POTERE & POLTRONE

Una poltrona in caldo per Mattioli

A un passo l'accordo sul nuovo vertice della Camera di Commercio. Gallina strappa un posto in Compagnia di San Paolo per l'Unione industriale: scialuppa pronta per l'imprenditrice qualora dovesse naufragare l'approdo in Confindustria. L'ombra di Salza

Mentre annaspa tra i marosi di Confindustria, Licia Mattioli potrebbe ricevere la ciambella di salvataggio dalla Camera di Commercio di Torino. La vicepresidente di Vincenzo Boccia è al centro di un complesso puzzle con molte tessere: il rinnovo dei vertici a viale dell'Astronomia, le nomine in Compagnia di San Paolo e la nuova governance a Palazzo Birago, dove ormai al presidente uscente Vincenzo Ilotte non resta che preparare gli scatoloni e liberare l’ufficio per il suo successore, con ogni probabilità Dario Gallina. In un groviglio in cui le ambizioni personali s'intrecciano con le trame dei poteri economici e finanziari sembra ormai sancito il compromesso che porterà a capo dell’ente camerale l’attuale numero uno degli industriali subalpini, mettendo fine, almeno temporaneamente, alle tensioni tra i rappresentanti della grande impresa e quelli delle categorie cosiddette minori, capitanate da Api, Cna, Ascom e Confesercenti in questa disfida alleati con la Coldiretti.

Se in un primo tempo i “piccoli” – definizione che loro respingono preferendo piuttosto quella degli “altri” a indicare i non confindustriali – avevano chiesto in cambio del sostegno a Gallina entrambi i posti a disposizione della Camera di Commercio nel Consiglio generale della fondazione bancaria di corso Vittorio, la trattativa avrebbe portato a un compromesso che prevedrebbe la designazione di un esponente della grande industria e uno degli “altri” che starebbero puntando sul numero uno dell’Api Corrado Alberto. Ma giacché bisognerà indicare un uomo e una donna ecco che sembra spalancarsi il portone di corso Vittorio per Licia Mattioli che da vicepresidente uscente temeva vedersi sbarrata la strada della riconferma. Qualora poi, come molto probabile, uno dei due dovesse ascendere al Consiglio di gestione, l’esecutivo della Compagnia, allora il posto vacante verrebbe preso dai piccoli che così otterrebbero il loro secondo rappresentante.  Ed eccola la ciambella per Mattioli che in questo modo, quand’anche dovesse finire male la corsa per Confindustria che la vede impegnata in una difficile competizione con Paolo Bonomi – al momento il favorito – e Giuseppe Pasini, comunque potrebbe consolarsi con un posto nella stanza dei bottoni della prima fondazione bancaria italiana. Ma, attenzione, non è affatto scontata la riconferma alla vicepresidenza.

Gallina, che prima di dare la risposta definitiva alla lettera inviatagli dai ribelli si è “confessato” con il grande vecchio della finanza sabauda Enrico Salza, avrebbe ottenuto rassicurazioni sul via libera all’investimento di 4,5 milioni per il Manufacturing center di Mirafiori, il casus belli alla base della rivolta dei “piccoli”. Contestualmente Gallina si sarebbe impegnato a destinare future risorse a progetti per il commercio di prossimità, a interventi relativi al passaggio generazionale nelle imprese artigiane e a modelli innovativi di turismo e accoglienza.

A questo punto si attende solo più la firma del decreto con cui il governatore Alberto Cirio – come prevede la legge – darà il via all’iter per l’elezione del presidente della Camera di Commercio: il nuovo Consiglio generale dell’ente, composto dai 25 rappresentanti, è già stato convocato per il prossimo 2 marzo.

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