A CORTE

Arriva Renzi, taca banda (larga)

Il premier alla Reggia di Venaria per il Digital Day. Collegamenti realizzati da un’azienda torinese guidata da un alessandrino. Al centro della missione l’innovazione e l’Ict, ma non trascurerà certo le prossime amministrative. In terra grillina

Arriva Renzi, taca banda. Larga, anzi ultralarga. Ad accogliere il premier alla Reggia di Venaria per i Digital Days ci sarà un apparato per la connessione wireless a banda ultralarga che sarebbe in grado di soddisfare le esigenze di un’intera città di diecimila abitanti. Dodici ripetitori wifi ad alte prestazioni che consentono il collegamento di circa cinquecento utenti contemporanei per ogni apparato sono stati installati nell’area circostante la reggia, ponti radio hanno decuplicato la potenza del segnale normalmente a disposizione dei comuni mortali in visita alla residenza sabauda trasformata per due giorni nel tempio della tecnologia digitale. Tutto gratis. Non solo per chi si collegherà con telefonini e tablet, ma anche per la stessa organizzazione che ha colto l’offerta di una società piemontese che si occupa già dei servizi di comunicazione per la Reggia. A permettere a Matteo Renzi di twittare a tutta velocità, magari pure di mandare un vecchio sms ai due di Torino – il governatore Sergio Chiamparino e il sindaco Piero Fassino -, è la BBBell, azienda torinese guidata dall’alessandrino Simone Bigotti. Lo spiegamento di forze e tutto l’ambaradam tecnologico, totalmente via radio e senza neppure un cavo, pare aver fatto storcere un po’ il naso ai grandi colossi della telecomunicazione. Dicono pure a Telecom, il cui amministratore delegato Marco Patuano è alessandrino proprio come l’ad della giovane azienda che ha portato la banda a Renzi.

 

Ufficialmente la missione del premier in terra sabauda è circoscritta a dare impulso alle infrastrutture tecnologiche e a promuovere l’alfabetizzazione digitale di un Paese, l’Italia, sotto questo aspetto ancora arretrato. Ma è scontato che non perderà l’occasione di informarsi sullo stato dell’arte del Pd in vista delle amministrative del prossimo anno. E fare in modo che la sua presenza in uno dei Comuni recentemente conquistati dal Movimento 5 stelle non sia un triste presagio della sorte che potrebbe toccare a Fassino. Sti maledetti gufi.

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