RIFORME

Sanità, Saitta prova a tagliare

L'assessore sposa il lodo-Muliere sul superamento della dualità tra Asl e Aso nella stessa provincia. La discussione parte da Alessandria ma presto potrebbe estendersi al resto del Piemonte. Coro di sì bipartisan al provvedimento

Una svolta tanto importante quanto inattesa nella riorganizzazione del sistema sanitario piemontese qual è il superamento della presenza nella stessa provincia di un’azienda sanitaria locale (Asl) e di un’azienda sanitaria ospedaliera (Aso), partirà da Alessandria, ma sarebbe meglio dire da Novi Ligure giacché la proposta è venuta sulle colonne dello Spiffero da Rocchino Muliere che dopo una lunga permanenza in consiglio regionale dal maggio scorso è il sindaco, eletto nelle liste del Pd, della città mandrogna. L’idea che sta raccogliendo consensi, anche bipartisan, è piaciuta non poco allo stesso assessore alla Sanità Antonio Saitta. Tanto che oggi, complice un impegno che aveva portato a Torino Muliere, è bastata una telefonata da corso Regina per combinare in quattro e quattr’otto un incontro tra i due come auspicato da Saitta per approfondire la proposta.

 

Una mezz’ora di chiacchierata, un caffè e alla fine un assessore  ancora più convinto della bontà di quell’idea “fondata su un ragionamento di estremo buon senso”. Convinto e determinato “a fare in fretta, coinvolgendo nella discussione gli amministratori locali della provincia alessandrina” che incontrerà presumibilmente, ma la data è ancora da confermare, il prossimo 18 settembre nel capoluogo su invito del presidente della Commissione Sanità, nonché segretario provinciale del Pd, Domenico Ravetti.  Piace all’uomo scelto da Chiamparino per dare la svolta buona alla sanità, il progetto di superare il dualismo tra Asl e Aso sullo stesso territorio, di eliminare le pastoie burocratiche che spesso s’insinuano nel rapporto tra le due aziende, di facilitare non poco la realizzazione di quella rete ospedaliera cui sta lavorando, fin dal giorno della sua nomina, il direttore generale Fulvio Moirano. Non da ultimo piace a Saitta l’idea di Muliere in quanto mezzo per eliminare una serie di costi. Ed è su questo aspetto che l’assessore ha in mente di giocare la carta di quella che egli chiama “della premialità”: gli amministratori locali che appoggeranno e si diranno disponibili al cambiamento dando il via libera  alla creazione di una sola azienda sanitaria al posto delle attuali due, “avranno la garanzia da parte della Regione che tutto il denaro risparmiato grazie a questa operazione sarà reinvestito sul territorio in servizi sanitari”. Che poi è quello che proprio commentando la proposta di Muliere propone uno dei sindaci dell’alessandrino, quello di Acqui Terme, Enrico Bertero, Forza Italia, il quale superando gli schieramenti dice di trovare l’idea del collega novese “estremamente interessante e valida poiché eliminando figure di vertice e snellendo tutti i procedimenti porterà certamente a dei risparmi che dovranno, però, essere impiegati per migliorare i servizi sanitari sul territori”.

 

Incassata anche l’approvazione di uno dei pochi sindaci di centrodestra della provincia, Muliere e Saitta possono contare anche sul deciso appoggio del presidente della commissione Sanità di Palazzo Lascaris e segretario del Pd alessandrino, Domenico Ravetti: “Oltre agli indiscutibili risparmi economici, l’istituzione di un’unica azienda che raggruppi anche l’ospedale di Alessandria e l’infantile sarebbe la soluzione migliore per poter attuare in maniera omogenea e in tempi rapidi quella riorganizzazione della rete ospedaliera di cui il Piemonte ha impellente necessità. Inoltre – prosegue Ravetti – si supererebbero ostacoli che ancora oggi ci si trova di fronte e che comportano ulteriori spese, come nel caso dei sistemi informatici”. Ma è sulla “completa integrazione sotto un’unica direzione tra i servizi e i presidi ospedalieri sul territorio oggi in capo all’Asl e l’ospedale con le sue alte specializzazioni che attualmente è governato dall’Aso” che Ravetti vede uno dei punti di forza del lodo-Muliere, ormai di fatto sottoscritto dallo stesso Saitta.  

 

