URNE VIRTUALI

Pd ancora primo partito a Torino, Damilano meglio della coalizione

Nel centrodestra la Lega avanza (18%) ma non sfonda, Fratelli d'Italia ben dietro il dato nazionale, resta a una cifra. Lo Russo al traino del centrosinistra. Partita aperta al (probabile) ballottaggio - Guarda le TABELLE del sondaggio Euromedia

Il Pd è di gran lunga il primo partito a Torino, la Lega doppia Fratelli d’Italia nel centrodestra e in caso di ballottaggio Paolo Damilano e Stefano Lo Russo sono a un’incollatura, con l’imprenditore più avanti di un soffio rispetto al professore del Politecnico. È quanto emerge dai dati del sondaggio di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, commissionato dal candidato sindaco del centrodestra, nel quale appare chiaramente come Damilano sia attualmente più avanti nella campagna elettorale al punto da sostenere il confronto con la coalizione avversaria nonostante un apporto sotto le aspettative dei partiti, mentre Lo Russo – in campo da un paio di settimane – è in gioco grazie soprattutto alla tenuta del Partito democratico che nel capoluogo vale il 34,2%.

È una partita aperta quella per la successione di Chiara Appendino, con il Movimento 5 stelle che mira a fare da ago della bilancia in un più che probabile secondo turno. I grillini – nella rilevazione è stata testata l’attuale capogruppo in Sala Rossa Valentina Sganga – sono valutati all’11,5%, un dato confortante visto il passo indietro della sindaca e lo psicodramma in atto a livello nazionale.

Tornando al centrodestra la Lega è davanti a tutti, ma non sfonda: il suo contributo è del 18%, con Fratelli d’Italia all’8,7% (ben al di sotto delle aspettative) e Forza Italia appena dietro all’8,3%. L’exploit, piuttosto, è della lista civica del candidato sindaco, Torino Bellissima, che intercetterebbe il 6,2% delle preferenze quando mancano ancora tre mesi alle urne. E proprio qui emerge il valore aggiunto di un candidato in campo ormai dalla fine dello scorso anno e già riconoscibile e riconosciuto da buona parte dei cittadini. Difficile, invece, commentare la presenza nel centrodestra di Italia Viva (0,6%) e Azione (0,9%) nonostante sia a oggi difficile immaginare una loro adesione al primo turno al progetto di Damilano.

Da destra a sinistra, dove il Pd intercetta più di un elettore su tre e con gli altri partiti della coalizione arriva al 41,4%, poco più di un punto percentuale in meno rispetto alla coalizione avversaria che arriva al 42,7 ma tenendo conto di renziani e calendiani. Dati che fanno suonare un altro campanello d’allarme per Lo Russo, il quale viene dato al 39,6% (-1,8 rispetto alla coalizione che lo sostiene) mentre Damilano è al 43,7% (+1% rispetto alla somma delle liste di centrodestra).

In un eventuale ballottaggio tra i due principali candidati, infine, la sfida è serrata: al momento in testa ci sarebbe Damilano (50,2%) contro il 48,8% di Lo Russo. Numeri che però, a fronte di un elevato tasso di indecisi (un terzo del campione testato), rende piuttosto aleatoria ogni previsione. Il sondaggio è  stato effettuato tra il 18 e il 21 giugno su un campione di mille interviste telefoniche attraverso metodologia Cati, Cami e Cawi.

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