LA SACRA RUOTA

Stellantis, addio al polo del lusso

Due siti produttivi a meno di cinque chilometri di distanza non sono più sostenibili: l'Agap di Grugliasco e le sue Maserati traslocano a Mirafiori. Riduzione dei costi e ottimizzazione delle risorse alla base della decisione. Annuncio già nei prossimi giorni

È stato per oltre sessant’anni uno dei simboli del boom dell’auto a Torino: prima con le carrozzerie Bertone, poi, dal 2009, con la Fiat che intitolò quello stabilimento alla memoria dell’Avvocato. Ora la nuova Stellantis potrebbe trasformare l’Agap – Avvocato Giovanni Agnelli Plant – di Grugliasco in un pezzo di archeologia industriale.  

L’annuncio dovrebbe arrivare già lunedì prossimo al Mise, nell’incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti (con il vice Gilberto Pichetto) e i vertici del gruppo italo-francese che sarà rappresentato dal deputy chief operating officer della Regione Europa Davide Mele e da Pietro De Biasi, responsabile delle relazioni industriali. Lo stabilimento produttivo di corso Allamano si trasferirà in gran parte a Mirafiori. Una scelta obbligata nell’ottica del contenimento dei costi e dell’ottimizzazione delle risorse: non ci sono i volumi per mantenere due siti produttivi a cinque chilometri l’uno dall’altro. Sarà un passaggio graduale, hanno assicurato dal gruppo, che non dovrebbe in nessun modo provocare esuberi tra i lavoratori.

Nei mesi passati non sono mancati i segnali in questa direzione, a partire dalla scelta di produrre a Torino la Gran Cabrio e la Gran Turismo della Maserati, mentre all’Agap i volumi continuano a scendere e resta un livello di produzione pressoché residuale di Ghibli, Quattroporte e Levante. Un centinaio gli operai che hanno usufruito del prepensionamento a luglio, mentre cinquanta sono già da tempo in prestito a Mirafiori per dare manforte ai colleghi gravati di una mole di lavoro decisamente superiore grazie alla 500 Elettrica.

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Per avere un’idea di come lentamente si stia contraendo la produzione a Grugliasco, dove attualmente lavorano poco più di mille gli addetti, basti pensare che nei primi nove mesi del 2021, secondo il rapporto stilato dalla Fim Cisl, sono state prodotte 16.102 vetture a fronte delle 10.776 realizzate nel 2020, l’anno del blocco delle linee causa Covid. Rispetto al 2017, quando l’Agap raggiunse il picco con 54mila auto, la contrazione è stata del 60 per cento. Di qui la decisione di accorpare sotto lo stesso tetto – quello di Mirafiori – tutta la produzione del polo torinese, già a partire dal 2022, in coincidenza con l’avvio delle Maserati Gt e Gc, già assegnate a Torino.

Per il momento nel sito di corso Allamano dovrebbero rimanere solo il reparto lastratura e (forse) la logistica. Ma a quanto è dato sapere, entro il 2024, il trasferimento dovrebbe essere completato. 

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