Al coro di approvazioni si aggiunge pure il responsabile enti locali della segreteria provinciale del Pd, Fabio Barisione, già sindaco di Roccagrimalda, nell’Ovadese: “ Mettiamo insieme Aso e Asl facciamo un'azienda unica e iniziamo la discussione del piano socio-sanitario. Era una delle richieste pressanti che come sindaci abbiamo sempre fatto, purtroppo inascoltati, alla giunta Cota: dialogo con i territori, con le istituzioni, le associazioni, insomma tutti i soggetti che devono essere coinvolti. Naturalmente prima, non a cose già definite. Chiamparino e Saitta – aggiunge Barisione - tornino a mettere al centro del piano il concetto di “salute” del cittadino abbandonando la scelta ospedalecentrica di Cota che ha determinato l’impoverimento dei territori”. Il responsabile enti locali del pd mandrogno cita anche un particolare che evidenzia bene l’anacronismo delle due aziende e il rapporto con il territorio: “I sindaci vengono chiamati a dare una valutazione annuale sull’operati dei  direttori dell’Asl, ma anche del’Aso. Se per l’azienda locale si può dare un giudizio, come può un sindaco di una città che non sia il capoluogo dove esiste l’ospedale in capo all’Aso valutare l’operato del vertice di questa azienda?”. Insomma il sasso lanciato nello stagno da Muliere ha già provocato un’onda lunga di consenso, ma anche smosso le acque per un’accelerazione tanto imprevista quanto per alcuni versi dirompente verso la riforma dell’assetto sanitario nelle regione. L’idea dell’assessore è quella di avviare in tempi brevissimi il cambiamento sul territorio alessandrino, ovviamente con il consenso e l’appoggio degli amministratori locali, e passare quindi a verificare la possibilità di applicare la stessa ricetta in altre province piemontesi dove convivono Asl e Aso.

 

Quanto alla via normativa per dare vita ad un’unica azienda, evitando fraintendimenti che possano dare adito a fuorvianti ipotesi di annessione di un’azienda da parte di un’altra, “una volta accertata la volontà di procedere in tal senso, il sistema si trova e in fretta” è quanto in sostanza ha detto in queste ore l’assessore a chi gli poneva il problema. Che Saitta voglia abbreviare il più possibile i tempi è chiaro. Altrettanto paiono le conseguenze di questa probabile accelerazione: riassetto organizzativo nelle province coinvolte ben prima dell’aprile del prossimo anno termine di scadenza  dei contratti dei direttori generali delle Asl e delle Aso. E, non da ultimo, l’uscita di scena anzitempo di alcuni di essi. (sr)

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7 Commenti

  1. avatar-4
    11:23 Domenica 31 Agosto 2014 Lonesome George Caro punto e capo, di sicuro

    Cala la produttività ed aumentano le liste d'attesa .. ED ECCO SVELATO IL RISPARMIO .. basta non produrre ...

  2. avatar-4
    21:40 Sabato 30 Agosto 2014 Ultimasigaretta Ultimasigaretta

    C O R A G G I O , mandateli a casa senza la scusa degli accorpamenti!!!

  3. avatar-4
    18:08 Sabato 30 Agosto 2014 unasanitapertutti punto a capo

    caro punto a capo potrai anche accorpare le specialità ma il personale continuerai a pagarlo così come i costi delle strutture non devi accorpare devi chiudere gli ospedali, tagliare i rami secchi e nel giro di 5/10 anni puoi pensare di raddrizzare la baracca, poi dimmi dove troveresti i medici autorevoli e sopratutto super partes, AUGURI

  4. avatar-4
    14:12 Sabato 30 Agosto 2014 contromano Ridurre

    ASO e ASL unica azienda su base di provincia che non esiste più?Se si parte da Alessandria allora è meglio fare una unica ASL-ASO con i territori di EX ASLAL e ASL AT. Da quattro direzioni generali una sola.

  5. avatar-4
    12:32 Sabato 30 Agosto 2014 pippi Non basta accorpare

    bisogna anche lavorare sul fronte della mobilità, facilitandola, non permettere ai sindacati di bloccare, a priori, qualsiasi ipotesi di spostamento e redistribuzione del personale, consentendo che in alcuni uffici amministrativi ci si ritrovi letteralmente con l'acqua alla gola e in altri si girino i pollici...Occorre effettuare una valutazione SERIA delle mansioni svolte da tutte queste brave persone e stabilire dove possano essere impiegate al meglio.Pensiamo solo a qualche Azienda Ospedaliero-Universitaria dove nonostante siano in centomila a "fare comunicazione" cercano lo sponsor per una banale carta dei servizi, la segnaletica, la newsletter aziendale, i totem informativi (che peraltro già c'erano, ma che da qualche tempo sono stati rimossi ed evidentemente rottamati per fare posto ai nuovi che verranno).

  6. avatar-4
    10:45 Sabato 30 Agosto 2014 Punto a capo NON E' VERO CHE I COSTI AUMENTANO

    Perchè diminuiscono i costi GROSSI ! Lo volete capire si o no che non ha senso distribuire le alte specialità con lo stesso criterio degli ambulatori o delle infermerie ? Lo sapete quanto costano certe attività che noi adesso facciamo un po' dappertutto (e fra l'altro anche male)? Centinaia di migliaia di euro spesi a casaccio seguendo i desiderata delle lobbies professionali. Bisogna eliminare da subito il dualismo con le aziende ospedaliere incoroporando queste ultime nelle ASL. Ma non solo ad Alessandria !!! E per ultima cosa, bisogna diminuire il peso decisionale degli amministratori burocrati e restituire la funzione di programmazione a un ristretto numero di medici autorevoli e super partes.

  7. avatar-4
    23:00 Venerdì 29 Agosto 2014 unasanitapertutti La solita banda di incompetenti

    È dimostrato e i conti del periodo bresso lo dimostrano che gli accorpamenti non fanno risparmiare, bensì fanno lievitare i costi.POLITICI INCOMPETENTI E INETTI

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