CAPITALISMO GLOBALE

Marchionne: chi l’ha visto?

Da 34 giorni a Torino si sono perse le tracce del manager. Airaudo (Sel) svela il mistero. È negli Usa impegnato nella trattativa per acquisire l’intera proprietà di Chrysler: “un’operazione decisiva sul futuro degli investimenti Fiat in Italia”

Da oltre un mese non mette piede al Lingotto di Torino. Nonostante la sua vita girovaga in lungo e in largo per il pianeta, mai finora Sergio Marchionne era mancato così a lungo dal quartier generale della Fiat. Mistero svelato oggi da Giorgio Airaudo, parlamentare di Sel ed ex responsabile auto della Fiom: il manager dei due mondi è negli Usa, impegnato nella difficile trattativa per l’acquisizione totale della Chrysler. Dall’esito del negoziato dipenderà la consistenza degli investimenti della Fiat in Italia. «La vicenda Veba è decisiva per gli annunci di investimento della Fiat in questo paese – ha spiegato Airaudo intervenendo ad un’assemblea di tutti i delegati Fiom del Lingotto -. Capisco perché da molti giorni Marchionne è sul suolo americano perché lì si sta giocando la partita decisiva per il controllo dell’intera società italo-americana».

 

Si tratta di una trattativa complessa, tra due soggetti che hanno entrambi bisogno di denaro. «Veba - ha ricordato il deputato vendoliano - ha messo otto miliardi di dollari dentro l’azionariato di Chrysler, se ne chiede cinque significa che rinuncia a tre però non può perderci molto perché Veba in questo momento ha dei grossissimi problemi di liquidità, delle scadenze di credito e ha bisogno di recuperare denaro in tempi brevi;  non è un fondo d’investimenti ma è la mutua per i dipendenti della Chrysler. È quindi una trattativa tra due soggetti che hanno entrambi bisogno di denaro, ma mentre Marchionne non può obbligarli a vendere, Veba può cercare altri compratori. E questo potrebbe significare per Fiat trovarsi in casa altri partner e non avere il controllo totale». Una prospettiva che Marchionne ritiene sciagurata. Ma non solo, «se questo dovesse verificarsi temo che potrebbero esserci - ha concluso - riflessi negativi sugli investimenti di Fiat in Italia, perché finora l’Italia è sempre stata in subordine agli investimenti in America, non è un caso che dei 20 miliardi promessi con “Fabbrica Italia” ne abbiano annunciati solo 6,5. Se per caso la trattativa non andrà come doveva andare, ci saranno effetti anche in Italia».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:44 Domenica 27 Ottobre 2013 mc per chiarire

    Veba è un fondo d'investimenti ed è la mutua dei dipendenti Chrysler. Là fuori, nel mondo normale, si può essere un fondo che cura gli interessi del proletariato che vi ha investito i risparmi. E' da noi (e nella mente della sinistra) che fondo = strozzino e mutua = ente di beneficenza.

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