VERSO IL VOTO

I Cinque Stelle pretendono l'abiura, il Pd non li manda (ancora) a stendere

Sempre più minato il campo largo in Piemonte. I grillini continuano a provocare i dem: chiedono atti amministrativi per disconoscere il partenariato pubblico-privato e la sede della Pellerina per il nuovo ospedale di Torino. Rossi: "Valorizziamo le cose che ci uniscono"

L’ultima provocazione è l’abiura. Il Movimento 5 stelle alza la posta con il Partito democratico e detta le condizioni (irricevibili) per un accordo sulle regionali in Piemonte. Una prova d’amore per convolare a nozze, che si traduce in due atti amministrativi che disconoscano il partenariato pubblico-privato come metodo di finanziamento per la realizzazione degli ospedali e soprattutto l’ubicazione del nuovo nosocomio di Torino nell’area del Parco della Pellerina.

È quanto richiesto formalmente dalla coordinatrice regionale Sarah Disabato in una call che si è svolta ieri con la viceConte Paola Taverna, il segretario piemontese del Pd Mimmo Rossi e il responsabile Enti locali della segreteria di Elly Schlein Davide Baruffi. Oggi Rossi ha condiviso l’esito di quella riunione in una segreteria urgente convocata per decidere il da farsi. Non sfugge a nessuno che le richieste del M5s rappresentano il disconoscimento del lavoro svolto da Sergio Chiamparino nella passata legislatura, quando avviò il dialogo competitivo con i privati per la realizzazione del Parco della Salute di Torino, e ancor di più dell’attuale sindaco Stefano Lo Russo, che ha indicato – assieme ai suoi assessori Jacopo Rosatelli (Sanità e Welfare) e Paolo Mazzoleni (Urbanistica) – la Pellerina come sede ideale del nuovo nosocomio. Ieri la Regione Piemonte ha assegnato la gara per la progettazione. Il Pd può rinnegare Chiamparino e Lo Russo, gli ultimi due amministratori con i quali ha ancora vinto qualche elezione?

Per Nadia Conticelli, presidente del partito e capogruppo in Sala Rossa, è “impossibile fare retromarcia, sia politicamente sia amministrativamente”. Un’ammissione significativa perché arriva dal massimo dirigente regionale dell’area Schlein, che finora ha sposato la linea dell’accordo “a ogni costo”. La segreteria regionale si compatta su questa posizione: indietro non si torna, ma allo stesso tempo c’è chi chiede di continuare a “esplorare tutte le strade anche se sembrano in salita”. Collegato in streaming c’è anche Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione per Schlein e una delle persone a lei più vicine. La sua presenza dimostra che ormai siamo alle battute finali. Il Pd prova a tenere uno spiraglio, affermando in una nota che c’è “lo spazio per proseguire il dialogo, senza ignorare i legittimi punti di vista differenti. D’altro canto, le alleanze si fanno per mettere insieme forze politiche diverse che, pur non condividendo ogni singolo aspetto, decidono di unirsi per valorizzare i tanti punti comuni che, anche in questo caso, non mancano”. E la palla torna nel campo dei Cinquestelle.

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