LOTTA DI CAMPANILI

Pd spaccato sul Campus della discordia

Il Comune di Torino vuole “scippare” a Grugliasco il polo scientifico dell’Università, nonostante i 20 milioni già spesi in precedenza. Provincia contro Fassino: “Una prevaricazione. Se questa è l’idea che ha di città metropolitana partiamo male”

"Il polo scientifico dell’Università va fatto a Grugliasco, come previsto da un progetto nato all’inizio degli anni Duemila". Divide il Partito democratico e provoca l’ennesima querelle tra Palazzo Civico e la Provincia di Torino il piano che prevedrebbe il trasferimento delle facoltà scientifiche nell’ex caserma Cavalli di corso Unione Sovietica, tagliando completamente fuori la città della Gru. E dire che in questi anni dalla Regione Piemonte, dall’Università e dall’Unione Europea ne sono piovuti di quattrini per realizzare una serie di opere complementari al nascituro complesso universitario, che prevede(va) oltre ad agraria e veterinaria, già attive da alcuni anni, anche le facoltà di chimica, fisica, farmacia, informatica e matematica. Insomma, gli enti locali hanno già investito in un progetto che forse non si farà mai circa 20 milioni di euro e questo la dice lunga sulla progettualità di enti e istituzioni. (LEGGI PROGETTO POLO GRUGLIASCO)

 

GLI INVESTIMENTI GIA’ EFFETTUATI - Il restauro di Villa Claretta, adibita a residenza universitaria, costò, circa un decennio fa, 10 milioni di euro, erogati attraverso i fondi olimpici visto che lì vennero ospitati alcuni giornalisti giunti dall’estero, altri 6 milioni sono stati investiti dall’Unione Europea per la cosiddetta Città della Conciliazione, un’opera complementare ideata per “conciliare” appunto famiglia, studio e lavoro, un altro milione è stato speso dalla Regione per una fermata ferroviaria che aveva il compito di trasportare gli studenti provenienti da fuori. E poi la pista ciclo-pedonale e una serie di adeguamenti urbani, tutti in funzione dell’università che verrà. C’era addirittura un piano del Cus Torino per una cittadella dello sport lungo strada antica di Grugliasco (quella che porta al centro commerciale Le Gru), che per fortuna – a posteriori – successivamente venne accantonato.

 

LE REAZIONI - Forse un po’ troppo per un complesso che oggi ospita solo le facoltà di agraria e veterinaria. Il primo ad alzare la voce è stato l’assessore al Bilancio di Palazzo Cisterna Marco D’Acri, grugliaschese e leale braccio destro di Antonio Saitta in Provincia, che è letteralmente sobbalzato sulla sedia: «Se questa è l’idea di area metropolitana che ha Piero Fassino partiamo con il piede sbagliato», alludendo neppure troppo velatamente a un atto di imperio, unilaterale del sindaco del capoluogo, futuro numero uno dell'organismo che prenderà il posto dell'ente di via Maria Vittoria. «Il Campus delle facoltà scientifiche è previsto a Grugliasco - argomenta su facebook -. Iniziative che portino le facoltà in luoghi già sovraccarichi di traffico e servizi, come lo stadio comunale, non rispondono alle esigenze del territorio vasto. Il tema dell'area metropolitana non può essere affrontato con la centralizzazione di tutti i servizi nella Città di Torino. Questa proposta è inaccettabile».

 

Ma quanto sta accadendo è ancor più surreale se si pensa che proprio mentre il primo inquilino di Palazzo Civico faceva filtrare i suoi nuovi intendimenti – tra i quali il progetto di un’area sportiva in piazza D’Armi al posto del galoppatoio militare, la cittadella della letteratura e un campus dell’architettura e del design tra il Castello del Valentino, il padiglione Morandi e Torino Esposizioni – il sindaco di Grugliasco Roberto Montà si recava a Roma dal sottosegretario all'Istruzione Gian Luca Galletti per chiedere conto di quei 43 milioni che il Governo aveva stanziato per il trasferimento delle facoltà scientifiche nella sua città, cui andrebbero aggiunti i 90 milioni messi a disposizione - da anni - dalla Fondazione Crt. Di qui la "sommessa" richiesta del senatore Stefano Esposito a Fassino "se fosse possibile coordinarci un po' per quanto riguarda le iniziative sul nostro territorio", il capogruppo Pd a Grugliasco Raffaele Bianco rincara la dose: "Abbiamo appreso dai giornali che Torino avrebbe tagliato fuori la nostra città, sarà dura adesso convincere il Consiglio ad aderire alla Città Metropolitana". Chi in tutto questo baillame non ha ancora preso una posizione è il rettore Gianmaria Ajani, uno che a dirla tutta non è mai stato un fan del progetto di Grugliasco e che probabilmente nei prossimi giorni dovrà prendere una posizione.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    09:26 Giovedì 16 Gennaio 2014 silvio FASSINO PIGLIATUTTO

    Ma qualcuno non ha ancora capito che da quando a Torino comanda Fassino si fa di tutto anche a scapito della comunità metropolitana. L'esempio più evidente è l'inceneritore del Gerbido, CON TUTTI I PROBLEMI DI INQUINAMENTO, realizzato a ridosso di un contesto residenziale di più comuni, evviva la democrazia comunista!!!SILVIO

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