GUERRA FRATRICIDA

Fratelli coltelli e carte bollate

Motta, indicato da Marrone come l'ispiratore del ricorso che ha portato alla sua decadenza da consigliere regionale, respinge le accuse e annuncia l'intenzione di querelare il compagno di partito. "Né trame né spie, solo tanta ignoranza"

La faida interna ai Fratelli d’Italia approderà in un’aula di Tribunale. Finisce a carte bollate, infatti, la lotta fratricida tra le due anime del partito piemontese, quella che fa capo allo storico leader della destra subalpina, Agostino Ghiglia, e la frangia dei “giovani rampanti”, rappresentata dalla coppia (politica e negli affetti) Augusta Montaruli-Maurizio Marrone. Ad alzare i toni di uno scontro che dura ormai da parecchi mesi è stato questa mattina Marrone il quale ha indicato in Massimiliano Motta, fedelissimo della “vecchia guardia” ghigliana l’ispiratore, neanche troppo occulto, del ricorso che ha portato alla sua decadenza da consigliere regionale. “Affermazioni inaccettabili, in quanto non corrispondono a verità”, replica Motta, per nulla disposto a passare per il “mandante” di un’operazione politica volta a togliere di mezzo per via giudiziaria un avversario interno. “Accuse infondate” e reiterate “che stanno gettando fango sul sottoscritto anche a livello nazionale, riportando notizie e informazioni false e tendenziose a senso unico anche ai dirigenti nazionali, minando la mia onorabilità e attività politica fatta con spirito di servizio e abnegazione”, da qui l’annuncio di “una possibile querela per diffamazione”.

 

Spiega l’ex consigliere regionale, oggi membro delle direzioni provinciale e nazionale di FdI-An: “L’accesso agli atti a cui Marrone fa riferimento è stato richiesto per tutti i Consiglieri eletti che ricoprivano incarichi in società partecipate ed enti collegati alla Regione Piemonte, quando ormai la notizia delle sue dimissioni tardive era già su tutti i quotidiani online e cartacei, con tanto di coloriti commenti e dure reprimende da parte del giurista Massimo Cavino, componente del Cda di Ires insieme a Marrone. Accesso agli atti che mai ho consegnato a terzi, tanto meno al ricorrente avvocato Pastore che nemmeno conosco”.

 

Per Motta, insomma, non si sarebbe trattato di un piano orchestrato ai danni del compagno (o camerata, che dir si voglia) di partito. Non vi sono trame né tantomeno spie, conclude, ma c’è “tanta ignoranza, intesa come non conoscenza delle regole e dei fatti, assai grave per un aspirante avvocato”.

 

 

Leggi qui l'ordinanza di decadenza

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2 Commenti

  1. avatar-4
    23:24 Martedì 23 Settembre 2014 moschettiere Dissapori senza sapore

    Beghe interne? Lotte fratricide? Ghiglia contro Marrone contro Motta contro Vattelapesca? Ma a noi che importa? Che importa ai cittadini che chiedono ai propri rappresentanti correttezza e onestà, competenza e disponibilità. E a Marrone che parla di tradimento a danno dell'elettorato che lo ha votato, chiedo se è così sicuro che alla luce dei recenti fatti, le 3000 persone sarebbero disposti a confermare la preferenza?

  2. avatar-4
    23:07 Martedì 23 Settembre 2014 moschettiere Coppia di ferro

    Senza entrare in merito alla questione giudiziaria, penso sia giusto sottolineare che la coppia Marrone-Montaruli descritta come di giovani rampanti, qualche problemino l'ha. Montaruli coinvolta in pieno in rimborsopoli e Marrone che fa il furbetto con le lettere retrodatate. Mi pare che non siano due campioni di correttezza. Sono di questa pasta le nuove generazioni politiche? E non si venga ora a dire che altri hanno fatto di peggio e di più, perché non è mai una giustificazione delle proprie colpe, la colpa anche maggiore, altrui.

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