Strappo in Sala Rossa, tra ripicche e sgambetti

Sel e Idv votano un emendamento dei grillini nonostante il parere sfavorevole della giunta, i Moderati e Porcino si astengono. In aula cresce il fermento e per Lo Russo altri guai

IN PANNE La maggioranza in Sala Rossa

Dal punto di vista amministrativo cambia poco, ma il segnale politico è arrivato forte e chiaro. La maggioranza di centrosinistra al Comune di Torino va sotto su un emendamento dei “grillini” alla delibera sulla trasparenza negli enti a partecipazione pubblica. Ancora una volta a sgambettare il Partito democratico sono stati Sel e Italia dei Valori - che hanno votato con l’opposizione - ai quali, in questa occasione, si sono aggiunti anche i Moderati, che assieme al capogruppo del Misto Giovanni Porcino hanno scelto per l’astensione. L’emendamento, nello specifico, estende ai direttori generali di fondazioni, enti no profit e associazioni nei quali la città detiene quote di proprietà, la pubblicazione del compenso percepito. Provvedimento previsto nella delibera esclusivamente per presidenti, vice presidenti e membri dei cda.

 

A nulla è servito l’ennesimo aiutino del Terzo Polo/terza gamba, con Federica Scanderebech (Fli) e Alberto Musy che scelgono di non partecipare al voto. Finisce 16-13 con Vittorio Bertola e Chiara Appendino, del Movimento 5 stelle a esultare per il risultato ottenuto e la maggioranza in confessionale, nella conseguente sospensione della seduta. E’ il vice sindaco Tom Dealessandri che prova a metterci una pezza, cercando di armonizzare quanto approvato dall’aula sovrana con l’impianto della delibera proposta dalla giunta.

 

E’ ancora presto per affermare che si sia aperto un nuovo fronte nella maggioranza a sostegno di Piero Fassino; con i Moderati sul piede di guerra in seguito alle mortificazioni subite dal presidente Giovanni Maria Ferraris anche dai colleghi del Pd nei giorni scorsi. Di certo in aula c’è fermento e non può passare inosservata l’unità d’azione tra il partito di Mimmo Portas e il dipietrista Giovanni Porcino - per ora nel gruppo Misto per i dissidi con Giuseppe Sbriglio – ma da qualche giorno particolarmente vicino ai Moderati, anche se lui nega ogni illazione: «Solo infamie» precisa allo Spiffero.

 

Intanto rimane solido l’asse tra i capigruppo di Idv e Sel, Sbriglio e Michele Curto: un segnale tutt’altro che rassicurante per il primo consigliere democratico Stefano Lo Russo, impegnato a trovare una quadra sulle nomine all’Agenzia per i servizi pubblici il cui bando è ormai scaduto a ottobre.

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