VERSO IL VOTO

Forza Italia rompe (anche) a Novara

Il vertice dei berlusconiani incontra Andretta, candidato sindaco di una lista "civica". Pichetto getta la maschera e dopo aver promesso ai leghisti di sostenere Canelli cede al pressing del capataz locale Sozzani (che però nega ogni accordo). Centrodestra in soffitta

È finita. Lega e Forza Italia, ognuno per la sua strada, anche a Novara. A mettere la pietra tombale sullo strappo ci ha pensato proprio colui che ha indossato fino ad oggi i panni (in verità piuttosto stretti) del pacificatore: Gilberto Pichetto. Al coordinatore regionale dei berluscones si deve l’incontro avvenuto oggi nel suo ufficio del gruppo regionale in via San Francesco d'Assisi, presente il suo luogotenente per la provincia di Novara Diego Sozzani, con il candidato della lista civica Io Novara, Daniele Andretta. È bastata una mezz’ora ai due esponenti azzurri per fare lo sgambetto a Matteo Salvini, spazzando via anche ogni residua possibilità di convergenza unitaria sulla candidatura di Alessandro Canelli, l’uomo per il quale il segretario del Carroccio è pronto – e lo ha detto più volte – a correre anche da solo.

 

E probabilmente sarà così che andrà a finire. Al più il Carroccio sotto la cupola di San Gaudenzio potrà trovare – se sarà confermato l’accordo romano e torinese – l’alleato nei Fratelli d’Italia. I quali hanno come riferimento il parlamentare Gaetano Nastri e Gianni Mancuso, fino a ieri blanditi da Sozzani alla disperata ricerca di un anti-Canelli. Ricerca che ormai non sarebbe più necessaria, dopo l’incontro a tre di oggi nel quale Andretta ha ribadito a scanso di fraintendimenti di essersi proposto come candidato sindaco e di non avere nessuna intenzione di ripensarci. 

 

A rivedere le posizioni e mettere da parte la sicumera, comprensiva di ben tre candidati pronti, è semmai il capataz azzurro novarese. Negli ultimi giorni i suoi contatti con Andretta si erano infittiti, segno di un’urgenza da parte di Forza Italia di uscire dal cul-de-sac in cui Sozzani si era infilato, snobbando (a dir poco) per settimane lo stesso candidato di Io Novara. “Ero brutto, sporco e cattivo. Adesso non lo sono più” ha commentato con alcuni dei suoi Andretta, poco dopo l’incontro torinese che se da un lato ha sancito il suo sdoganamento da parte dei berluscones, dall’altro ha fornito a Pichetto non solo una via d’uscita (non si sa quanto onorevole) per Novara, ma anche il colpo di coda del crotalo al polpaccio leghista.

 

Se sia, o meno, la soluzione definitiva sarà il tempo a dirlo, anche perché tra gli azzurri novaresi c'è già chi chiede spiegazioni a Sozzani. Lui nelle chat private e ai suoi collaboratori fa il pesce in barile e e dice che "in nessun momento dell'incontro si è parlato di candidati" anche perché "è noto che il nostro candidato è Anna Mellone". Chissà se ci crede ancora qualcuno. Intanto, una cosa appare certa: la sezione dei berlusconiani novaresi sta per implodere e c'è chi è convinto che la maggioranza di dirigenti e attivisti sia già con le valigie in mano. 

 

Una cosa è certa. A questo punto, rotto a Torino e rotto a Novara, all’ex omino coi baffi non resta che mettere la parola fine anche alla farsa del tavolo nazionale a cui fino a oggi ha rimandato una partita giocata in casa. Sgambetti compresi. E  il povero Pichetto è costretto a una rapida retromarcia, arrampicandosi sugli specchi: “Sono sconcertato dal fatto che ormai quasi ogni giorno debba smentire ogni forma di azione o interpretazione politica che ha solo l'obbiettivo di condannare il centrodestra a correre diviso”, dichiara in una nota il numero uno di FI, che rubrica a mero “incontro di cortesia” l’appuntamento odierno. “La corsa separata dovrà essere l'estrema ratio convinti che unire liste civiche e politiche sotto una unica coalizione sia la scelta giusta - conclude - tutto questo coerentemente a quanto sempre detto e fatto, priorità alla coalizione sia a Torino che a Novara”. E con uno scatto d’orgoglio tipicamente subalpino, tipo bugianen alla Pietro Micca, abbassa subito la guardia: “Ovviamente la decisione finale - conclude la nota - la dovranno assumere i nostri leader nazionali, e se la scelta dovesse essere quella della corsa separata, solo da quel momento si potrà ragionare su altre soluzioni”. Amen.

print_icon

3 Commenti

  1. avatar-4
    00:55 Venerdì 25 Marzo 2016 moschettiere Peggio per loro

    Non è una bella immagine che si offre. Specialmente per il penoso iter seguito. FI ne porterà le conseguenze. Il centrodestra non esiste più a tre e gli accordi eventuali al secondo turno (ma chi si illude di arrivarci?) saranno indeboliti dai veleni attuali e dalla poca convinzione di fondo. PD e M5s ringraziano ...e Berlusclown sarà sicuro di poter offrire a Renzi la propria sconfitta molto ben architettata. La Lega avrà occasione di sperimentare sul campo il nuovo suo corso e i nuovi equilibri raggiunti ...e FI potrà iscriversi al WWF come specie in estinzione.

  2. avatar-4
    18:06 Giovedì 24 Marzo 2016 Bandito Libero beh, almeno si fa un po' di chiarezza, finalmente

    In verità non mi sembra una così terribile notizia, nè per FI, nè per la Lega. Era questo continuo balletto mediatico a far male pesantemente ai 2 partiti. Non è la prima volta che al primo turno si va da soli e ci si allea e vince al secondo (vedasi Venezia). "l'unità a tutti i costi" non è necessariamente sempre un valore. La chiarezza verso gli elettori invece lo è. Sempre.

  3. avatar-4
    17:55 Giovedì 24 Marzo 2016 daniele galli realpolitik

    nell' ufficio che fu di Burzi, Gallarini e Cattaneo quanto FI veleggiava oltre il 30 %,finalmente hanno realizzato che all' attuale stato dell' arte non sussistevano altre strade per restare in partita. Torino meriterebbe analoga concreta realpolitik.

Inserisci un commento