SANITÀ & POLITICA

Grandi manovre per le direzioni Asl

Stilato l'elenco degli idonei scatta ora la corsa dei manager ad accaparrarsi il padrinaggio politico. Tra chi spera nella riconferma e chi ambisce a una promozione cambieranno i vertici di buona parte delle aziende sanitarie. Le nomine in primavera

Meglio non perdere tempo e, seppur maggio è ancora lontano, trovare padrini giusti. Coincidenza stagionale a parte, non sono i cresimandi a cercare sostegno, bensì gli aspiranti direttori generali delle aziende sanitarie del Piemonte. Superata la selezione e inseriti nell’elenco degli idonei, anticipato l’altro giorno dallo Spiffero, adesso incominciano le grandi manovre, tanto discrete quanto importanti. Senza sminuire per nulla professionalità, esperienze e curricula, e data per letta la premessa di rito sulle estraneità della politica dalle scelte – summa degli ossimori, giacché le nomine spettano alla giunta – ci si avvia lungo la solita strada percorsa sia con le amministrazioni di centrodestra, sia con quelle di centrosinistra.

Questa volta con un po’ più di tempo a disposizione visto l’anticipo con cui sono state definite le rose di papabili per ciascuna azienda. E, se vogliamo, anche con qualche precedente che sgretola ulteriormente la già fragilissima, diciamo inconsistente, separazione tra politica e nomine ai vertici di Asl e Aso. La recente questione aperta dalla Lega, in particolare dal suo deputato Paolo Tiramani, sul direttore generale dell’Asl di Vercelli, Chiara Serpieri e tutto quel che ne è conseguito cosa è stato se non un’entrata a piedi giunti della politica in una questione che, secondo l’ipocrita (da sempre) dichiarata non ingerenza, sarebbe dovuta essere tenuta lontana da questioni di partiti?

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. E neppure tanto nuovi i nomi che, emergendo più di altri dall’elenco, già circolano in quello che è il prologo dei giochi veri e propri destinati ad aprirsi (o evidenziarsi maggiormente) nei primi mesi del prossimo anno. Giochi che per ora, come al biliardo, sono di sponda. Quella politica (anche se non solo) che, non si sa mai, è meglio avere oltre al curriculum e tutto il resto. Chi ce l’ha, da tempo o costruita in vista dell’occasione, se la tiene ben stretta e la rafforza, chi l’aveva sul fronte opposto e magari è già un habitué dei cambi di amministrazione, si è già riposizionato o prova a farlo. Salvo alcuni casi, è una geografia in continuo mutamento, con una carta non facile da leggere e con collegamenti che da qui ai prossimi mesi possono cambiare e intrecciarsi. Di certo ci sono le posizioni ritenute più importanti, quelle aziende a cui puntano in molti e che saranno anche i principali nodi da sciogliere all’interno del centrodestra.

La Città della Salute, con il suo futuro di grande polo ospedaliero e scientifico, innanzitutto. Oggi è diretta da Giovanni La Valle, nominato commissario a seguito delle dimissioni di Silvio Falco, anch’egli in elenco, ma dopo l’abbandono durante la tempesta Covid e la sua collocazione in un’area di centro che guarda a sinistra, quest'ultimo è dato con poche chance di ripescaggio. Molto vicino alla Lega, La Valle ha un solidissimo link con l’assessore Fabrizio Ricca, uomo forte del partito di Matteo Salvini a Torino che si spenderà certamente per la sua riconferma con i gradi di direttore generale dell’azienda a cui mira anche l’attuale direttore amministrativo Valter Alpe, anch’egli con solidi appoggio nel centrodestra e un’ottima considerazione per le sue capacità nel controllo di gestione. E mentre raccontano del forte disappunto del “tedesco” Thomas Schael – il mastino dei conti all’epoca del piano di rientro, assai poco incline a padrinaggi politici – per non essere stato inserito nella rosa per le Molinette, molti si interrogano su Massimo Annichiarico, oggi direttore del San Giovanni di Roma nel Lazio di Nicola Zingaretti dove è arrivato dopo aver lasciato anzitempo l’Asl di Modena nell’Emilia-Romagna di Stefano Bonaccini. Ritenuto manager di vaglia, anche per questi ultimi passaggi, viene posizionato sul fronte del centrosinistra, ma il suo resta comunque un nome tenuto d’occhio da molti.

Messo più che bene con il centrodestra pure l’attuale direttore dell’Asl To3 Flavio Boraso, che dopo due mandati dovrà traslocare altrove. Difficilmente al Mauriziano dove molti danno riconfermato Maurizio Dall’Acqua, ma nessuno scommette che per il manager che ha governato la parte sanitaria dell’Unità di Crisi e guidato aziende anche con il centrosinistra, non ci sia una rinconferma. Blindatissimo dalla Lega è l’attuale commissario e quasi certo futuro direttore generale (a meno di ulteriori “promozioni”) dell’Asl Città di Torino Carlo Picco, al quale è stato affidato anche il Dirmei e assegnata una poltrona nel board della Compagnia di San Paolo, dopo il suo ritorno in Piemonte al termine dell’esperienza alla direzione del Policlinico di Palermo, durante la quale aveva rafforzato la sua amicizia con l’allora commissario del partito di Salvini in Sicilia Stefano Candiani.

Poltrona pressoché certa in un’azienda del Cuneese per Giuseppe Guerra, anch’egli in quota Lega e inviato dall’assessore Luigi Icardi come commissario a Tortona nei giorni più drammatici dell’emergenza, quindi dirottato sul fronte della sanità legata all’immigrazione, sempre come commissario, a Saluzzo. Per molti un avvicinamento alla sua prossima sede. Quella che Mario Minola dovrà lasciare dopo due mandati, ovvero l’Aso di Novara, pare destinata a Gianni Bonelli, oggi in Lombardia, molto sostenuto dal sindaco leghista Alessandro Canelli che non intende tuttavia rinunciare a Minola, tant’è che per l’attuale numero uno dell’ospedale si profila la direzione dell’Asl novarese. Sotto la cupola di San Gaudenzio non sembra esserci posto per un leghista doc come Gianfranco Zulian, in passato candidato per il consiglio comunale a Palazzo Cabrino, oggi direttore sanitario a Vercelli dove potrebbe diventare direttore generale, nel caso non ritorni al vertice dell’azienda di Biella, dove non era stato riconfermato dalla passata giunta di centrosinistra.

Solida sponda del Carroccio salviniano del Canavese per l’attuale commissario Luigi Vercellino, pur non essendo un leghista e avendo sempre gravitato nell’area di centrosinistra ma con un avvicinamento al fronte opposto negli ultimi tempi, chiamato da poche settimane a prendere il posto di Lorenzo Ardissone all’Asl To4 e con molte probabilità destinato a restare lì.

Si muove l’evegreen Ugo Cavallera per sponsorizzare la nomina di Simone Porretto alla guida dell’Asl di Alessandria. Il “cardinale azzurro” spinge, in quota Forza Italia, l’attuale direttore dei presidi ospedalieri alessandrini, anche se il borsino relativo a quell’incarico sale per Francesco Arena, arrivato da poco in azienda come direttore amministrativo in sostituzione di Vercellino. Gradito alla Lega, nella provincia del segretario regionale Riccardo Molinari, Arena è molto stimato per le sue capacità di gestione e il suo nome circola anche come possibile guida dell’Aso di Alessandria dove la poltrona di Giacomo Centini non è data tra quelle più stabili.

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