POLITICA & GIUSTIZIA

Soccorso Rossa per Binasco

La sindaca di Alessandria non ritiene affatto inopportuna la nomina del manager coinvolto in vicende giudiziarie al vertice della fondazione Slala. Rispondendo all'interrogazione del M5s esalta le sue qualità professionali. Che faranno gli altri Comuni soci?

Al grido di “salvate il soldato Binasco” è scattata l’operazione di blindatura dell’ex manager del gruppo Gavio incoronato al vertice di Slala, la partecipata ligure-piemontese della logistica data morente ancora pochi mesi fa e oggi presentata come un fiore all’occhiello dagli enti pubblici che compongono l’assetto sociale. Mal gliene incolse al consigliere comunale alessandrino del M5s Domenico Di Filippi quando, appreso della nomina presidenziale dell’ex braccio destro del defunto Marcellino Gavio, decise di chiedere lumi sulle ragioni di quella scelta. Non omettendo, ovviamente, di fare cenno ai trascorsi giudiziari di Bruno Binasco, così come le vicende in cui compare il suo nome e che sono tutt’oggi di interesse della giustizia. Prima è stato “consigliato” di lasciar perdere, poi gli è stato spiegato che la sua interpellanza non poteva essere discussa pubblicamente a Palazzo Rosso poiché vi era citato il manager con nome e cognome. Piccola modifica e, sparite le generalità sostituite da un generico quanto ipocrita “presidente”, finalmente il grillino ha visto superare le ripetute forche caudine frapposte alla questione evidentemente scomoda a per chi Binasco al vertice di Slala lo ha voluto.

 

La domanda posta da Di Filippo era, ed è, semplice quanto (forse) imbarazzante: perché lui e, soprattutto, perché nonostante i guai giudiziari? “Ma perché è un manager di indiscussa capacità, quel che ci vuole per Slala”, parbleu. La risposta, piccata, della sindaca Rita Rossa non si è fatta attendere. E la vecchia condanna per finanziamento illecito ai partiti, dei tempi di Tangentopoli? Le altre vicende in cui ricorre il nome di Binasco? “Dal suo curriculum non è emerso alcun elemento ostativo alla nomina”, seconda risposta piccata da una Rossa che raccontano sempre più innervosita.  E ne aveva ben donde, visto che il grillino non s’era certo dimenticato di ricordare le parole di Matteo Renzi, anzi del  “nostro presidente del Consiglio” come non a caso lo ha citato Di Filippo, pronunciate di fronte allo scandalo di Roma Capitale. “La scelta di affidarsi, proprio come  accadeva a Roma, a personaggi già noti alla giustizia, legittima una forte richiesta di trasparenza  – ha ribadito il pentastellato -. È questo, dunque, il nuovo sistema gridato da Renzi “fuori i corrotti dalla politica” e il sistema che l’amministrazione alessandrina adotta per cambiare?. Non l’avesse mai detto (e scritto). Il soccorso rosso, anzi Rossa per salvare il soldato Binasco, ormai era scattato. Tutto a posto, tutto in regola. “Per niente  – ribatte il grillino –. Le risposte date non mi hanno minimamente soddisfatto. Mi pare di aver capito che la professionalità, per qualcuno, può giustificare il passare sopra anche su vicende giudiziarie e morali”.  Sarà così anche per gli altri due Comuni, a guida Pd come Alessandria, hanno votato per la nomina di Binasco al vertice della partecipata pubblica? Basterà aspettare, si dice non molto, che i consiglieri pentastellati di Novi Ligure e Tortona, pongano l’identica domanda ai sindaci Rocchino Muliere e Gianluca Bardone. Soccorso rosso trionferà?