Carige, spending review in Fondazione
Stefano Rizzi 08:18 Lunedì 13 Gennaio 2014 0Mentre si attende la scelta sull'advisor che dovrà coadiuvare il neo presidente Momigliano nel traghettare l'ente fuori dalle secche del bilancio, il cda provvede a un taglio netto dei compensi. Il ruolo della politica e del gran "consigliore" Provasoli - di Stefano RIZZI
Pare che il board di Fondazione Carige abbia passato almeno parte delle vacanze natalizie a dare una prima occhiata ai profili degli otto aspiranti advisor, incarico di cui quello che al momento resta il principale azionista di Banca Carige (51 sportelli in Piemonte) pare avere estrema necessità per affrontare le acque in tempesta in cui naviga da parecchio tempo. Nessun nome filtra dai piani alti della Fondazione, anche se sarebbe confermato tra i papabili quello di Banca Leonardo, circolato già ai primi dello scorso dicembre quando tra gli obiettivi a breve termini indicati dal neopresidente Paolo Momigliano era emerso proprio quello di affidarsi a un advisor. Una scelta, in qualche modo, obbligata. Soprattutto dopo il terremoto che aveva portato all’uscita di scena di Falvio Repetto (sfiduciato), sostituito dall’avvocato Momigliano (Pd, fedelissimo del sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti), e – più ancora – dopo le mai sopite pressioni del ministero dell’Economia sulla Fondazione, finalizzate a una riduzione dell’azionariato della stessa in Banca Carige (attualmente pari al 47%).
Bocciata dallo stesso ministero l’ipotesi di vendita della azioni di Cassa Depositi e Prestiti, a Fondazione Carige non resta che cedere parte del pacchetto Carige. Tutto questo, soprattutto, per una ragione: fare liquidità. E che questa sia una necessità pressante lo conferma pure la decisione assunta l’altro giorno dal cda, nella sua prima riunione del 2014, ovvero azzerare, almeno per un certo periodo, gli emolumenti degli stessi amministratori. Un altro indicatore della situazione viene dal rinvio dell’argomento “erogazioni per l’anno 2014” che era all’ordine del giorno del cda, ma è stato rinviato. Rumors indicano in un taglio secco, per il 2014, che ridurrebbe di oltre il 50% quanto erogato nel 2031 (19 milioni di euro).
Tornando all’advisor, nulla – come detto – è ancora deciso. Ma una novità, comunque, c’è: Momigliano ha confermato nel ruolo di consulente il presidente del Gruppo editoriale Rcs (nonché ex rettore della Bocconi) Angelo Provasoli. Una figura che, come viene evidenziato negli ambienti della Fondazione, non rappresenta un’inversione di rotta rispetto a quanto annunciato. Insomma, Provasoli non sostituirà l’advisor, ma certamente dirà la sua sulla scelta tra gli otto in lizza.



