DISCORDIA ISTITUZIONALE

Azzolina impugna l’ordinanza.
Cirio: "Il Piemonte non arretra"

Lo aveva preannunciato e lo ha fatto. Per il ministro la misurazione della temperatura negli istituti scolastici non è dovuta, ma il governatore tiene il punto. Il responso del Tar che si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva dell'atto. La Regione affida la difesa al professor Barosio

Nuovo round nello scontro tra Regione Piemonte e Governo sulle modalità di riapertura delle scuole. Come preannunciato il ministro grillino Lucia Azzolina, assieme al collega titolare della Sanità Roberto Speranza, ha impugnato l’ordinanza con la quale il governatore Alberto Cirio impone anche alle scuole la misurazione della febbre laddove non abbiano provveduto le famiglie che, invece, sono tenute a farlo secondo le prescrizioni anti-Covid varate dal Governo. Per Cirio era necessario inserire un ulteriore livello di controllo. “Se un alunno entra a scuola senza l’autocertificazione della famiglia relativa alla temperatura corporea che si fa?” è la domanda che si è posto il presidente della Regione, preoccupato dall'estendersi di un fronte di genitori contrario a misurare la febbre, i cosiddetti No fever. La risposta, a suo giudizio, scontata: se ne deve occupare la scuola. Il Governo però non la pensa allo stesso modo e così dopo lo scontro con il direttore dell’Ufficio regionale scolastico (articolazione locale del Ministero dell’Istruzione) Fabrizio Manca, è arrivato direttamente l’intervento del ministro Azzolina. “Noi non arretriamo” è la reazione di Cirio.

Il nodo non è solo relativo al compito delle famiglie di rilevare la temperatura degli studenti ma soprattutto l’autocertificazione da scrivere sul diario scolastico e, in assenza di questa, l’obbligo della misurazione da parte delle scuole. Lo si evince dalla motivazione del ricorso: “L’effetto di tale misura può facilmente tradursi in primo luogo in una forte deresponsabilizzazione delle famiglie, che saranno incentivate a non provvedere alla misurazione per non auto-dichiararla – anche per possibili profili di responsabilità personale – nella sicurezza che tanto l’operazione avverrà nel plesso scolastico”. 

L’atto è stato impugnato al Tar dalla ministra all’Istruzione che nei giorni scorsi aveva definito “intempestivo e inopportuno” il provvedimento. “Lo difenderemo con forza”, ribatte Cirio, dando mandato al professor Vittorio Barosio di esporre davanti ai giudici amministrativi le ragioni di misure che hanno “il solo fine di tutelare la salute di alunni, personale scolastico e delle loro famiglie”. Il Tar ha accolto la richiesta della Regione Piemonte di poter esporre le proprie ragioni dando tempo fino a domani sera alle 21. “L’ordinanza integra le regole previste dal Governo”, sostiene il governatore, e siccome la tutela della salute dei cittadini ricade “appieno” tra le competenze della Regione, “la difenderemo con forza perché siamo convinti sia utile e necessaria”. Le scuole piemontesi, per altro, la stanno già applicando “senza particolare difficoltà, come evidenziato dall’avvio dell’anno scolastico”. E continueranno a farlo, conclude la Regione, fino a quando il Tar non si sarà pronunciato sulla sospensiva.

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