VERSO IL VOTO

Per Airaudo pene in Comune

Il consigliere di Sel Trombotto non si candida e lascia intendere di sostenere il Movimento 5 stelle. "Già alle regionali votai Bono". Artesio capolista, alter ego in rosa. In corsa anche l'avvocato Lamacchia, che sogna una mobilitazione "cilena" contro Renzi

A due giorni dalla chiusura della lista Torino in Comune, Giorgio Airaudo perde un elemento importante della sua squadra. Il consigliere uscente di Sel Maurizio Trombotto non si ricandida e, per il momento, resta alla finestra: “Ho deciso di impegnarmi nell’associazionismo, valorizzando una realtà importante come Italia Nostra nel Pinerolese” dice a margine del consiglio comunale, finito prima ancora di iniziare per la mancanza del numero legale. La decisione è maturata ieri dopo un colloquio con lo stesso candidato sindaco e c’è chi dice che il capogruppo di quello che fu il partito di Nichi Vendola potrebbe decidere addirittura un clamoroso voltafaccia. “Chi voto? Il voto è segreto” tergiversa in un colloquio con lo Spiffero, ma contestualmente tiene a ricordare che “alle scorse regionali non votai Chiamparino, feci voto disgiunto per Sel e Davide Bono del Movimento 5 stelle”. Tanto basta per indurre a pensare che stia meditando un clamoroso appoggio a Chiara Appendino, con la quale in Sala Rossa ha instaurato un rapporto cordiale? Chissà, come diceva Quello a pensan male si farà pure peccato ma spesso ci si azzecca. 

 

Confermata Eleonora Artesio, già consigliere e assessora regionale alla Sanità, capolista nell’innovativa veste di candidata sindaca, una sorta di alter ego in rosa dell’ex numero uno della Fiom. Nella testa di lista anche Michele Curto, capogruppo in Comune di Sel e fondatore dell’associazione Terra del Fuoco, tra le organizzazioni finite nel mirino della magistratura per il cosiddetto "business dei rom", e Roberto Lamacchia, presidente dell’associazione nazionale dei giuristi democratici, che a marzo, in una missiva agli associati (LEGGI), scatenò le polemiche per aver paragonato la mobilitazione per il “no” al referendum sulla riforma istituzionale di Matteo Renzi a quella avvenuta in Cile nel 1988 contro Pinochet. Confermata la presenza di altre due liste a sostegno di Airaudo, quella ambientalista di Green Italia, coordinata dal presidente di Terra del Fuoco Oliviero Alotto, e quella dei Pensionati e Invalidi di Luigina Staunovo Polacco

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:31 Domenica 17 Aprile 2016 patty Crepuscolo

    Sono ridotti a fare la stampella a quelli che loro stessi definiscono degli utili idioti. Giustificano la propria esistenza solo contro un fantomatico 'rischio Cile'. Almeno avessero un sussulto di coraggio e ci andassero realmente in Cile. A lavorare, che sarebbe una bella novità.

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