Passera vola agli Stati generali del Nord

Il ministro tra gli ospiti della tre giorni della Lega al Lingotto di Torino. Conferma anche il presidente di Confindustria Squinzi. Si parlerà, e molto, di Fiat. Farà un salto pure Marchionne?

Toccherà a Corrado Passera rappresentare il governo agli “Stati generali del Nord” che la Lega ha convocato a Torino a fine settembre. Non sarà un compito semplice per il ministro allo Sviluppo economico, stante la “profonda avversione” del Carroccio verso l’esecutivo dei professori guidato da Monti. Ma non sarà un processo di piazza né tantomeno una manifestazione identitaria, sebbene il convegno torinese rappresenti la prima iniziativa politica del nuovo corso della Lega 2.0 incarnato dalla leadership di Roberto Maroni. Prevarranno i contenuti, anzitutto quelli economici e sociali legati a un territorio, il Nord, “piagato ma non piegato” dalla crisi, come hanno preso a dire in via Bellerio. È stato lo stesso ex ministro, peraltro, a spiegare che il luogo, il Lingotto, non è stato scelto a caso: «un tempo era un luogo simbolo dell’avanguardia dell’industria europea e oggi è simbolo della crisi». E proprio il massimo rappresentante degli imprenditori italiani, il neo presidente di Confindustria  Giorgio Squinzi, ha confermato proprio in queste ore la sua partecipazione. Con Passera e altri capitani d’industria – tra cui il torinese Marco Boglione, patron di Robe di Kappa -, si confronterà con le proposte che la Lega formulerà per rilanciare un’area oggi colpita dalla recessione europea e mortificata dalla disattenzione dell’establishment romano. «Questo governo considera i cittadini del Nord di serie B», ripete come un mantra il governatore piemontese Roberto Cota, regista degli Stati Generali.

 

La vicenda Fiat, dimenticata dal Pd, che non ha riservato neppure un dibattito della festa provinciale ai timori sul destino di Mirafiori e della produzione in Italia, sarà invece al centro dei lavori del Lingotto che, proprio per offrire ampio spazio di discussione ha allungato il programma di un giorno, fino a domenica 30 settembre. Secondo rumors incontrollati le diplomazie leghiste starebbero sondando la disponibilità di Sergio Marchionne a prendere parte a un dibattito, magari confidando sui buoni rapporti esistenti tra il governatore e l’ad. Voci, al momento smentite, ma che segnalano l’attenzione della Lega nei confronti della principale industria del Paese e l’intenzione di presentarsi come un interlocutore credibile agli occhi della proprietà e del management torinese-americano.

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