RIMBORSOPOLI

Operai e studenti: lotta dura allo scontrino

Fiom e associazioni della sinistra giovanile torinese manifestano davanti a Palazzo Lascaris. Delegazioni in Consiglio. Bono (M5s) consegna ricevute e mutandoni al governatore. I Forconi accolti da "Bella Ciao", intonata dai sindacalisti

Studenti e operai uniti nella lotta. Contro lo scontrino. Uno spiritello beffardo, in mezzo ai tanti fantasmi che si agitano in queste ore a Torino. Quello che è stato un mito per una lunga stagione di conflitto sociale, appunto l’unità tra lavoratori e studenti, si è materializzato questa mattina in via Alfieri. Due folte delegazioni si sono date appuntamento davanti al portone di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale: da una parte i lavoratori delle tante fabbriche in crisi (De Tomaso, Agile, Viberti, Manital, Celtel, Stac, Johnson Controls e Fiat Carrozzerie Mirafiori), dall’altra circa 300 studenti delle scuole medie superiori della città, che dopo aver manifestato in piazza Castello sotto il balcone del governatore hanno raggiunto il portone del parlamentino piemontese scandendo lo slogan “Noi questa crisi non la paghiamo”.  

 

Entrambe le delegazioni saranno ricevute dal Consiglio regionale. Ma se Rimborsopoli rappresenta l’apice più eclatante di un malcostume politico è la carenza dell’azione del governo regionale a essere messa sul banco degli imputati. I rappresentanti dei lavoratori, accompagnati dalla Fiom intendono evidenziare ai consiglieri “il profondo divario fra chi paga sulla propria pelle la crisi e di chi invece utilizza indebitamente i soldi pubblici” spiega il segretario provinciale Federico Bellono. E gli operai all'arrivo di un gruppo di Forconi hanno intonato "Bella Ciao".

 

Intanto, la seduta odierna del Consiglio si è aperta con la commemorazione dell’ex consigliere comunista Luigi Rivalta. Subito dopo l’annunciato show del Movimento 5 stelle, con il capogruppo Davide Bono che prima della relazione di Roberto Cota sull’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei ha chiesto polemicamente, vista la presenza “straordinaria” del governatore in aula, di proseguire la discussione sull’inchiesta che sta travolgendo il parlamentino di via Alfieri. Richiesta accompagnata dal gesto simbolico di consegna degli scontrini consegnati sabato dai cittadini piemontesi durante la manifestazione dei grillini in piazza Castello e di un paio di mutande seppur non del colere prediletto da Cota. Richiesta respinta dal voto dell’aula. Secondo Bono la protesta dei Forconi, ma anche il presidio degli operai della Fiom davanti alla sede del consiglio regionale testimoniano il fatto che "c'è un distacco molto forte tra la gente e il Palazzo". Condannando le violenze di ieri, Bono ha tuttavia esortato i cittadini alla mobilitazione. "Più cittadini si mobilitano meglio è. Così si manda a casa la giunta Cota", ha aggiunto in una pausa della seduta del consiglio regionale. A giudizio dell'esponente del Movimento 5 Stelle "Cota si è chiuso a riccio nonostante gli scandali. Se fosse coerente dovrebbe dire: chiudiamo il bilancio e poi tutti al voto. Invece credo che lui voglia rimanere saldo sulla sua poltrona".

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3 Commenti

  1. avatar-4
    11:33 Mercoledì 11 Dicembre 2013 lancillotto rigurgiti di traduzioni dal latino

    Dei lontani anni '50 ricordo la traduzione di un brano dal latino in cui si narrava del tiranno di Siracusa odiato da tutto il popolo fuorchè da una vecchia signora che pregava perchè gli dei concedessero lunga vita al tiranno.Stupito da questo atteggiamento il tiranno ne chiese la ragione alla vecchia signora.La risposta fu prego perchè con chi viene dopo stiamo sempre peggio, ebbene voglio essere ottimista non credo si possa stare peggio!

  2. avatar-4
    10:47 Mercoledì 11 Dicembre 2013 lancillotto Rigurgiti di traduzioni dal latino

    Dei lontani anni'50.ricordo la traduzione di un brano dal latino in cui si narrava del tiranno di Siracusa odiato da tutto il popolo fuorchè da una vecchia signora che pregava perchè gli dei concedessero lunga vita al tiranno.Stupito da questo atteggiamento il tiranno ne chiese la ragione alla vecchia signora.La risposta fu prego perchè con chi viene dopo stiamo sempre peggio2 ebbene read ogni ca y ir dal latino mi tradussi mi della mia g

  3. avatar-4
    13:05 Martedì 10 Dicembre 2013 siamodicentrodestra Cota dimettiti per amor del cielo

    Presidente l'avete combinata troppo grossa dovete andare a casa, la reazione della gente potrebbe risultare ingestibile!

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