Plano: “Ho svolto il mio ruolo di sindaco”
18:37 Mercoledì 23 Luglio 2014 1Il primo cittadino di Susa respinge le accuse della proprietaria dell'hotel Napoleon, che lo ha individuato tra i manifestanti no tav che ieri hanno preso d'assalto l'albergo scandendo cori contro le forze dell'ordine. "Non ho proferito parola"
Che sia un No Tav lo sanno ormai anche i sassi della Valsusa, così come le sue posizioni fossero state definite - dagli allora segretari regionale e provinciale, Gianfranco Morgando e Alessandro Altamura - inconciliabili con l’iscrizione al Pd fin dal luglio dello scorso anno quand’era presidente delle Comunità Montana.
Adesso, il sindaco di Susa Sandro Plano finisce però al centro di una vicenda che se da un lato lo vede accusato di aver insultato le forze dell’ordine, dall’altro lo vede smentire con forza questa circostanza e annunciare querela nei confronti di chi gli attribuisce comportamenti che porrebbero in discussione il suo ruolo di rappresentante delle istituzioni. Tutto parte da un post su Facebook. A scriverlo è una cittadina di Susa, Patrizia Ferrarini, titolare dell’Hotel Napoleon. In quella che lei stessa definisce “la prima visita notturna di quest’anno degli speciali turisti No Tav, che come l’anno scorso sono venuti ad allietare noi e i nostri ospiti con le solite tiritere” riferendosi ai manifestanti, Ferrarini nota “un’emozione e una sorpresa in più. – come scrive con sarcasmo - Sapete chi c’era davanti all’hotel insieme agli individui che stavano gridando “mestiere di m. carabiniere” e tante altre belle frasette di oltraggio allo Stato? C’era Il nostro sindaco”. Dopo la rivelazione, lo sfogo dell’albergatrice nel cui hotel è alloggiato il personale delle forze dell’ordine e anche per questo il Napoleon è diventato un simbolo contro cui manifestare per i No Tav: “Sono disgustata, non mi interessa sapere quale sarà la motivazione con cui anche questa volta si giustificheranno, ieri si è oltrepassato ogni limite e spero veramente che qualcuno approfondisca questo fatto perché se così non fosse vorrebbe dire che in Valle di Susa lo Stato non esiste davvero. E’ la sconfitta di tutti” scrive Ferrarini che conclude rivolgendosi al senatore Pd Stefano Esposito, sotto scorta per le minacce ricevute in seguito alle sue posizioni favorevoli alla Torino-Lione: “Esposito cosa ne pensi? Come si fa a continuare a vivere e fare impresa in queste condizioni?”.
La risposta del parlamentare non si fa attendere “penso che Plano sia un signore eletto sindaco dai tuoi concittadini che interpreta il ruolo di sindaco in modo anomalo. La mia più grande amarezza è che questo signore abbia in tasca la mia stessa tessera di partito, come sai ho provato tutte le strade per spiegare che questo signore non ha più nulla a che fare con la cultura democratica del Pd. Purtroppo nel Pd torinese e piemontese nessuno ha voluto ascoltare, anzi in molti lo difendono,ieri ho
scritto nuovamente alla commissione di garanzia per porre il tema, stamattina la presidente Neirotti mi ha spiegato che sono questioni di metodo e non di merito. Mi dispiace – conclude il senatore, rispondendo alla albergatrice valsusina - che tu debba vivere con un sindaco che spalleggia teppisti che compiono gli atti da te raccontati, ma in questo paese chi lavora seriamente non viene tutelato rispetto a mascalzoni e teppisti”. Interviene pure il neoconsigliere regionale Antonio Ferrentino: “mi verrebbe di chiedere scusa come istituzione democratica ma ormai si alza sembra più l'asticella del buon gusto.. il raid teppistico ad una azienda di Susa e le assurde frasi sulla caccia al carabiniere con i cani sono segnali sempre più preoccupanti. Proveremo ,con pochi compagni di percorso, a sollevare ancora il tema della convivenza civile in valle di Susa”. Insomma, quanto raccontato dall’albergatrice circa i fatti di ieri sera scatena a dir poco un putiferio e riporta a galla questioni mai del tutto risolte in casa Pd, proprio a partire dalla posizione del sindaco di Susa. Il quale, contattato dallo Spiffero, smentisce quanto scritto dalla titolare del Napoleon e annuncia che presenterà immediatamente querela nei suoi confronti. “la vera ricostruzione dei fatti è questa: ero nei pressi dell’albergo quando è arrivata la manifestazione e come sindaco, quindi con la responsabilità che mi compete, sono andato a verificare la situazione per, eventualmente, cercare di far allontanare i manifestanti ed evitare che il tutto degenerasse”. Plano ribadisce con forza che “non è assolutamente vero che io abbia pronunciato frasi oltraggiose all’indirizzo delle forze dell’ordine. Non l’ho mai fatto e non lo farò mai. Anzi, aggiungo con chiarezza che mi dissocio da chi pronuncia quelle parole e le condanno. Le forze dell’ordine agiscono su ordine di un governo che sbaglia, ma io non ho mai insultato e mai insulterò poliziotti e carabinieri. Pensi che ero alla manifestazione per il bicentenario dell’Arma. La signora ha scritto cose assolutamente false di cui sarà chiamata a rispondere”. Tra social network e querele, tra una versione dei fatti e l’altra, in Valsusa si va avanti – per modo di dire – così. Con, nel pomeriggio, una quindicina di persone che hanno occupato per circa dieci muniti minuti la A32 all'altezza di Giaglione ed esposto uno striscione con su scritto: "Padalino e Rinaudo, non ci fermerete mai". Poco prima un attivista aveva versato terra e acqua nel serbatoio di un escavatore. E, pare che la manifestazione della notte precedente davanti a Napoleon – quella che ha poi acceso la miccia della schermaglia a distanza tra l’albergatrice e il sindaco – sia finita solo grazie a qualche secchiata d’acqua lanciata sui manifestanti da una donna che, semplicemente, voleva dormire. (s.r.)


