BILANCI & PREVISIONI

Sanità piemontese in bolletta, ma nessun allarme sui conti

Si ridimensiona il rosso nei bilanci di Asl e Aso: il disavanzo non sarebbe di 450 milioni bensì "solo" di 14, grazie anche al tesoretto lasciato in eredità dal centrosinistra. Primo inciampo dell'assessore Icardi che, intanto, annuncia un nuovo piano socio-sanitario

Nessuna voragine nei conti della sanità piemontese. Asl e Aso annaspano, questo è fuor di dubbio, ma la situazione è ampiamente sotto controllo. Ad affermarlo è stato lo stesso assessore alla Sanità Luigi Icardi nel corso della IV Commissione a Palazzo Lascaris.

"La sommatoria dei piani dei bilanci di previsione delle Asl per il 2019 ipotizza una perdita di circa 450 milioni, una cifra molto elevata che rischia di costringere la Regione a un nuovo piano di rientro. La Regione vi fara' fronte con risorse straordinarie ma - ha avvertito  l'assessore - le risorse straordinarie finiscono e potremmo avere dei problemi nel 2020 e nel 2021. Siamo comunque ancora in tempo per dare una sterzata potente e dobbiamo farlo" E così dei 450 milioni di disavanzo ipotizzati nei bilanci previsionali della aziende sanitarie e ospedaliere, alla fine il rosso dovrebbe aggirarsi attorno ai 14 milioni. Certo, non c’è da festeggiare, ma neanche da gridare all’allarme. Al quasi mezzo miliardo di buco, frutto della somma dei bilanci previsionali delle varie Asl e Aso, che tiene conto di una serie di desiderata dei direttori generali che tuttavia non saranno assolutamente assecondati in toto, soprattutto dal punto di vista del personale si metterà una pezza limando parecchio le previsioni di spesa e ricorrendo al famoso ma non inesauribile tesoretto.

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Secondo i dati attualmente nelle mani del titolare di corso Regina Margherita il tendenziale porterebbe a una chiusura con un rosso di 160 milioni, tuttavia mitigabile grazie a una serie di partite straordinarie come il payback sui farmaci e il residuo accantonato dalla precedente amministrazione proprio per far fronte a questo tipo di incombenze. Così, stornando tutto ciò che si può stornare, si arriva a un rosso di “soli” – le virgolette sono d’obbligo – 14 milioni, capaci di salire facilmente a 20. Un buco tutt'altro che irrilevante che rimarrebe anche dopo aver dato fondo a tutto il tesoretto. "Una situazione grave che il Pd cerca strumentalmente di sminuire per non ammettere che la causa di questo va ricercata nelle politiche del centrosinistra degli ultimi cinque anni", sostiene l'inquilino di corso Regina che continua a paventare lo scenario di un piano di rientro, ma che annuncia anche una due dilgence su ogni singola azienda. Icardi  è “preoccupato” non solo per l’anno in corso, quanto e ancor più per il 2020 e il 2021 quando non si potrà far conto sul tesoretto ormai esaurito.

Intanto dal Pd il consigliere Domenico Rossi osserva come “La spesa per i farmaci innovativi e il costo del rinnovo del contratto di lavoro richiedono che si apra con il Governo una discussione sulla quantificazione del fondo sanitario, altrimenti la maggiore spesa verrà scaricata sulle Regioni . Questo è il vero allarme ed è necessario che Cirio ed Icardi chiedano al Governo di aprire urgentemente una trattativa che porti ad un aumento della quota del fondo sanitario”.

“Governare significa trovare il punto di equilibrio tra la capacità di erogare servizi  e la compatibilità economica – afferma il portavoce del Pd in Commissione Sanità Raffaele Gallo - Nei cinque anni passati, per esempio, la Giunta Chiamparino ha agito sul contenimento della spesa farmaceutica attraverso le gare centralizzate. In merito, poi, all’apertura alla sanità privata annunciata da Cirio, è importante chiarire che i maggiori fondi per gli erogatori privati non vadano a discapito della sanità pubblica. Quindi, come ha intenzione di fare Icardi?”.

Sul titolare della sanità si scagliano i Cinquestelle per quanto riguarda il Parco della Salute:  “L'assessore fa melina sul dibattito pubblico per il Parco della Salute. Oggi in commissione  abbiamo chiesto informazioni sulla posizione della Giunta regionale in merito a questa procedura. - scrivono i consiglieri del M5s in una nota -. L'assessore si è limitato a dare una parziale lettura di un documento dell'Anac in cui emergerebbe, secondo l'interpretazione della giunta, il rischio di inficiare la libera concorrenza. È bene chiarire che il dibattito pubblico per il Parco della Salute di Torino è stato aperto direttamente dal ministero della Salute e, per legge, tocca alla Regione avviarlo. Il dibattito pubblico consentirebbe, finalmente, un percorso davvero partecipato per un'opera di fondamentale importanza per Torino e buona parte del Piemonte”.

Decisamente diverso l'atteggiamento del vicepresidente del consiglio regionale Mauro Salizzoni. Per il luminare nel campo dei trapianti di fegato “nonostante una certa vaghezza da parte dell’assessore Icardi sui nuovi ospedali, valutiamo positivamente il fatto che non si voglia rimettere in discussione il percorso finora compiuto sul Parco della Salute, evitando perdite di tempo che rischierebbero di pregiudicare un’infrastruttura imprescindibile”. Per l'ex primario “bisognerà avviare una discussione sul futuro degli attuali ospedali della Città della Salute, ed auspichiamo che il Consiglio regionale possa svolgere un effettivo ruolo di approfondimento, di controllo e di proposta”.

Sulla questione dell’appalto del nuovo Parco della Salute, Icardi ricorda come  "l’Autorità nazionale anticorruzione sostiene che la procedura di gara prescelta, ovvero il dialogo competitivo, mediante pubblicazione di un bando corredato da uno studio di fattibilità non parrebbe compatibile con lo svolgimento di un dibattito pubblico. Un parere in netto contrasto con quello del Ministero della Salute e che impone sia fatta massima chiarezza tecnica e giuridica, perché procedere con il dibattito pubblico, come vorrebbe il Ministero, a questo punto vorrebbe dire sospendere la gara". Pertanto, psoegue Icardi,  "affermare che si sta tergiversando è da irresponsabili, perché la Regione non può essere esposta a scelte affrettate e non sufficientemente verificate, senza prima aver preteso dalle singole autorità preposte la condivisione delle procedure"

L'audizione in IV commissione è stata colta dall'assessore anche per annuncciare un nuovo piano socio-sanitario regionale: "Il nostro obiettivo è offrire ai piemontesi una sanità efficiente e senza riduzione dei servizi ma, per fare questo, è indispensabile avere un occhio attento alle risorse". Ma aldilà degli auspici, dall'inquilino di corso regina è stata prospettata una novità di un certo rilievo: riunificare sanità e assitenza. "Scorporarle ha portato la Regione a spendere di più e non di meno, come era nelle previsioni". Di qui l'annuncio: "È mia intenzione riunire tali ambiti perché senza una rete di assistenza post acuzie in strutture o a domicilio è impensabile pensare a eventuali tagli di posti letto".

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