POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false, la Lega Nord ricorre

Prosegue la battaglia giudiziaria del Carroccio piemontese per far decadere la giunta di Chiamparino. Nuova istanza al Consiglio di Stato patrocinata dall’avvocato Borasio. Cota: “Per noi non finisce qui, siamo al fianco della Borgarello”

Il via libera ufficiale è stato dato ieri, all’unanimità, dal Consiglio “nazionale” (ovvero piemontese) della Lega Nord. Il Carroccio ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar sulle firme false, che, ammettendo il listino del candidato presidente, ha nei fatti blindato la legislatura di Sergio Chiamparino. Roberto Cota, dunque, ricompatta il partito su una battaglia giudiziaria dai mille risvolti per l’ex governatore, decaduto proprio per via di una manciata di firme farlocche appartenenti a una lista della sua coalizione, i Pensionati di Michele Giovine. Finora l’atteggiamento della Lega era stato piuttosto ambivalente nei confronti della battaglia giudiziaria patrocinata da Patrizia Borgarello presso il tribunale amministrativo: molto vicina a parole e pronta a intestarsi una eventuale vittoria, quanto distante nel momento in cui c’era da sostenere anche economicamente un’operazione certamente complessa, condotta contro i principi del foro schierati dal centrosinistra. Questa volta, però, il partito di Matteo Salvini pare davvero intenzionato ad andare fino in fondo.

 

«Per noi non finisce qui» dice Cota in un colloquio telefonico con Lo Spiffero. Una decisione accolta con fredda soddisfazione da parte della stessa Borgarello, che in questi giorni si è sentita più volte con il vertice piemontese e con Salvini stesso. I due si sono visti l’ultima volta due settimane fa in occasione di una cena organizzata proprio da Borgarello e Mario Borghezio (primo firmatario dei ricorsi penali) a Poirino, in occasione dell’ultima tournee del leader federale sotto la Mole, con tanto di presidio davanti al Tar. «Meglio tardi che mai» è il laconico commento dell’ex consigliera provinciale, poi spiega: «I termini per ricorrere ci sono tutti, ne ho parlato anche con il mio avvocato Alberto Caretta. Sono pronta ad andare avanti, ma ho già fatto sapere che scioglierò ogni riserva entro lunedì».

 

Il dado ormai è tratto, al punto che il Carroccio ha già individuato in Fabrizio Borasio il legale che dovrà sostenere Caretta nella nuova contesa a suon di carte bollate. Due sono gli elementi su cui sarà fondato il ricorso: innanzitutto il ruolo del ricorrente nella costruzione dell’onere della prova, poiché se da un lato è vero che la Borgarello ha prodotto solo una parte delle prove necessarie per far decadere il listino, dall’altro va riconosciuto in lei il soggetto debole e per questo tutelato dalla giurisprudenza. Inoltre, ed è il secondo punto su cui farà leva Borasio, l’inchiesta penale sta facendo emergere dei fatti nuovi di cui i giudici amministrativi non possono non tenere conto, giacché i due procedimenti sono certamente separati, ma connessi tra loro. L’obiettivo è che tutte le liste contestate vengano messe al vaglio a partire dal listino del presidente.

 

Leggi anche:

Salvini sfida giudici e sinistra

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    16:55 Giovedì 30 Luglio 2015 torino aurora

    Borghezio è molto abile come avvocato e altro. Si ricorsa avvocao Borghezio? salvini, affidati al signor Mario.

  2. avatar-4
    14:22 Giovedì 30 Luglio 2015 Veritas2015 Sempre più crema in lega

    Borasio l'uomo degli incarichi ..... !

  3. avatar-4
    14:20 Giovedì 30 Luglio 2015 brizo Bravi

    Bravi! Non lasciare null di intentato e proseguire convinti che alla fine la giustizia trionferà.

  4. avatar-4
    12:10 Giovedì 30 Luglio 2015 l'osservatore Chi, a fianco di chi ?

    Cara Borgarello se le si affianca Cota prudenzialmente si scansi, scelga Salvini.

Inserisci un commento