CHE STORIE

Ceresole non più Reale, una sciocchezza

Il sindaco dell'amena località montana vuole eliminare dallo stemma lo scudo sabaudo. Una querelle stucchevole, tra diritto e politica. Non si tratta di essere repubblicani o nostalgici della monarchia, ma di rispettare la storia - di Pier Franco QUAGLIENI

Il sindaco di Ceresole Reale vuole eliminare dallo stemma del paese lo scudo sabaudo, ottenuto quando la Regina Margherita vi villeggiava nel 1890 e quando il Duca degli Abruzzi, il Conte di Torino, lo stesso re Umberto I trascorsero periodi di vacanza in quell’ameno centro di villeggiatura che deve la sua notorietà ai Savoia. Il sindaco ha chiesto lumi all’ufficio araldico di Palazzo Chigi che avrebbe  risposto dicendo che non era legittimo l’uso dello stemma, ma che non erano previste sanzioni in caso contrario. Il sindaco  dichiarò  allora in Consiglio Comunale che “non avrebbe mai violato una norma di legge” e che pertanto voleva un nuovo stemma riconosciuto, eliminando quello storico con lo scudo sabaudo. Una rigidezza legale che cozza con la storia di Ceresole.

 

Il rispetto della storia è mai illegale, semmai è segno di intelligenza, l’intelligere latino, verso il passato. Forse ha dimenticato Giosuè Carducci, altro ospite illustre di Ceresole, e la sua ode alla bianca croce di Savoia. Qui non si tratta di essere repubblicani o nostalgici della monarchia, qui si tratta di rispettare la storia che, come ci ha insegnato l’ultimo libro, uscito postumo, di Le Goff, è più continuità che discontinuità. Può sembrare al contrario, ma le motivazioni del grande storico francese sono inoppugnabili, per chi ovviamente sappia intenderle.

 

I tempi del giacobinismo plebeo e violento che portò a chiamare piazza della Repubblica a Torino piazza Emanuele Filiberto che fece la fortuna della Città, diventata capitale, dovrebbero essere finiti. I tempi stupidi in cui Villafranca sabauda divenne Villafranca Piemonte altrettanto. Venaria Reale, cui venne tolto il titolo di Reale nel dopoguerra quando era, insieme a Collegno, la Stalingrado del Piemonte, è oggi orgogliosa di essere Reale, avendo capito che la Reggia è il suo fiore all’occhiello ed è fonte di ricchezza e di notorietà internazionale. Quella reggia fu oggetto di bivacchi di soldati, di furti e di distruzioni durante la seconda guerra mondiale. E ci furono persino degli imbecilli, a Venaria, che proposero di chiamarla ex Reale, come, a Torino, la stessa piazzetta reale volevano battezzarla ex.

 

Cervelli ubriacati dai furori ideologici del dopoguerra. Poi altri, in primis il socialista Aldo Viglione, capirono il valore della Versailles piemontese. Ci sono grandi esempi da seguire: la Francia accolse Napoleone sconfitto e morto esule a Sant’Elena, rendendogli tutti di onori; persino l’Egitto diede sepoltura a re Faruk, che non fu decisamente un grande re, proprio per iniziativa di quella oligarchia militare che lo aveva deposto. Il Presidente Napolitano ha scritto una bella pagina di storia nel 2011, 150° dell’Unità e del Regno d’Italia, quando si recò al Pantheon a rendere omaggio al padre della Patria Vittorio Emanuele II.

 

Guardino a quegli esempi gli amministratori Ceresole. Ed eviti di cadere nel ridicolo un suo consigliere quando sostiene che dopo l’esito del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il simbolo sabaudo è fuori luogo. Un suo quasi omonimo, Federico Chabod, grande storico, vide nella Repubblica uno degli scopi della Resistenza, ma fu sempre rispettoso del passato che va innanzi tutto indagato, studiato, capito e non scalpellato via.

 

quaglieni@gmail.com

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9 Commenti

  1. avatar-4
    12:08 Giovedì 18 Febbraio 2016 Dedo capellano cambiare e ricambiare i nomi di strade e piazze.....

    I nomi di strade piazze, citta' ecc, a meno non siano veramente imbarazzanti, non dovrebbero essere mutati in quanto sono portatori della Storia, bella o brutta che sia. Pensiamo al corso Unione Sovietica a Torino, oggi se seguissimo il metodo seguito nel dopo guerra dovremmo rinominarlo corso Stupinigi in quanto oggi la Unione Sovietica non esiste piu'. Laciamo le cose come stanno evitiamo di cambiare e ricambiare i nomi a secondo delle mode politiche del momento

  2. avatar-4
    23:44 Lunedì 15 Febbraio 2016 moschettiere Par condicio

    Togliamo "reale" al nome del Comune e aggiungiamo "idiota" al nome di chi ha partorito l'idea.

