VERSO IL VOTO

Salvini scarica Torino sugli alleati “Si mettano d’accordo sul nome”

Il leader leghista a Novara tira la volata al "suo" Canelli e lascia a Berlusconi e Meloni la patata bollente dello sfidante di Fassino. "Non credo che sia giusto imporre dei candidati dall’alto. Il territorio deve esprimersi e trovare una sintesi". Già

Presto che è tardi. “Ormai siamo al dunque: già domani mi aspetto la risposta di Parisi per Milano; Bologna è a posto, se si mettono d’accordo Forza Italia e Fratelli d’Italia su Torino e Roma, sono pronto a partire con la campagna elettorale”. Matteo Salvini preme sull’acceleratore e da Novara, dove è planato per lanciare la candidatura a sindaco del leghista Alessandro Canelli, sulla quale manca però il via libera degli alleati, mette il dito nella piaga della coalizione: “A luglio abbiamo messo a disposizione un candidato che può portare il centrodestra alla vittoria - dice il segretario federale del Carroccio a proposito della competizione nella città di San Gaudenzio -, siamo a febbraio e ancora Forza Italia e FdI chiedono di non forzare la mano. Poi, se qualcuno vuole fare il gioco del Pd, si accomodi pure: noi non ci stiamo. E tempo da perde Novara non ne ha”.

 

Per la Lega Nord la definizione delle candidature a sindaco per le prossime elezioni amministrative è una questione “quasi chiusa”, ma non si deve perdere altro tempo. Salvini però deve fare i conti con l’ostracismo di gran parte delle formazioni del centrodestra locale che, nonostante il suo volere, continuano a opporsi alla designazione di Canelli e che a Torino mostrano grande insofferenza sul nome di Osvaldo Napoli. “Non credo che sia giusto imporre a Novara, Torino o altrove dei candidati calati dall’alto – ha sottolineato -. Deve essere il territorio a sapersi esprimere e trovare una sintesi”. Difficile quando i gruppi dirigenti locali sono delegittimati dalla loro debolezza e, nei fatti, estromessi, da ogni decisione. E ad Arcore come in via Bellerio fanno orecchie da mercante.

 

“Siamo di gran lunga il primo partito del centrodestra – ha affermato titillando l’orgoglio leghista -, ma non ho mai imposto nulla: siamo arrivati in punta di piedi e là dove abbiamo un buon candidato e una buona squadra, ci mettiamo a disposizione degli alleati; altrimenti non mettiamo i bastoni tra le ruote a nessuno. Anzi, dico solo: datemi un nome e partiamo”. Un Carroccio che lavora alla composizione unitaria: “A Milano ho il doppio dei consensi di Forza Italia, il quadruplo di Fratelli d’Italia, ma non per questo ho voluto imporre un mio candidato. Lavoro perché tutto il centrodestra possa presentarsi unito su una serie di questioni, dall’abolizione della legge Fornero alla legalizzazione della prostituzione, solo per fare un esempio. È per questo che abbiamo fatto un passo indietro là dove non avevamo candidato e squadra per vincere”.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    14:26 Mercoledì 10 Febbraio 2016 daniele galli attendonsi notizie circa atti di coerenza politica

    per non essere considerati dei meri parolai, attendonsi da parte dei vari coordinatori del cdx novarese azioni conseguenti ai bellicosi annunci degli scorsi giorni. Se troppo imbarazzati esiste anche l' escamotage delle dimissioni. PS può usufruirne anche Pichetto

  2. avatar-4
    00:38 Mercoledì 10 Febbraio 2016 moschettiere Ottimo

    Ottima strategia. Forza Salvini!

Inserisci un commento