FIGURACCIA

Una bolgia la Torino Capitale dello Sport

Parte nel caos il grande evento che per un anno metterà in vetrina la città. Tanti vip restano fuori dalla conferenza inaugurale: rettori delle Università presidenti di Federazione, sindaci delle città olimpiche, politici e amministratori locali. Una brutta figura

Vogliamo chiamarla falsa partenza? Certo la lunga maratona di eventi che accompagnerà Torino Capitale Europea dello Sport non inizia nel modo migliore. Una bolgia la conferenza stampa di presentazione della kermesse, tanti i vip "rimbalzati" dall'organizzazione, tra spintoni, urla e gli immancabili "lei non sa chi sono io". Oltre 500 persone hanno invaso questa mattina la sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per la conferenza stampa di presentazione, una cerimonia organizzata in pompa magna, con il ministro Graziano Delrio, il presidente del Coni Giovanni Malagò i vertici delle più importanti federazioni italiane, da Carlo Tavecchio (Figc) ad Alfio Giomi (Atletica), oltre ai torinesi  Mario Scarzella (Tiro con l’arco) e Marco Scolaris (presidente della Federazione internazionale di arrampicata). A fare gli onori di casa il sindaco Piero Fassino e il suo assessore Stefano Gallo. Peccato che a fronte di migliaia di inviti e centinaia di adesioni, la sala da 200 posti fosse piena già alle 11, mezz’ora prima l’inizio. Nel corridoio si è assistito a vere e proprie scene da far west, con i volontari costretti a creare un cordone per permettere agli organizzatori di scegliere chi poteva occupare gli ultimi posti liberi e chi no.

 

A sfuggire è stato il criterio e le priorità date, se alla fine risultano “rimbalzati” i rettori di Università e Politecnico Gianmaria Ajani e Marco Gilli, l’ex sindaco Valentino Castellani, il segretario generale della Camera di Commercio Guido Bolatto, il presidente del Cus Torino Riccardo D’Elicio. Quest’ultimo era pure arrivato con un discreto anticipo, ma poi si è intrattenuto a chiacchierare nel corridoio e, si sa, chi va all’osto… Dalla ressa sbuca una voce: “Sono Mauro Berruto”, “Chi? Mi spiace non c’è più posto” dice la solerte volontaria. Per la cronaca è l’allenatore della nazionale di volley; quando dalle retrovie l’identità viene svelata allora un posticino spunta fuori. Costretti all’anticamera anche alcuni sindaci delle città olimpiche, presidenti di Federazioni regionali (Marco Bellion della Fisg Piemonte), amministratori pubblici, come Luca Cassiani, numero uno della Commissione Sport del Comune di Torino, Francesco Daniele, al vertice della Circoscrizione III, peraltro padrone di casa. Dentro, però, non  mancano alcune glorie nostrane, imbucati d'eccellenza, come l’eminenza grigiastra di Fassino, Giancarlo Quagliotti, o l'ex governatore Enzo Ghigo, evidentemente presente in qualità di ciclista amatoriale, dal momento che non ha più incarichi amministrativi. 

 

E dire che Fassino, da politico navigato, aveva annusato con un certo anticipo la puzza di bruciato, se è vero che ieri ha riservato a Gallo una sfuriata delle sue, la cui eco si è sparsa per tutto il piano nobile, al punto che sarebbe intervenuto addirittura Salvatore Gallo, capostipite della famiglia, per placare gli animi. Una figuraccia anche piuttosto onerosa, visto quanto trapela dagli uffici di via Milano, giacché tra l’accordo con la Rai e quello con la Fondazione Sandretto, pare che Palazzo Civico abbia sborsato qualche decina di migliaia di euro. 

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