Lega, Buonanno molla Salvini “Al congresso sto con Gancia”
Oscar Serra 11:20 Martedì 12 Gennaio 2016 11L'europarlamentare scarica Cota e il leader nazionale: "Hanno tramato per non farmi candidare". E alla conta di San Valentino annuncia il sostegno a lady Calderoli. Intanto Molinari ha già raccolto le firme, nonostante il voltafaccia dell'ex governatore
Occhio per occhio dente per dente e “quando qualcuno mi mette un dito in un occhio io gliene metto due”. Non è uomo da metafore sofisticate Gianluca Buonanno, ras della Lega Nord in Valsesia, europarlamentare a furor di popolo, che in vista del prossimo congresso nazionale del Carroccio piemontese prepara la sua vendetta contro chi, secondo lui, ha brigato per escluderlo dalla corsa. Il dito è puntato contro Roberto Cota colpevole di omissione informativa, con l’aggravante del dolo. Per potersi candidare Buonanno avrebbe dovuto dimettersi da segretario provinciale di Vercelli entro 48 dall’indizione del congresso, “peccato che nessuno me l’abbia detto” si lamenta in un colloquio con Lo Spiffero. Non che lui avesse velleità in tal senso, anzi “avevo chiarito il mio disinteresse”; è questione di
principio. Il riferimento non può che essere all’ex amico, sodale e alleato Cota, sempre più solo nel partito che si appresta a consegnare al suo successore. E allora il pirotecnico eurodeputato, abituato a far politica con la pistola in mano, s’è deciso: à la guerre comme à la guerre.
La sua decisione è stata comunicata ieri in un incontro con dirigenti e militanti del partito vercellese. Con lo Spiffero ribadisce il concetto: “Il Piemonte deve voltare pagina, serve una nuova spinta, una nuova strategia”. E allora? “voto Gianna Gancia”. Così uno dei grandissimi elettori prova a spostare il baricentro del partito in vista della conta di San Valentino. Contro Cota, ma anche contro Riccardo Molinari e dunque contro Matteo Salvini, che a proposito di sgarbi continua a tenere il suo agit prop della Valsesia lontano dai teleschermi? “Salvini è il miglior segretario federale che la Lega possa avere, non ho niente contro di lui, anzi lo vedrò domani o dopodomani tra Bruxelles e Strasburgo e ci parleremo”. E poco importa se il numero uno di via Bellerio si sia espresso in più
occasioni a favore di Molinari: “A livello territoriale il Piemonte deve rivendicare la propria autonomia. Ognuno ha le sue amicizie e punti di vista, ma alla fine è il territorio a decidere. E, se ci sarà il congresso, io voterò Gancia”.
Se ci sarà il congresso, appunto. Perché l’ombra di un commissariamento continua ad allungarsi sul malconcio Carroccio piemontese. In un clima di sospetti e veleni c’è addirittura chi sostiene che Cota stia venendo meno all'accordo stipulato con il leader federale e non si stia poi spendendo granché per raccogliere le firme in appoggio alla candidatura di Molinari, che tuttavia fa sapere di aver già raggiunto la fatidica quota di 350 sottoscrizioni, necessarie per presentare la canidatura. Un modo per indebolirlo e convincere il segretario federale a commissariare, magari nominando l’ex governatore custode di se stesso? Chissà. Intanto nella sua Novara Cota ha nominato il commissario cittadino, dopo il terremoto in segreteria e la giubilazione della coordinatrice Anna Colombo. A traghettare il partito verso le elezioni sarà l’ex assessore provinciale Marzio Luini.


