PALAZZO CIVICO

"Sistema Lo Russo". Finanziamenti, nomine e vincoli urbanistici: la rete del sindaco di Torino tra politica e affari

Non ci sono solo i compagni di partito designati a capo delle principali aziende cittadine. Il caso dell'architetto Bossolono, 50mila euro alla campagna del primo cittadino e un progetto per costruire su un'area che era agricola. La denuncia del M5s

È stato il principale finanziatore della campagna elettorale di Stefano Lo Russo e del Partito democratico, ora l’architetto Ubaldo Bossolono è al centro di una querelle politica che mette in relazione quelle generose elargizioni a cinque zeri con due terreni per complessivi 260mila metri quadrati che, con l’approdo del sindaco dem a Palazzo Civico, hanno perso le clausole di salvaguardia introdotte dell’ex prima cittadina Chiara Appendino e dal luglio scorso sono tornati a essere edificabili.

Il caso viene sollevato dal capogruppo del M5s Andrea Russi che lo scorso anno aveva anche presentato un’interpellanza in Sala Rossa per chiedere conto all’amministrazione: “Mi rispose l’assessore all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni, ma senza andare oltre delle generiche rassicurazioni, cui tuttavia non diede seguito” afferma l’esponente pentastellato, lo stesso che, dall’inizio del mandato Lo Russo, punta il dito contro le nomine “politiche” del sindaco che spesso è andato a pescare tra le fila dem gli amministratori delle partecipate comunali. Buona parte delle persone premiate, in un modo o nell’altro, da Lo Russo sono anche suoi finanziatori: Luca Cassiani, ex consigliere regionale e comunale, versò 1.500 euro per la sua campagna e subito dopo le elezioni finì alla guida di Fct, la finanziaria del Comune di Torino. Michela Favaro mise 3mila euro assieme al marito, l’avvocato Stefano Cacchi Pessani, e ora è vicesindaco. L’ex consigliere comunale Andrea Araldi sganciò 2mila euro al Pd, ora guida Afc, la società che gestisce i cimiteri. Giuliana Tedesco, ex assessore con Piero Fassino sindaco, consorte del commercialista Gigi Tealdi, versò 10mila euro; a lei, in molti, fanno risalire la nomina di Gabriella Nardelli ad assessore al Bilancio dopo un primo contatto con un altro commercialista influente della città qual è Davide Di Russo. Subito dopo la nomina di Nardelli, Tedesco si è ritrovata alla guida del suo staff, passa ancora qualche giorno e Lo Russo nomina amministratore unico di Metro Holding il commercialista Stefano Marzari, accidentalmente socio dello studio Tealdi. Altri fondi sono arrivati dai costruttori, Gilardi, dalla Gefim della famiglia Ponchia, da Emanuela Recchi, erede della gloriosa impresa. Duemila euro anche dal patron di Scai, Massimiliano Cipolletta, figura emergente del sistema confindustriale e camerale.

Tra i contributi, più o meno generosi, ci sono anche i mille euro versati da Ignazio Moncada, classe 1949, nativo di Modica, influente uomo delle retrovie, rapporti a livello nazionale e oltre, ex ad di Fata (Finmeccanica), per mezzo secolo figura di cerniera tra apparati dello Stato e grandi affari, legatissimo agli alti papaveri del garofano craxiano (Giusi La Ganga e Giuliano Amato) poi agli ex Pci (Piero Fassino e Massimo D'Alema). Non inganni la misera elargizione, il suo nome nell’elenco non è un dettaglio insignificante, non compare per sbaglio: secondo alcuni è il vero consigliori del primo cittadino, quello con cui si confronta quando ci sono in ballo le questioni più delicate. Scorrendo l’elenco ecco anche il banchiere Enrico Salza, gran tessitore alla fine dello scorso millennio di quel patto tra borghesia torinese e gli eredi del partito comunista su cui germogliò l’amministrazione di Valentino Castellani. A onor del vero l'ex banchiere non è stato un suo fervente supporter (avrebbe preferito Enzo Lavolta) ma è uomo di mondo e alla richiesta di Fassino ha fatto la sua parte. Anche la professoressa Anna Poggi, attualmente presidente della Fondazione Crt, è stata tra i finanziatori di Lo Russo, seppur non in modo diretto: lei ha versato 500 euro alla sua lista civica. 

A spiccare in questo elenco sono però le donazioni dell’architetto Ubaldo Bossolono, titolare di un importante studio a Torino. Nel settembre del 2021 versa 30mila euro per la campagna elettorale del sindaco, altri 20mila sono per il Pd. Complessivamente “investe” in quella campagna elettorale 50mila euro. Ed è proprio lui, come si legge nell’interpellanza presentata da Russi, ad aver realizzato uno studio per edificare l’area di circa 70mila metri quadrati in strada di Settimo su cui da un anno sono scadute le clausole di salvaguardia introdotte nel 2020 da Chiara Appendino e che avevano durata di 36 mesi. Bossolono ha già depositato un “Pec” (Piano esecutivo convenzionato) che presto potrebbe trovare attuazione. A meno che l’amministrazione non decida di ripristinare quei vincoli ormai decaduti e far tornare quelle aree agricole.

Non è finita. Tra i finanziatori di Lo Russo c’è anche la Cavourese, azienda storica del trasporto pubblico locale, con sede appunto a Cavour, nel Pinerolese, e impegnata per il servizio extraurbano di Torino, sulle direttrici di Pinerolo, Chieri, Giaveno-Val Sangone, per una produzione annua di oltre 6 milioni di chilometri: un piccolo impero con 185 mezzi e 195 dipendenti. Nel settembre 2021 la Cavourese versa 10mila euro a Lo Russo ed è uno degli ultimi atti di Antonio Fenoglio, che in qualità di socio di maggioranza, a dicembre dello stesso anno, chiude la trattativa per la vendita della società alla milanese Autoguidovie. Sei mesi dopo, Fenoglio diventa presidente di Gtt, l’azienda pubblica del trasporto di Torino. Nominato da Lo Russo.

Infine, l'eccezione che conferma la regola rappresentata dal notaio Andrea Ganelli: lui non solo ha versato 3mila euro di contributo e 2.500 attraverso la società Galfer Srl di cui è amministratore la moglie, ma è stato anche tra i principali sostenitori del sindaco. L'unico che ancora non ha ottenuto neanche uno strapuntino. Sarà per questo che, a quanto si racconta, i rapporti tra i due si sono parecchio raffreddati?