PALAZZO LASCARIS

"Non sono il presidente di tutti"

Allasia conferma di voler interpretare in modo marcatamente politico il proprio ruolo: "Non sto qui a fare tappezzeria". E su Regolamento d'aula e legge elettorale non arretra: "Dobbiamo andare avanti". Opposizioni all'attacco: "Così non è più una figura di garanzia"

“Non ho intenzione di fare tappezzeria, né di farlo fare a nessun consigliere o alla Giunta, ma intendo agire per dare risposte celeri ai cittadini. Il Regolamento del Consiglio regionale deve essere modernizzato”. Torna alla carica sulle norme del Consiglio regionale, il presidente del parlamentino piemontese Stefano Allasia, chiarendo su richiesta delle opposizioni quanto annunciato nel corso di una conferenza stampa la scorsa settimana. La volontà di mettere mano al regolamento di Palazzo Lascaris ha fatto infuriare le opposizioni che non hanno risparmiato critiche in apertura dell’ultima seduta di Consiglio prima della pausa estiva.

A dar fuoco alle polveri è stato il capogruppo di Luv Marco Grimaldi che ha visto nelle esternazioni di Allasia una violazione del ruolo di garanzia che tradizionalmente deve svolgere il presidente dell’emiciclo. Secondo il capogruppo del M5s, Sean Sacco la presa di posizione di Allasia “è inammissibile” e prima di intervenire sul tema avrebbe dovuto perlomeno coinvolgere i capigruppo. Ancor più dura la pentastellata Francesca Frediani: “Le sue dichiarazioni, considerando il ruolo che ricopre, sono state poco opportune. Il regolamento viene modificato quando si è tutti d’accordo. Proprio perché è uno strumento di garanzia. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di tutelare i lavori d’aula, di essere garante di un regolamento e delle opposizioni. Le chiederei di chiarire meglio le sue dichiarazioni o di smentirle”. Per Raffaele Gallo (Pd) al momento sono ben altre le esigenze impellenti. “A settembre dovremo affrontare come riorganizzare la sanità, se avverrà una seconda ondata di Covid, e come gestire la crisi economica. Non è il regolamento che non vi consente di portare avanti le leggi, ma la vostra disorganizzazione nella programmazione dei lavori. L’opposizione l’avete assaggiata solo una volta sull’Omnibus, peraltro. La modifica del regolamento non mi sembra una priorità”.

La maggioranza ha fatto quadrato, prendendo le parti di Allasia. “Credo che il presidente Allasia non abbia bisogno di difese d’ufficio, e anzi voglio ribadire il mio apprezzamento per la sua gestione equilibrata dell’aula, ma è evidente che resta la necessità di una riflessione almeno su alcuni articoli ormai vecchi e non in linea con quanto avviene in altre assemblee regionali italiane, anche se non c’è fretta e nessuna scadenza”, ha detto il capogruppo della Lega, Alberto Preioni.

“Prendo atto delle critiche, le faccio mie, apprezzo gli elogi e mentirei se dicessi di non essere felice che la mia maggioranza mi sostiene. Non mi è mai piaciuto la formula sarò il presidente di tutti, perché è una falsità grossa come una casa. Non nascondo come politico la necessità di avere un regolamento più snello e più chiaro. Proviamoci. Io sono disponibile. Quando? Ho detto non lo so. Quel che è certo è che con questo regolamento non c’è la possibilità di capire quando può finire un iter legislativo. Non vedo nulla di negativo in una discussione riguardante il regolamento”, ha puntualizzato in chiusura Allasia.

Altra questione è rappresentata dalla legge elettorale, che nella scorsa legislatura, dopo tavoli, seminari, riunioni e discussioni pubbliche, non è stato possibile approvare. “Preferenza di genere, rappresentanza territoriale e listino – ha sottolineato Allasia – sono oggi nodi ormai assorbiti e modificabili in pochi giorni. Proviamo, penso che l’attuale maggioranza sia ben disponibile. Ma dobbiamo metterci tutti al lavoro” precisa il numero uno del Consiglio dopo essersi sentito dire da Domenico Ravetti (Pd) che per farlo ci vogliono tre minuti.

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