GRANA PADANA

Guerre di bassa Lega verso il congresso

Il Carroccio piemontese è dilaniato dallo scontro interno tra fazioni. Salta anche la segretaria cittadina di Novara. Cota ha perso il controllo e ora rischia di rompere l'antico sodalizio con Buonanno. Pessimi presupposti in vista della conta del 14 febbraio

Segretari che finiscono gambe all'aria dall'oggi al domani, antichi sodalizi che si spezzano e accuse reciproche tra i sostenitori di due fazioni l'una contro l'altra armate. Nasce sotto una cattiva stella il nuovo corso della Lega Nord piemontese, che andrà a congresso il prossimo 14 febbraio, data che fa assumere alla vicenda tratti grotteschi, in una competizione che vede fronteggiarsi il numero due di via Bellerio Riccardo Molinari, sostenuto da Matteo Salvini, e la capogruppo in Regione Gianna Gancia, moglie di Roberto Calderoli. Più che un congresso, una guerra per bande che si sta consumando senza esclusione di colpi. 

 

Novara è in subbuglio e da Vercelli anche l’unico alleato rimasto nella Lega a Roberto Cota affila i coltelli. Il Carroccio che il governatore decaduto consegna a chi gi succederà è un trabiccolo che vaga senza rotta. Sotto la cupola di San Gaudenzio, un tempo ormai lontano caput mundi del piccolo impero leghista e dove un accordo nazionale assegna agli uomini di Salvini il candidato sindaco del centrodestra, ieri è saltata anche la segretaria cittadina, Anna Colombo, a causa delle dimissioni di sei degli undici membri del direttivo. Così, nel suo feudo, l’ex delfino del Senatur si ritrova un partito commissariato a tutti i livelli, provinciale e nella sezione cittadina. Ugo Arnaud, Andrea Bossi, Franco Baselli, Claudio Ferri, Luigi Frasson e Silvia Romagnoli con la loro mossa hanno sfrattato la Colombo, ex collaboratrice di Massimo Giordano in Regione, quando era assessore, e oggi, nel risiko congressuale, finita sotto l’ala di Cota, dopo che lo stesso pare avesse brigato per destituirla. Ma, si sa, in politica nulla è mai definitivo e così è possibile che oggi a tessere le trame dei congiurati vi sia proprio un ex fedelissimo cotiano, Luca Bona, defenestrato a sua volta dalla guida del partito novarese. Ora spetta al commissario provinciale Corrado Fruggeri individuare un traghettatore cittadino, incarico per il quale si sono fatti i nomi dell’ex consigliere regionale Paolo Tiramani, assessore a Borgosesia, regno di Gianluca Buonanno ma novarese di adozione, e dell’ex assessore provinciale Marzio Liuni. Compito delicato non sono per ristabilire un po' di pace nel partito ma soprattutto per assicurare compattezza attorno alla candidatura di Alessandro Canelli.

 

Un partito in mano ai commissari, da Novara a Torino, passando per Alessandria, dove Molinari ha lasciato l'incarico al vertice della federazione, come prevede lo statuto per chi intende candidarsi al Nazionale. Una informazione che Cota si è premurato di dare al numero due di Salvini, ma a quanto si dice non al suo (ex?) alleato Buonanno, europarlamentare e segretario della Lega di Vercelli: le sue mancate dimissioni lo mettono, di fatto, fuorigioco dalla partita congressuale. Uno sgarbo gratuito, riferiscono i suoi, giacché lo stesso aveva escluso ogni velleità di correre per la leadership regionale, e che di certo lo ha indisposto ulteriormente nei confronti di Cota e acuito il rancore verso Salvini, cui imputa l'esilio dal tubo catodico e una progressiva marginalizzazione nelle decisioni che riguardano il Carroccio non solo piemontese. Per questo starebbe meditando di voltar le spalle ai due, schierando le sue truppe (tra Vercelli città e Valsesia dovrebbe contare su un centinaio di militanti) al fianco di Gancia, organizzando anche a livello federale la resistenza interna in un partito che Salvini fatica sempre di più a governare (le sacche di contestazione si moltiplicano, da Torino a Cuneo, da Vercelli a Novara). E non è ancora detto che, vista l'impossibilità di un accordo unitario (nel nome di Molinari), il leader federale non decida, all'ultimo, di far saltare il congresso e commissariare anche il Piemonte.