TIRO MANCINO

Airaudo: “Il Pd non è più di sinistra”

L'ex sindacalista Fiom, candidato sindaco, torna a trovare i suoi compagni e fa l'esame del sangue a Fassino e Renzi. "Voglio un Comune che valorizzi il lavoro e non usi i voucher. Ma i dem hanno cambiato il loro emocromo, sono di centro"

Mutazione genetica avvenuta. Anzi, non ha più globuli rossi. Il Pd non è più un partito di sinistra: “ormai ha cambiato il suo emocromo, è diventato un partito di centro”. A fare l’esame del sangue al partito guidato da Matteo Renzi è Giorgio Airaudo, parlamentare della Sinistra Italiana e candidato sindaco con la lista “Torino in comune”. Per l’ex sindacalista della Fiom, intervenuto al direttivo dell’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil, “l’unica sinistra che c’è” sotto la Mole “è unita, quanto conta lo diranno gli elettori, ma è pronta a giocare la partita per la città”. Una sfida, quella contro Piero Fassino, che i sondaggi, al momento, accreditano con buone performance, tra il 7 e il 10%, quanto basta per contribuire a mandare al ballottaggio l’esponente democratico.

 

La priorità l’aspirante primo cittadino di “Torino in comune” è la ristrutturazione del debito, incominciando a “liberarsi degli ultimi derivati. Se ci limitiamo a contenerlo, ma non ristrutturato, non ce ne liberemo mai”. Tra le priorità del programma, Airaudo pone al primo posto l’occupazione: “Mi piacerebbe un Comune che per il lavoro pubblico non usi i voucher, un Comune che dice che chi lavora per il pubblico non deve andare sotto i minimi contrattuali perché bisogna contenere il lavoro povero”. Cose che il Pd non sarà mai in grado di fare perché, appunto, “è un partito di centro, ha cambiato l’emocromo”.

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