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OPERE & OMISSIONI

La Tav serve, firmato Di Maio

Per uscire dalla crisi Torino deve incentivare la logistica e puntare sul trasporto merci. È quanto si legge nel decreto sottoscritto dopo tre giorni dall'annuncio dal vicepremier grillino - DOCUMENTO

“Potenziare la logistica distributiva e il trasporto merci”. Decreto firmato, giallo risolto. E quella considerazione, nelle otto pagine sottoscritte dal ministro Luigi Di Maio, che pare impossibile possa conciliarsi con il No alla Tav che i Cinquestelle continuano a ribadire. Vien da domandarsi di fronte a quel passaggio, non certo marginale, del testo che riconosce Torino area di crisi complessa assegnando 150 milioni (in via diretta e indiretta), se il ministro e capo politico del M5s lo abbia letto e soppesato attentamente, magari scoprendo che quel paragrafo riprende, sia pure in forma più succinta, quello contenuto nel dossier che la Regione Piemonte aveva predisposto e inviato al Governo, e che, naturalmente, affrontando il tema della logistica e del trasporto delle merci non poteva non contemplare la Torino-Lione.

Un “suggerimento” quello arrivato dall’amministrazione di Sergio Chiamparino, di fatto “approvato” e fatto proprio dal dicastero nel quale pareva essersi perduto il decreto annunciato, sabato scorso a Torino, in pompa magna dallo stesso Di Maio al fianco della sindaca Chiara Appendino.

La data in calce al documento è quella di ieri, giorno in cui il vicepremier pentastellato era ancora impegnato nella sua visita negli Emirati Arabi. Presumibile lo abbia firmato prima di partire e che solo qualche intoppo nei meandri della burocrazia ministeriale abbia rallentato l’invio del documento in Regione così come al Comune di Torino e lo stesso testo non comparisse neppure sul sito del ministero. Da piazza Castello era partita anche una richiesta formale al Mise per conoscere la reale situazione. La risposta non aveva rassicurato più di tanto: bisogna aspettare il rientro del ministro.

Oggi, finalmente, il giallo si è risolto. Tant’è che, senza perdere ulteriore tempo dalla Regione è arrivata la conferma di un primo incontro con enti interessati e stakeholder per avviare, quanto prima, la fase operativa. La riunione è prevista nella prima settimana di maggio.

Il decreto prevede l’inserimento di Torino e del suo hinterland tra le oltre venti aree di rilevanza nazionale che hanno subito negli ultimi anni recessione economica e perdita occupazionale, territori colpiti in particolare dalla crisi dell’industria pesante. Per quanto riguarda il capoluogo si punterà in particolare su tre settori: manifattura, automotive e aerospazio.

Leggi qui il decreto

Ma c’è anche e soprattutto quel richiamo alla logistica e al trasporto delle merci il cui potenziamento (che riesce difficile immaginare senza la Tav) è “ritenuto necessario, in connessione con tali obiettivi strategici”, ovvero tutti quelli contenuti del decreto.

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