dai candidati, sono ben lontane dall’essere digerite da una parte della dirigenza del Pd alessandrino che, adesso, tutto (si fa per dire) accetterebbe meno che vedere un fedelissimo del presidente sedere in Fondazione Crt. Da aggiungere, inoltre, che gli altri due papabili possono vantare ben altri curricula rispetto all’ex esponente della Margherita.

 

Non sono politici, ma nel mondo dell’economia e della finanza i loro sono nomi nient’affatto sconosciuti, anzi. Marco Giovannini, a capo di Confindustria Alessandria, è presidente e amministratore delegato di Guala Closures spa.  Inizia la sua carriera in Fiat e oggi è al vertice di un gruppo leader mondiale nella produzione di tappi e chiusure per alcolici, presente in Europa, America, Asia, Africa e Oceania. Sotto la sua guida, dal 1998 al 2011, l’azienda  ha registrato una crescita vertiginosa basata sull’internazionalizzazione e sulla ricerca con un numero di dipendenti passato da 250 a 3.645, dei quali 551 in Italia, e che ha visto moltiplicarsi gli stabilimenti che da tre sono arrivati a ventitré.  A chiudere il terzetto inviato da Filippi alla Fondazione Crt è Corrado Bonadeo: avvocato e commercialista di Tortona nel cui lungo elenco di incarichi ricoperti come amministratore o revisore dei conti figurano nomi come  Lehman Brothers International, Sambonet, Expo Piemonte spa, nonché molti enti pubblici. Tra questi anche l’Azienda sanitaria locale di Alessandria in cui è presidente del collegio sindacale. Lo scorso anno, in questa veste deponendo di fronte alla commissione d’indagine presieduta da Alberto Goffi (sentito come teste nei giorni scorsi dai carabinieri nel quadro di un’indagine sulla sanità in Piemonte) Bonadeo mosse un circostanziato atto d’accusa nei confronti dei vertici dell’Asl. Durante l’audizione disse, infatti, di aver segnalato a verbale per ben 17 volte anomalie dovute alla mancata indizione di gare per forniture, sostituite da proroghe, fatti su cui stanno attualmente indagando gli investigatori dell’Arma. Giovannini, Bonadeo o Rutallo? Chi la spunterà per la poltrona in Fondazione Crt? Dipende quali criteri guideranno la scelta. E se prevarrà il cursus honorum politico, in casa Pd c’è già chi è pronto ad alzare non il bicchiere, ma la voce. (s.r.)

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