TRAVAGLI DEMOCRATICI

Valle tra Lo Russo e Appendino scalda i motori e incrocia le dita

L'aspirante candidato del Pd in Piemonte difende il sindaco e contesta la posizione della grillina che vuole far togliere la Sanità alle Regioni. Stilettate alla competitor Gribaudo. Proposte in un "non-programma" che presenterà sabato prossimo

“Io oggi ho voluto presentare questo documento perché in questi giorni, con molta franchezza, non ho sentito parlare di proposte concrete”. È la secca risposta di Daniele Valle a una domanda su cosa caratterizzava la sua candidatura rispetto a quella di Chiara Gribaudo. “Ho sentito parlare di grandi principi, ho sentito molto parlare di politica nazionale” dice, scoccando la seconda frecciatina verso la sua avversaria che sabato scorso è stata protagonista un happening assieme ai suoi sostenitori in una affollatissima ma piccola sala all’Off Topic.

Lui partirà sabato prossimo all’Hiroshima Mon Amour, ma non svela ancora chi lo accompagnerà sul palco. Quello che ha già pronto è il suo contributo che “non è un programma”: 43 pagine dove condensa le sue proposte dopo “aver partecipato a tutte le conferenze programmatiche del mio partito”. Altra frecciatina. Valle si concede anche uno strappo alla regola e addirittura abbozza una copertura per le sue misure: se fosse governatore, taglierebbe il bonus per chi va ad abitare in montagna (costato 10 milioni di euro per 300 trasferimenti complessivi, “non esattamente un successo”) e con quei soldi esaurirebbe le graduatorie per i bonus scolastici, pagandone 40mila.

Ci sono anche proposte più ordinarie, come gli asili nido gratis per gli Isee bassi (per ironia della sorte la stessa proposta lanciata stamattina dal capogruppo leghista a Palazzo Lascaris Alberto Preioni). Ci sono anche proposte più ardite, come quando dice che “da Torino a Milano dovremmo andare pagando il biglietto della metropolitana”. Più plausibile la proposta di un biglietto unico per tutti i mezzi pubblici del Piemonte a 99 euro al mese, per semplificare le cose a chi usa diversi mezzi pubblici.

Il numero due di Palazzo Lascaris difende il sindaco di Torino Stefano Lo Russo dalle accuse di Chiara Appendino di consociativismo con il governatore di centrodestra Alberto Cirio. La concordia istituzionale, anzi, “finirà per creare più problemi alla destra che a noi, perché loro non hanno la nostra grammatica della responsabilità delle istituzioni”. Non lo convince neanche la revisione del Titolo V, con il ritorno della Sanità allo Stato: “La soluzione non è sottrarre la competenza alle Regioni. Centralizzare in un carrozzone nazionale non garantisce uniformità dei servizi: si pensi alla scuola che pur essendo di competenza statale non offre servizi omogenei in ogni area del Paese. Piuttosto è necessario mettere le Regioni in condizione di gestire un servizio così importante per i cittadini, fornendo loro le risorse necessarie sia per la parte ordinaria sia per i grandi investimenti nell’edilizia”.

Il punto che Valle vuole sia chiaro è che lui si prepara da anni a correre come governatore e quindi le primarie (e il confronto pubblico con Gribaudo) non lo spaventano: “Sono pronto”, dice, ma a chi gli chiede se i gazebo sono l’unica strada rimasta risponde che “la politica è l’arte del possibile”.

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