  3. avatar-4
    23:36 Lunedì 15 Febbraio 2016 gattonero ho capito partigia.....

    dato che i nomi,secondo te, sono la storia, via Giolitti a Torino, avrebbe dovuto continuare a chiamarsi "via Mario Gioda", eroe del fascismo.....beh, non condivido. Oppure il ponte Balbis, avrebbe dovuto continuare a chiamarsi "ponte Vittorio Emanuele III, che perfino gli amministratori della "regal Torino", ex capitale del Regno di Sardegna, preferirono cambiare, comprensibilmente, in segno non proprio di ammirazione per quel re. I nomi si devono cambiare eccome, se necessita. È la storia che non può essere cambiata. Non vedo tuttavia, l'ho già detto, necessità di modificare stemma e nome nel caso di Ceresole Reale.

  4. avatar-4
    17:38 Lunedì 15 Febbraio 2016 sandro.aa Problema inesistente

    Se non ricordo male fra qualche anno i comuni con meno di 5000 abitanti dovrebbero sparire (unirsi ad altri per formare raggruppamenti di dimensioni serie). Ceresole (Reale o non reale) pare abbia 169 abitanti, è improbabile che in due o tre anni metta assieme 4800 nuovi abitanti, quindi...

  5. avatar-4
    16:32 Lunedì 15 Febbraio 2016 partigia la storia

    Ma che c'entra il fascismo con Ceresole Reale ? Nulla di nulla. Ogni volta dobbiamo ripetere sempre le stesse cose che diventando incomprensibili? I nomi non si cambiano,sono la storia.

  6. avatar-4
    16:21 Lunedì 15 Febbraio 2016 gattonero continua....

    rispettabili anche se non condivise, non necessariamente coincidenti con una sciocchezza. Il Presidente Napolitano rese giustamente omaggio a Vittorio Emanuele II..... non ad altri. Il rapporto Napoleone/francesi, non ha nulla che vedere col rapporto Savoia/Italiani. Napoleone era, ed è, considerato un grande anche dai suoi nemici e avversari, non fuggì mai a gambe levate, i Savoia si. L'esempio di re Faruk è improponibile, sarebbe più significativo restituire agli egiziani la mummia di qualche faraone.

  7. avatar-4
    15:50 Lunedì 15 Febbraio 2016 gattonero Se fossi il sindaco di Ceresole, vorrei che il mio comune restasse "Reale..."

    col suo stemma non modificato, poichè riguarda un riconoscimento da parte dei Savoia a ricordo di un periodo in cui furono una monarchia "accettabile e accettata" che aveva guidato l'Unità d'Italia. Cambiare stemma è senza senso e assurdo, sarebbe come cambiare il nome a corso Vittorio Emanuele II o piazza Carlo Alberto a Torino. Per lo stesso motivo Venaria, deve restare Reale. Tuttavia occorre sottolineare che i Savoia del Risorgimento furono ben altro rispetto a quelli del '900 che si compromisero fino in fondo col fascismo e fuggirono a Brindisi quando le cose si misero male, lasciando Paese ed esercito allo sbando. La storia va certo rispettata è fondamentale, ma raccontata per quel che è, non per quel che si vorrebbe. Viceversa, non necessariamente sono meritori di rispetto tutti gli uomini che la fecero, anche se seduti su un trono, come furono i Savoia durante il ventennio e la seconda guerra mondiale. Se così fosse,tutto sarebbe immutato, lo stadio olimpico di Torino si chiamerebbe ancora "Stadio Mussolini", Latina ancora "Littoria",tutti quelli che erano definiti "martiri fascisti" avrebbero ancora le vie loro intitolate e tutti i fasci littori sparsi in Italia, compresi quelli in molti stemmi comunali, sarebbero ancora presenti. Va ricordato, ogni tanto che il Paese, piaccia o meno, è retto da una Costituzione repubblicana, democratica e antifascista che consente anche sindaco di Ceresole Reale di avere idee diverse sullo stemma del suo comune, rispettabil

  8. avatar-4
    14:00 Lunedì 15 Febbraio 2016 partigia Ceresole non merita attenzione

    Quaglieni si è sciupato a commentare una piccola bega da cortile che non merita attenzione. Invidie e rivalità personali e localistiche offendono la storia di Ceresole Reale che anche noi partigiani rispettammo.Solo la RSI pretese di togliere tutti i riferimenti sabaudi a Venaria, a Villafranca, a Ceresole e quant'altro. La II repubblica peggio di quella sociale ?

  9. avatar-4
    13:00 Lunedì 15 Febbraio 2016 usque tandem Stupidità per essere protagonisti

    Fa il pari con la storia della revoca delle cittadinanze onorarie a Mussolini, boiate per aver due righe sui giornali. Perditempo a spese dei cittadini....

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