VERSO IL VOTO

Lega, Torino si ribella a Salvini

Il capogruppo in Sala Rossa Ricca viene candidato a sindaco dal direttivo provinciale, senza neanche avvisare i vertici. Una provocazione, la decisione (vera) nei prossimi giorni. E Cota convoca il congresso nel giorno di San Valentino

Il candidato sindaco della Lega Nord alle comunali di Torino è Fabrizio Ricca. Se la decisione presa dall’ultimo direttivo provinciale contasse davvero qualcosa il Carroccio avrebbe già il suo anti-Fassino, con buona pace di alleati e tavoli nazionali. Riunito, apparentemente, per scambiarsi gli auguri di Natale e mangiare insieme una fetta di panettone, il partito subalpino si è ritrovato a sciogliere il principale nodo tra le mani del centrodestra. L’iniziativa è stata presa dal segretario Alessandro Benvenuto: è stato lui a sottoporre ai convenuti il nome dell’attuale capogruppo in Sala Rossa: un modo per uscire dall’impasse e buttarsi a capofitto nella campagna elettorale, la motivazione ufficiale, condita con un po’ di sano orgoglio autonomista e la rivendicazione di una scelta dal basso proveniente dal territorio. Il tutto, mentre Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader del tridente di centrodestra che si presenterà unito in tutte le principali città italiane, provano a comporre un mosaico che va da Milano a Napoli (con il notaio Alberto Morano in pole position per Torino).

A dirla tutta la scelta mostra in particolare l’isolamento dei vertici torinesi del partito in una fase in cui il Carroccio piemontese è dilaniato da una battaglia congressuale che vede su fronti opposti il salviniano Riccardo Molinari e la capogruppo in Regione Gianna Gancia, sostenuta dal celebre consorte Roberto Calderoli. Un confronto aspro sfociato in una faida per bande che ha costretto il leader nazionale in un primo tempo a sospendere le assise regionali e minacciare il commissariamento del partito (prospettiva non del tutto scongiurata, nonostante la convocazione odierna). In questo scenario il duo Ricca-Benvenuto è decisamente malvisto da entrambi gli schieramenti, con nemici acerrimi tra i supporters di Gancia (a partire dal giro stretto di Antonello Angeleri) e di Molinari (l’ex parlamentare Davide Cavallotto l’ha giurata a entrambi). Non possono contare più sulla copertura di Roberto Cota, al punto che la voce più diffusa in questi giorni è di una possibile esclusione di Ricca dalle liste elettorali, soprattutto qualora dovesse prevalere - per via congressuale o commissariale - l'area salviniana. I precedenti non mancano, basti pensare che di un’esclusione eccellente, l’hanno scorso, beneficiò proprio Benvenuto, approdato in pompa magna a Palazzo Lascaris grazie all’esclusione del canavesano Alessandro Albano. Secondo i ben informati, il blitz sarebbe stato escogitato proprio per puntellare l’attuale numero uno in Consiglio, spacciandolo come un pronunciamento del territorio, che – seppur con qualche defezione, come nel caso di Chiara Bosticco – si è espresso in modo compatto.

IL CONGRESSO - Per capire come cambieranno gli assetti del potere nel partito piemontese bisognerà aspettare fino al 14 febbraio, giorno in cui Cota ha convocato il congresso, atteso ormai da mesi e più volte rinviato. L'auspicio di via Bellerio è che a quell'appuntamento ci si possa arrivare con un accordo unitario, in caso contrario non è detto che l'ipotesi del commissario sia del tutto scongiurata. "Dopo 15 anni - ha detto Cota - è normale oltre che auspicabile passare a qualcos'altro", lasciando intendere di aver ottenuto garanzie sul proprio futuro politico. "Da qui a giugno l'avversario è fuori, chi ha un quarto d'ora da perdere per fare polemica dentro non ci serve" aveva detto Salvini nel corso della sua ultima visita a Torino, lo scorso 12 dicembre. Un invito, piuttosto imperativo, ad abbandonare le faide, ma nonostante la data del congresso richiami alla festa degli innamorati, c'è chi è pronto a giurare che ci si presenterà da separati in casa.

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