Cota sta stretto sul Carroccio di Salvini
07:36 Mercoledì 16 Ottobre 2013 3Bossi pronostica l'ascesa del delfino di Maroni al vertice della Lega Nord. Tra i maggiorenti, un tempo fedeli, si allarga la fronda di coloro che guardano all'eurodeputato lombardo o al sindaco Tosi. Panico in piazza Castello. Europee: Gancia prenota il biglietto
Il nuovo segretario della Lega Nord sarà Matteo Salvini. Il pronostico azzardato ieri da Umberto Bossi ha letteralmente raggelato Roberto Cota. Da sempre i rapporti tra il governatore piemontese e l’astro nascente del Carroccio non sono propriamente idilliaci, al punto che al delfino di Bobo Maroni è stato spesso precluso il palco a feste e manifestazioni; un’antipatia sinceramente ricambiata con giudizi assai poco lusinghieri che l’europarlamentare non lesina all'indirizzo del compagno di partito. La prospettiva di averlo come leader a imperversare in lungo e in largo a casa sua inquieta non poco Cota, tanto da arrivare a ventilare ritorsioni sul principale supporter di Salvini in terra allobroga, ovvero Riccardo Molinari, il cui posto in giunta sarebbe sempre più ballerino. Il governatore vede pericolosamente stringersi attorno a lui la tenaglia dell’alleanza – nei fatti – tra Salvini e l’altro emergente della Lega, Flavio Tosi. L’endorsement, per certi versi inaspettato, di alcuni maggiorenti del Carroccio piemontese - dall’assessore Claudio Sacchetto all’ex Massimo Giordano, dal consigliere regionale Antonello Angeleri al consigliere provinciale Alessandro Albano: dei quali il governatore ha decretato la “morte” (politica) nel corso di una recente cena a Vercelli – l’ha ulteriormente innervosito. E neppure la prospettiva della discesa in campo dell’amico Gianluca Buonanno, disponibile a sfidare Salvini proprio per non consegnargli mani e piedi il Piemonte, ritagliandosi una “spazio vitale”, pur di minoranza, sembra rinfrancarlo.
Nell’attesa di definire il percorso congressuale, l’unica certezza è sulla candidatura alle prossime europee di Gianna Gancia, attuale presidente della Provincia di Cuneo, frutto di un accordo tra Cota e l’ex ministro Roberto Calderoli, casualmente legato sentimentalmente alla Gancia. E le urne della primavera del prossimo anno saranno le forche caudine per il governatore e le sue ambizioni di ricandidatura. «La Lega deve superare il 4 per cento, altrimenti è finita», è ancora l’oracolo del Senatur espresso mentre sta fumando il suo sigaro seduto nel cortile interno della Camera, fissando la dead line per il rilancio del Carroccio proprio alle europee del 2014: «Se non prende più del 4% è finita», ha ripetuto più volte parlando all’Adnkronos.



