CENTRO (A) SINISTRA

Udc, in Piemonte sono Casini

Dopo Scelta Civica anche lo scudocrociato subalpino si schiera con Chiamparino. I maggiorenti locali questa volta dicono no all'ultima giravolta di Pierfurby e preparano la scissione. E Calgaro pensa a una candidatura nella lista del presidente

A Roma con Silvio, in Piemonte con Sergio. E’ questione di ore e l’Udc tornerà formalmente sotto la sfera d’influenza del centrodestra e quindi, anche se indirettamente, di Silvio Berlusconi. L’accordo verrà siglato in queste ore tra i vertici dello scudocrociato Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa e il leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano. Lista unica alle Europee e alleanze in tutta Italia per regionali e amministrative. L’ accordo è scaturito dal fatto che la soglia di sbarramento per ottenere un seggio a Bruxelles non verrà modificata – come chiesto da alcuni partitini in Parlamento – e resterà fissata al 4%: un limite che se per Alfano rappresenta un rischio, per Casini rischia di diventare addirittura una chimera.

 

In Piemonte, tuttavia, sono rimasti in pochi a credere nell’ennesima giravolta di Pierfurby e c’è chi prospetta un terremoto ai piani alti del partito. A pianificare dalle retrovie lo scisma ci sarebbero nientemeno che Michele Vietti, da sempre luogotenente casiniano in terra allobroga, e il suo fido Alberto Goffi, consigliere uscente e longa manus subalpina del vicepresidente del Csm. Tutto il partito torinese è con loro e almeno la metà di quello piemontese sarebbe pronto a seguirli. L’elenco di chi giura fedeltà agli scissionisti si fa ogni giorno più lungo e da una superficiale ricognizione è emerso che della vecchia Udc rimarrebbe fedele a Roma solo la famiglia di Teresio Delfino di Cuneo, dove, va detto, il partito può contare su una vera e propria roccaforte elettorale. E se da Novara per ora paiono nicchiare, le province di Torino, Alessandria e Asti si sarebbero già schierate convintamente con il centrosinistra. In fondo, l'appoggio a Chiamparino sarebbe in linea con il sostegno dato quattro anni fa a Mercedes Bresso, candidato per certi versi assai più ostico da far digerire agli stomaci democristiani.

 

Discorso simile vale per l’ex parlamentare Marco Calgaro che con Chiamparino è stato vice sindaco nel primo mandato a Palazzo Civico e al momento risulta solo formalmente ancora coordinatore cittadino dell’Udc. «Nell’ultimo congresso ho deciso di non votare per protesta con la linea dettata da Casini – afferma in un colloquio telefonico con  lo Spiffero -. Di certo io non starò mai nel centrodestra e soprattutto non mi schiererei contro Chiamparino». Con lui anche i fedelissimi Marco Borgione e Gavino Olmeo, entrambi ex assessori in via Milano, e pronti a sostenere l’ex primo cittadino torinese. Per quanto riguarda Calgaro si parla anche di una candidatura, forse da capolista, nella lista civica del candidato presidente, con l’obiettivo di entrare in una eventuale giunta. Per ora il diretto interessato non conferma e non smentisce: «Con Sergio ci sentiamo periodicamente, ci sono delle discussioni in atto. Vedremo».