FIANCO DESTR

Fitto prepara il suo Fortino piemontese

Il "ribelle" pugliese apre una breccia nel partito berlusconiano. Il coordinatore cittadino Puglisi sta organizzando la tappa torinese del 14 marzo e da Domodossola l'ex parlamentare Zanetta tesse la rete in regione. "Nessuna scissione, lavoriamo per ricostruire"

A pochi giorni dalla Leopolda blu, com’è stata ribattezzata la convention organizzata da Raffaele Fitto sabato prossimo a Roma, i berluscones piemontesi se ne stanno ben coperti. Alla finestra, par di capire, in attesa di come si evolverà la questione che seppure sedata nel tumultuoso ufficio di presidenza dopo l’elezione del Capo dello Stato e la fine del Patto del Nazareno, rimane del tutto irrisolta all’interno di un partito sempre più lacerato. Non che non si muova nulla sotto la Mole e del resto della regione dove, proprio per smentire eventuali ipotesi di mancanza di attenzione al tema proposto dall’ex governatore della Puglia, si sta dispiegando in una discreta ma pressante operazione di scouting un pasdar come Daniele Capezzone, uno dei “catapultati” alle ultime elezioni.

 

Telefonate, incontri, sondaggi, tutto quel che serve per fare una conta preventiva per un futuro che ancora è tutto da scrivere, ma che potrebbe riservare sorprese anche eclatanti. Ma anche per non arrivare impreparati a un altro appuntamento, quello del 14 marzo, quando a Torino lo stesso Fitto farà una delle tappe del suo tour dei “ricostruttori”.  Nomi di fittiani doc subalpini, ufficialmente nessuno. Di potenziali, più di quanti si potrebbe immaginare. Almeno stando a quella tiepida se non fredda risposta all’appello lanciato dallo stesso Berlusconi per scatenare l’artiglieria contro il ribelle pugliese. Pronto al pezzo solo il coordinatore regionale Gilberto Pichetto, con la carneade di complemento Maria Rizzotti. Per il resto, silenzio. Dietro il quale sembra celarsi l’intenzione di non suonare la carica senza ancora aver deciso da che parte stare. Uno dei pochi ad ammettere di guardare con attenzione alle posizioni di Fitto, senza curarsi troppo dei possibili risvolti di carriera, è Ettore Puglisi, coordinatore torinese di Forza Italia, uno abituato fin dai tempi della giovanile militanza in An “a stare in minoranza”.

 

È proprio l’ex consigliere provinciale a coordinare la macchina organizzativa della “calata” fittiana che avrà il proprio clou in una manifestazione all’Hotel Fortino la mattina di sabato 14 marzo. Un appuntamento “aperto a tutto il partito”, spiega Puglisi che respinge tentazioni correntizia o, ancor più, ipotesi scissioniste: “Noi vogliamo ricostruire il partito, dando spazio a una nuova classe dirigente selezionata sul merito attraverso procedure democratiche e congressuali. Inviteremo Pichetto e tutti i dirigenti a un confronto che riteniamo utile a tutta Forza Italia”. Non fa altri nomi, se non quello di Carlo Acierno, responsabile dei seniores azzurri, ma assicura che “sta crescendo l’attenzione verso le proposte di Fitto”. E non è detto che, forte di uno storico legame con Capezzone, pure il suo “gemello” commissario del provinciale e collega sui banchi di Palazzo Cisterna, Carlo Giacometto, presto non lo raggiunga.

 

Per trovare uno che dichiari espressamente la militanza “fittiana”, ora e adesso, tocca cercare nel profondo nord, in quel di Domodossola dove Valter Zanetta, ha smesso di fare il parlamentare ma non il politico. Con tanto di ufficio “dove continuo a ricevere persone, come ho sempre fatto” dice memore degli insegnamenti della vecchia Balena Bianca da cui è nato ed è cresciuto. Ed è facile immaginare che al telefono di quell’ufficio in questi giorni di chiamate ne siano arrivate e partite più del solito. Fatta la premessa d’obbligo, “ma convinta” di “assoluta riconoscenza a Berlusconi”, l’ex senatore dal ridotto della Valdossola apre il fuoco: “Si può essere riconoscenti anche facendo politica in modo intelligente, come sta facendo Fitto. Non sono prese di cappello, le sue, ma questioni che vanno poste all’interno di un partito, discusse e risolte”. L’apparato dirigente, il Patto del Nazareno, i rapporti con Renzi e il Pd, ma anche “le sortite difficilmente comprensibili come quelle di Brunetta” o “il cambio di rotta da chi fino a un giorno prima, non noi ma altri, benediceva quel patto che adesso mette all’indice”.

 

Guarda con attenzione all’incontro di sabato, Zanetta. “Non è una manifestazione correntizia e chiusa, ma aperta a tutti – dice cercando di indorare la pillola a chi s’appresta a mandarla giù come fosse fiele – sarà invitato anche il coordinatore regionale, tutti quelli che vorranno capire e discutere sono i benvenuti”.  Da buon vecchio democristiano, smorza, lima, ma poi non risparmia la mannaiata quando serve: “Come si fa a passare in pochi giorni dal Patto del Nazareno ai sorci verdi?”. Di nuovo Brunetta. Ma non è il solo: “Berlusconi ha le sue difficoltà, ma chi gli sta attorno dovrebbe aiutarlo in modo intelligente, invece…”. Invece il nemico è proprio lui, l’ex governatore pugliese ed ex ministro, “uno che ha il gusto della politica e che al contrario di altri al gusto sa unire anche il coraggio”.

 

Una battaglia interna su assetti e organizzazione, è il programma che sarà spiegato da Fitto sabato prossimo, ma non solo. “Abbiamo un progetto e una proposta sui contenuti, in chiave fortemente liberale, innovativa, modernizzatrice” ha detto il ribelle pugliese.  Probabile quindi che  sarà riproposta  la sua ricetta antitasse, cercando di lanciare un messaggio chiaro a Matteo Salvini, chissà mai forse anche per un’alternativa di governo. E se lo stesso Berlusconi, pur irritato dalla controffensiva  fittiana, cerca di non agevolare scissioni, proprio dalla fronda più antirenziana si aspetta la Leopolda blu, senza escludere nulla. “Ci siamo già dimenticate del calo di voti? Della distanza che c’è tra il partito i cittadini?  dice Zanetta rivolgendosi a chi ritiene almeno in parte responsabile di tutto questo e di altro ancora. Una predica nel deserto nel Piemonte azzurro? Forse nemmeno poi tanto, forse le orecchie tese e gli occhi aperti per capire cosa succederà sabato e, più ancora il prossimo 14 marzo a Torino, sono più di quanti si possano immaginare.  

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3 Commenti

  1. avatar-4
    17:15 Giovedì 19 Febbraio 2015 lancillotto piove fitto fitto

    Sulla politica in piemonte piove fitto fitto , non una schizzinella, viene proprio a scatafunno!

  2. avatar-4
    11:48 Giovedì 19 Febbraio 2015 siamodicentrodestra Il giovane Zanetta

    Fitto pronto a rifondare Forza Italia con il giovane Zanetta? ahahahaha

  3. avatar-4
    11:05 Giovedì 19 Febbraio 2015 usque tandem E' incredibile

    Il centrodestra in Piemonte è in preda alla peggiore crisi mai vista, che riesce a superare la crisi della sinistra e perdere ovunque, eppure si dilania in risse interne da pollaio. Diventa sempre più difficile andare a votare.

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