POLITICA & GIUSTIZIA

Meno Ricca la dote dei Moderati

L’ex presidente della Provincia di Torino cancellato dalla competizione regionale per effetto della Severino: incandidabile. Vent’anni fa patteggiò una condanna per finanziamento illecito. “Sono nel giusto ma rinuncio a presentare ricorso”

Incandidabile. È Luigi Sergio Ricca la prima vittima della legge Severino: l’ufficio Centrale Circoscrizionale di Torino, preposto alla verifica delle candidature, gli ha infatti contestato la sussistenza delle condizioni di incandidabilità alla prossima consultazione per il rinnovo del Consiglio Regionale nella quale era in lista con i Moderati. Causa ostativa è il patteggiamento di una condanna per finanziamento illecito, ai tempi della Prima Repubblica, quando Ricca da presidente socialista della Provincia di Torino ha ammesso di aver ricevuto 120 milioni di lire in contanti da un agente dell’Ina Assitalia. La commissione elettorale del tribunale di Torino ha ritenuto che il patteggiamento del 1996, per un procedimento giudiziario a suo carico, vale come «carico pendente». In base alle nuove disposizioni della legge Severino, Ricca, oggi sindaco di Bollengo, viene automaticamente escluso dalla lista ed è uno dei primi casi in Italia per i quali viene applicata la nuova norma. “A fronte della contestazione ricevuta  ho rinunciato alla mia candidatura e quindi ad interporre ricorso – annuncia l’interessato -, anche se i legali consultati mi dicono che il disposto della legge Severino non sarebbe ostativo rispetto alla mia candidatura, in quanto la fattispecie non rinvenibile nella disciplina previgente, proprio come dice l’art. 16 comma 1 della legge 235/2012”. Pare quanto meno strano, infatti, che la sua posizione in passato non sia stata di ostacolo né alla candidature del 2004 in Provincia né tantomeno a quelle del 2005 e 2010 al consiglio Regionale, proprio in virtù di un parere espresso dal Ministero dell’Interno in data 31/03/2001.

 

“Certamente sono molto amareggiato – commenta Ricca -, perché mi viene contestata una violazione risalente a circa 20 anni fa già estinta come reato con provvedimento del Tribunale di Torino in data 22/12/2001 e, in quanto risalente a prima della legge 475/99, non equiparata a condanna. Pur fermamente convinto di essere nel giusto, rinuncio però a interporre ricorso e metto agli atti la rinuncia alla candidatura perché nel clima politico attuale ritengo opportuno non essere preso a pretesto per ostacolare il successo del candidato presidente Sergio Chiamparino e della lista Moderati per Chiamparino che ha presentato la mia candidatura. Interpellerò però il Ministero per avere anche, sia pur postuma, una sua interpretazione sull’applicabilità o meno della Severino nella fattispecie che mi coinvolge”. “Nel condividere la rinuncia al ricorso da parte di Luigi Ricca, capisco al contempo il suo rammarico. Lo ringrazio però per il suo gesto, perché da persona per bene non ha voluto che la sua situazione diventasse oggetto di strumentalizzazioni politiche. Non tutti si sarebbero comportati nello stesso modo”, cosìil leader dei Moderati, Giacomo Portas, commenta, in una nota, la rinuncia alla candidatura.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:00 Sabato 26 Aprile 2014 silvio ROTTAMATELO VADA IN PENSIONE

    Non mi risulta che abbia mai fatto qualche azione per il popolo pertanto con i soldi presi a suo tempo potrebbe aprire una onlus per i poveri

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