FINANZA & POTERI

C'è grande Intesa in Compagnia

Profumo, in sintonia con le raccomandazioni della Bce (e a una buona dose di realpolitik), ribadisce la necessità di "continuità" al vertice della banca. Blindati Messina e Gros-Pietro. Asse con Lo Russo per rinnovare la rappresentanza torinese nel cda

La parola chiave è “continuità”. Francesco Profumo, numero uno della Compagnia di San Paolo la pronuncia più di una volta ai giornalisti che lo interrogano sulla posizione della fondazione riguardo al rinnovo dei vertici di banca Intesa di cui è primo azionista. E la “continuità”, ha specificato Profumo, riguarda non solo il ruolo di Carlo Messina, sempre più forte dopo aver portato a casa l’acquisizione di Ubi nel momento più difficile per gli istituti bancari europei, colpiti dalla pandemia e dal fuggi fuggi degli investitori dopo il congelamento dei dividendi da parte della Bce, ma anche per il presidente Gian Maria Gros-Pietro, diretta espressione del ramo torinese della famiglia, quello cioè legato all’ex banca San Paolo.

Il tandem Messina-Gros-Pietro resterà al timone per altri tre anni giacché, nonostante si sia sollevato più di un sopracciglio di fronte all’intenzione dell’attuale presidente di correre per un quarto mandato, in barba alle 80 primavere sul groppone, nessuno ha la forza per opporsi al suo nome, già blindato con ampio anticipo proprio da Messina. Non ce l’ha il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha consolidato dopo la sua elezione l'asse con l'ex rettore del Politecnico, e neanche gli altri soci istituzionali delle fondazioni che hanno sottoscritto lo scorso 21 dicembre il patto di consultazione in vista del rinnovo dei vertici (oltre alla Compagnia di San Paolo, Cariplo, Cariparma, CrBologna e CrFirenze).

Insomma, massima soddisfazione per l’azione portata avanti sin qui da Messina e Gros-Pietro, cui Profumo indica la via attraverso un “percorso di internazionalizzazione”. “Intesa Sanpaolo, ha infatti un limite – ha detto l’ex ministro – proprio nel suo essere troppo legata al Paese di provenienza. Auspichiamo che il piano che verrà presentato il 4 febbraio individui un percorso per renderla più forte e attraente, e internazionale”.

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Un piano che “sarà operativo proprio con l’avvio della nuova governance”. Laddove invece non si esclude un rinnovamento è nella lista dei consiglieri d’amministrazione. Questa volta Messina dovrebbe accontentarsi di piazzarne uno e non tutti e quattro come accaduto, per una serie di circostanze, all’ultimo rinnovo del board (oltre a Gros-Pietro, Bruno PiccaFabrizio MoscaMaria Cristina Zoppo; più il sanpaolino Luciano Nebbia “caricato” sulla fondazione fiorentina).Tra coloro che non potranno più essere riconfermati e quelli che faranno spazio all’esigenza di un rinnovamento ormai ineludibile è legittimo attendersi qualche novità nella prossima lista del cda. Sui nuovi nomi del cda Profumo si limita a spiegare che “c’è da tenere conto di un tema di genere, di indipendenza e alcune priorità in termini di competenza”.

Considerazioni che sono state fatte nel giorno della presentazione del piano strategico della Compagnia che ha annunciato lo stanziamento di altri 100 milioni per gli interventi strategici entro il 2024, portando a 600 milioni la cifra complessiva del Piano quadriennale. Quest’anno le erogazioni saranno pari a 161 milioni. Sei i cardini della strategia della Compagnia: Salute, Saperi, Opportunità, Svolta green, Innovazione e Digitale, Geografie. Nel 2021 la Compagnia ha erogato 158,7 milioni di euro per il sostegno e lo sviluppo di 1.049 progetti. Il valore di mercato complessivo del portafoglio delle attività finanziarie è di 7,9 miliardi di euro. 

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